20 maggio 2026

Straordinario spettacolo ieri sera in cielo: una falce di luna crescente ha brillato tra i pianeti Venere e Giove

Nuovo, straordinario e speciale spettacolo, martedì sera, 19 maggio, nel cielo, con la certezza che tanti cremonesi se lo saranno “gustato”. Per l’occasione si è potuta ammirare una sottile falce di Luna crescente (illuminata solo al 9%) che ha brillato  tra i pianeti Venere e Giove. I tre astri, in un allineamento verticale quasi perfetto, hanno formato un suggestivo quadretto celeste ben visibile subito dopo il tramonto e al meglio tra le 21:30 e le 22.

Solo pochi giorni prima, il 16 maggio si è verificata la fase di Luna nuova: il satellite si è posizionato tra la Terra e il Sole ed è apparso completamente scuro (invisibile a occhio nudo in quanto troppo vicino al Sole), offrendo le condizioni ideali per l’osservazione del cielo profondo. Il 17 una sottile falce lunare ha adornato il cielo mattutino, trovandosi nella stessa regione di Mercurio, dell’ammasso stellare delle Pleiadi e del lontano Urano. Nello stesso giorno la Luna è stata anche al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra. Nonostante questa elegante “cornice”, è stato quasi impossibile ammirare  lo spettacolo: tutti questi astri si sono trovati infatti molto vicini al Sole nel cielo, immersi nelle luci dell’alba. Per oggi, mercoledì  20 maggio è attesa la congiunzione della luna con Giove e la stella Polluce; il 21 maggio con l’ammasso del Presepe e il giorno successivo la luna splenderà invece nelle vicinanze della stella Regolo. Il 23 maggio sarà al primo quarto, quando la Luna appare illuminata per metà e forma un angolo retto con il Sole rispetto alla Terra. Il 27 maggio sarà in congiunzione con la stella Spica. Infine, l’ultimo giorno del mese la Luna sarà nuovamente piena e in congiunzione con la splendente Antares.

Tecnicamente il plenilunio cadrà il 31 maggio alle 08:45 GMT, cioè alle 10:45 in Italia . Si tratterà di una  Luna Blu  mensile e, allo stesso tempo, di una microluna: la Luna piena più piccola e distante dell'anno, perché si verifica vicino all'apogeo, il punto più lontano dell'orbita lunare. Dopo la Luna Piena dei Fiori del primo maggio, infatti, il calendario lunare prevede un secondo plenilunio in questo  mese, previsto per il 31 maggio. In questo caso si parla di Luna Blu, un termine che indica la seconda Luna piena nello stesso mese solare. La Luna Blu è un evento relativamente raro, che si verifica in media ogni due o tre anni. Il plenilunio del 31 maggio 2026 avrà però anche un’altra particolarità: sarà una Microluna, cioè una Luna piena che si verifica quando il nostro satellite si trova vicino all’apogeo, il punto più lontano dalla Terra lungo la sua orbita. In queste condizioni la Luna appare leggermente più piccola e meno luminosa rispetto alla media, anche se la differenza è difficile da percepire a occhio nudo. Il ciclo delle fasi lunari proseguirà poi nei mesi successivi con i pleniluni del 30 giugno (Luna delle Fragole), 29 luglio (Luna del Cervo) e 28 agosto (Luna dello Storione), ciascuno con un nome tradizionale legato alla stagionalità e alle osservazioni della natura. Tutta una serie di spettacoli serali da non perdere e da vivere in silenzio per coglierne nel profondo la meraviglia. A questo riguardo va anche ricordato che per proteggere la cultura e la bellezza di una notte stellata, nel 2002 scienziati e astronomi di tutto il mondo hanno lanciato un appello all’UNESCO e all’ONU affinché il cielo notturno venisse riconosciuto patrimonio dell’umanità. Forse basterebbe, però, insegnare all’uomo a ritrovare un contatto con la natura del cielo notturno incontaminato che permette il godimento e la contemplazione del firmamento. Un monitoraggio circumpolare della volta celeste inteso come una vera e propria “caccia alle costellazioni naturali perdute”, soffocate dalla luce artificiale che avanza. Il cielo è patrimonio dell’umanità, dobbiamo preservarlo imparando a camminare su di esso con leggerezza. La maestosità della volta celeste è una pratica usuale che da sempre ha ispirato l’arte più profonda. Van Gogh, arrivato ad Arles nel febbraio del 1888, si cimentò più volte nella rappresentazione en plein air di cieli notturni, cercando nelle stelle qualcosa che le parole non riuscivano a dire. Nel settembre di quell’anno, in una lettera alla sorella Wil, scrisse: “Spesso ho l’impressione che la notte sia più ricca di colori se paragonata al giorno”. Wassily Kandinsky, qualche decennio più tardi, teorizzò ciò che Van Gogh aveva già sentito con il pennello: nel suo Lo spirituale nell’arte sostenne che ogni colore produce una vibrazione interiore, un effetto sull’anima simile a quello di una nota musicale. Un cielo stellato, con il suo blu profondo e i suoi punti di luce, è già di per sé la forma più pura dell’arte astratta — quella che precede ogni pennellata umana. Forse all’uomo non è dato toccare il soffitto celeste né raggiungere le stelle, ma può sempre rivolgere lo sguardo verso quel vuoto nero punteggiato di luce, ascoltarne la vibrazione silenziosa e ritrovare, mai stanco di tanta bellezza, qualcosa di essenziale attraverso queste opere artistiche straordinarie di cui è composto, e continuare a sognare ad occhi aperti. Come diceva Osho: “Medita sul cielo: ogni volta che ne hai l’occasione, sdraiati per terra e guarda il cielo. Lascia che questa sia la tua contemplazione. Se vuoi pregare, prega il cielo".

Eremita del Po

Paolo Panni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti