19 maggio 2026

Padania Acque. Vitari (Lega): “Accordo FdI-PD incomprensibile. Serve chiarezza politica davanti ai cittadini. Non si può continuare a giocare su due tavoli"

Nuovo capitolo Padania Acque, ancora una voce del centro-destra a commento della vicenda politica legata alla lista presentata congiuntamente da Pd e Fratelli d'Italia a sostegno di Matteo Romagnoli, membro del coordinamento territoriale di Fratelli d'Italia. A meno di 24 ore dal voto di domani pomeriggio, è Riccardo Vitari, consigliere regionale della Lega (che a sua volta sostiene con Forza Italia il candidato della Lega, Andrea Bignami), a prendere parola. Questo il suo commento: 

"Sulla vicenda Padania Acque leggiamo con stupore le dichiarazioni del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che oggi rivendica come ‘trasparente’ un accordo costruito a braccetto con il Partito Democratico”. Lo dichiara il consigliere Vitari.

È una posizione politicamente legittima, ma allora serve chiarezza definitiva davanti ai cittadini: Fratelli d’Italia intende stare nel centrodestra oppure no? Perché non si può continuare a giocare su due tavoli. Non si può chiedere unità e compattezza quando fa comodo, salvo poi costruire accordi con il PD appena si tratta di occupare poltrone o gestire equilibri di potere”.

La verità è che questa vicenda certifica un’evidente incoerenza politica. Da una parte ci si presenta agli elettori come alternativa al centrosinistra, dall’altra si stringono intese proprio con quel sistema politico che a parole si dice di voler contrastare. Ancora più significativo è il fatto che, sulla vicenda, siano emersi distinguo e prese di distanza anche all’interno dello stesso Fratelli d’Italia. Segno evidente che questa operazione abbia generato disagio e perplessità persino dentro il partito”.

E allora la domanda diventa inevitabile: chi rappresenta oggi davvero Fratelli d’Italia? L’ala che considera il PD un interlocutore politico con cui costruire accordi oppure quella che fino a ieri governava convintamente insieme agli alleati del centrodestra? Non è un caso che da più parti questa vicenda venga letta come l’ennesima battaglia di potere, dove a perdere rischiano di essere soprattutto la credibilità politica e la fiducia degli elettori”.

Vale davvero la pena, per un ruolo tecnico che in questi anni è stato svolto correttamente, assumere una posizione capace di far implodere la fiducia reciproca tra alleati e generare smarrimento negli elettori del centrodestra? Questo rende il quadro ancora più confuso agli occhi dei cittadini e soprattutto dei partiti del centrodestra, che oggi fanno sempre più fatica a comprendere quale sia la reale affidabilità politica dell’interlocutore nei tavoli dove si dovrebbe costruire un percorso comune, credibile e realmente alternativo al centrosinistra”.

Se persino all’interno di Fratelli d’Italia qualcuno parla di disagio e prende le distanze da questa operazione, allora è evidente che il problema politico esiste ed è molto più profondo di quanto qualcuno voglia raccontare”.

 “Ancora più sorprendente è il tentativo di descrivere questa operazione come un gesto ‘per il bene dei cittadini’. I cittadini chiedono trasparenza vera, coerenza e rispetto del mandato politico ricevuto dagli elettori, non accordi trasversali mascherati da responsabilità istituzionale”.

Chi ha fatto da portavoce a questo sciagurato accordo in maniera libera o manovrata poco cambia — dovrà prima o poi spiegare agli alleati e agli elettori come pensa di presentarsi nelle prossime tornate elettorali. Perché gli accordi innaturali si possono forse costruire nei palazzi bui, ma i voti si raccolgono alla luce del sole” conclude Vitari.


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