La faccia violenta di Crema nelle immagini della troupe di Fuori dal Coro: gli inviati insultati dai "maranza" che non vogliono le telecamere nel quartiere
Che sia giorno o notte, Crema sta mostrando un volto sempre meno sicuro, ostaggio di baby gang e di veri e propri gruppi di giovani, anche minorenni, che a suon di coltellate, sprangate e botte tengono in scacco interi quartieri dove di sera ormai nessuno si sente più al sicuro ad uscire. La settimana scorsa il caso di cronaca più grave, l'omicidio a sprangate e coltellate del 20 Hamza Salama, ammazzato in mezzo alla strada da un 17enne marocchino. Il movente, ancora da chiarire, potrebbe essere legato ad un debito, forse droga; qualcuno ipotizza che il 20enne sia stato accusato di aver collaborato con la Polizia e per questo picchiato a morte. Quale che sia comunque la causa di tanta violenza, rimane lo sgomento per una vera e propria esecuzione e per la giovane età dei ragazzi coinvolti.
Ieri sera di nuovo Fuori dal Coro, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano, ha trasmesso un servizio registrato nei giorni scorsi proprio a Crema, un reportage della giornalista Annalisa Grandi che voleva mostrare il quartiere e si è trovata invece, insieme alla sua troupe, al centro di insulti, spintoni e male parole, letteralmente cacciata dalla strada mentre svolgeva il suo lavoro.
Un servizio di 6 minuti da brivido, da paura, dove ragazzi di diverse etnie, accomunati dal fatto di vivere tutti nello stesso quartiere popolare, si uniscono in branco per mostrare la loro strafottenza e la loro arroganza, cresciuti in una terra di nessuno dove vige solo la legge del più forte, dove soldi e droga sono le leve che muovono e giustificano ogni azione criminale, senza remore e senza paura. Come ha fatto anche il 17enne che nella notte di Pasquetta non ha esitato a colpire per uccidere Hamza.
"L'hanno rincorso e picchiato. Sono degli animali, come si fa a prendere a bastonate e coltellate un ragazzo a terra? L'hanno seguito come durante una caccia. Non provano niente, sono come animali" sono le parole sgomente di chi ha assistito all'aggressione, di chi ha visto il corpo a terra martoriato dalle percosse. La paura è tanta, paura di uscire di casa, ma anche paura di guardare, di parlare per raccontare quello che succede. Paura che una parola possa segnare una condanna a morte, in quel regno fatto di violenza e bande di maranza armati.
Anche il padre di Hamza racconta i momenti drammatici di quell'aggressione, di quando ha prima allontanato i malintenzionati che poi però hanno seguito il figlio fino al momento dell'aggressione: l'uomo lo vedrà una manciata di minuti dopo, già agonizzante mentre viene caricato sull'ambulanza che non riuscirà però a strapparlo alla morte.
A Crema come a Casalpusterlengo, dove la troupe si sposta, pochi chilometri più in là, ma anche qui l'insicurezza non è più solo una percezione: dove un tempo i quartieri popolari erano luoghi in cui si viveva bene, oggi tra quei palazzoni l'aria non ricorda più l'erba verde del parchetto con i bambini, ma si respira la polvere dell'asfalto e del cemento. Giovani sotto le case popolari, pantaloni da rapper o jeans sgualciti, qualcuno a torso nudo e la maglietta usata per coprire il volto, altri con i cappucci delle felpe alzati e i passamontagna per non farsi riconoscere; insulti, parolacce, minacce "Vai via, p***ana. Fuori dal c***o. Siete dei ratti. Ratti. Ratti".
Qui a Casalpusterlengo si era sfiorata la tragedia, con un altro ragazzo alcoltellato durante una rissa in centro: due feriti in ospedale e un terzo in condizioni disperate, il bilancio di quel quarto d'ora di follia.
Stesse scene a Sant'Angelo Lodigiano, con risse tra immigrati che si picchiano e si lanciano sedie del bar in pieno giorno. Qui le sirene della Polizia avevano risuonato nella zona anche pochi giorni fa, quando nel quartiere erano arrivati ad arrestare dei ragazzi, identificati come i responsabili di una rapina al Bancomat con l'esplosivo; uno è il fratello del giovane che minaccia e intima alla troupe di andarsene, di smetterla di fare "questo cinema".
Già, ma questo non è un cinema, questa è la vita vera degli abitanti di Crema, ma anche di Casalpusterlengo e di Sant'Angelo Lodigiano, dove il giorno e la notte il timore di incorciare anche solo uno sguardo sbagliato di questi che vengono definiti "maranza", ma che sarebbe più corretto chiamare criminali. Perchè chi gira col coltello in tasca e non esita a picchiare fino ad uccidere, non è parte di un fenomeno di costume, ma è un delinquente.
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commenti
Enrica
13 aprile 2026 15:52
Un bel lanciafiamme! Perché nessuno fa niente! Polizia, carabinieri dove siete ? Pattugliate di più! Ma in che mondo viviamo! Rimpatriate tutti gli extracomunitari ! Puliamo l'italia! Ne abbiamo già abbastanza dei nostri !