21 gennaio 2026

La "Vittoria Alata" di Calvatone pronta a partire per Palazzo Lombardia in occasione delle Olimpiadi. Sarà una vetrina di grande risalto per il patrimonio strorico e artistico della città

Ancora pochi giorni e la celeberrima Vittoria Alata di Calvatone -oggi custodita presso il Museo Archeologico di San Lorenzo-, sarà nel suo posto d'onore a Palazzo Lombaridia. Oggi, dopo tutto l'iter burocratico formale, è stato ufficialmente autorizzato il prestito dell'opera che il prossimo 28 gennaio sarà esposta a Milano, in piazza citttà di Lombardia, all'ingresso principale della Regione (leggi qui). Dopo l'approvazione all'unanimità, avvenuta il 13 ottobre 2025, da parte del Consiglio Comunale della mozione per valorizzare l'opera in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, l'Amministrazione, tramite il Settore Cultura e Turismo, si è attivata per i necessari passaggi procedurali con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Lodi e Mantova, e con la Direzione Generale Cultura della Regione Lombardia. 

Espletate queste procedure, la Giunta, su proposta dell'assessore alla Cultura Rodolfo Bona, ha oggi autorizzato il prestito dell'opera, di proprietà del Comune di Cremona ed esposta presso il Museo Archeologico, per l'esposizione a Palazzo Lombardia dal 28 gennaio al 16 marzo 2026, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, in un contesto che offrirà grande risalto in una vetrina di primo piano per il patrimonio storico artistico dei Musei Civici di Cremona, con un positivo ritorno d'immagine per la città. 

La prima notizia che si ha della Vittoria alata è contenuta nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni, scritta nel 1838, dove, facendo riferimento ad alcuni scavi effettuati nel 1830 a Calvatone, parla del rinvenimento di una grande statua della Vittoria in bronzo dorato. La statua era stata scoperta casualmente durante una rimozione di terreno nella località di "Costa Sant'Andrea" nel fondo di proprietà di Ludovico Aloisi. A quella data risalgono le prime campagne di scavo che si sono protratte per almeno un secolo e mezzo fino a portare all'identificazione dell'attuale abitato con la romana Bedriacum. L'altezza totale dell'opera è di un metro e settanta centimetri. La statua poggia su un basamento sferico su cui è impressa la dedica della Vittoria di Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero (161-169 d. C.). E' sicuramente uno degli esemplari più belli di Vittoria romana recuperati fino ad oggi in Italia. Quella conservata al Museo Archeologico S. Lorenzo è una copia dell'originale realizzata negli anni Trenta del secolo scorso.


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