La voce musicale di Leonardo nella villa di Cecilia Gallerani. Aperta la mostra degli strumenti leonardeschi di Michele Sangineto
Nelle Terre Basse, l’espressione: ‘il suono del genio’ porta direttamente. Univocamente. Subitaneamente al liutaio sommo: Antonio Stradivari. Fatto indiscutibile, ma non assoluto. Di geni della musica in questa grande pianura ne sono passati molti. Uno di questi fu altrettanto sommo anche nell’arte del suono e della musica: Leonardo da Vinci. Oramai una storiografia piuttosto consolidata afferma che l’uomo d’arte di Ludovico il Moro transitò per Villa Medici Vascello; residenza del grande amore dello Sforza: quella Cecilia Gallerani, che l’artista toscano immortalò nella Dama con l’ermellino. Capolavoro ritrattistico universale, forse secondo alla sola Gioconda. Ed è per queste affinità storiche, artistiche, culturali che a Villa Medici del Vascello, l’amministrazione comunale di San Giovanni in Croce ospita The Sound of Genius. Il riflesso sonoro di Leonardo. E’ una vera e propria creatura di un altro grande maestro liutaio: Michele Sangineto. Non solo liuteria c’è in questa esposizione. Non solo artigianato artistico, ma soprattutto studio. Passione. Riscoperta dell’’antico’. Del resto a pochissimi chilometri dalla preziosa villa, in una chiesetta di Fossacaprara esiste la più antica raffigurazione di uno strumento musicale: una ribeca, presente in un affresco datato appena dopo il Mille. Sangineto ha ricostruito, pazientemente, quegli strumenti musicali che Leonardo ha lasciato impressi, a mo’ di disegno, nei suoi codici: zibaldoni meravigliosi (ante litteram) di scienza e di arte. Ha provato a riportarli in vita. Compaiono così la Citola, la Tromba Marina, la Viella, l’Organo portativo, il Liuto soprano, il Tamburello, l’Arpa, l’Arpanetta, la Cetra, la Lira, la Ribeca così tanti altri strumenti che la tradizione manoscritta e miniaturistica ci ha tramandato, insieme alla grande iconografia musicale. Strumenti per accompagnare la musica colta: cacce, mottetti, frottole, strambotti, canzoni, pavane e per quella popolare non giunta, purtroppo, a noi. E l’importanza del lavoro di Sangineto è quella di unire tutti gli aspetti: quello iconografico a quello modellistico per arrivare a una ricostruzione di quell’universo sonoro che riempiva le corti rinascimentali delle Terre Basse. C’è perfettamente riuscito perché questi strumenti suonano. Producono quella musica che, un compositore contemporaneo di Leonardo, Franchino Gaffurio, chiamava la musica delle sfere. E nel corso della presentazione è stato fornito un mirabile esempio con il concerto de Antica Liuteria Sangineto. Il gruppo, composto da Caterina Sangineto (piva a vento continuo, salterio ad arco, flauti, voce), Armando Illario (organo di carta, viola organista, percussioni, voce) e Francesco Motta (liuto). Esibizione affascinante. In programma musiche di autori coevi al genio di Leonardo: Isaac, Compere e Aquilano. Prassi esecutivo pienamente rispettata, con in evidenza la bella voce di Caterina Sangineto. Un vero tuffo nel nostro grande Rinascimento lombardo, cosparso di quella vena di malinconia fiamminga.
Nel corso della presentazione il sindaco di San Giovanni in Croce, Pierguido Asinari, ha ringraziato il direttore di questo giornale Mario Silla e Gualtiero Nicolini (Presidente ANLAI) per aver presentato il progetto all’amministrazione comunale oggi trasformatosi in realtà.
La mostra, che presenta anche un piccola digitale, resterà aperta fino al 28 giugno.
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