20 maggio 2026

Economia, in provincia cresce l'export ma cala l'occupazione. In Lombardia, economia a due velocità. CNA: "Da un lato segnali di stagnazione, dall'altro indicatori in ripresa nonostante le difficoltà"

L'economia lombarda nel primo quadrimestre 2026 procede a due velocità Lombardia, con indicatori che evidenziano come la regione stia ancora vivendo una sorta di momento di stagnazione, mentre altri indicano come ci sia una ripresa decisa nonostante la situazione geopolitica sempre preoccupante. Le proiezioni parlano di un PIL al +0,4%, consumi che crescono dello 0,6%, e investimenti che toccano il +1,9% a livello regionale.

Nella provincia di Cremona i dati più significativi mostrano un calo dell’occupazione del 2%, mentre i numeri dell’export attestano una crescita dell’1,1%; il numero delle imprese segna un trend leggermente positivo (+0,2%) che però si affianca a quello appena negativo del numero di imprese artigiane, che cala dello 0,1%, seguendo il trend regionale che rispetto a giungo 2025 vede un saldo negativo di 5.033 imprese artigiane lombarde.

Il commento di CNA Lombardia ai dati aggiornati parla di una “situazione paradossale. Da un lato la resilienza del sistema produttivo lombardo, dall’altro una distanza tra finanza ed economia reale”.

A livello regionale, le proiezioni 2026 mostrano una crescita ancora più lenta del previsto per il PIL in aumento dello 0,4%. Stesso discorso sul fronte consumi che fanno segnare una previsione di aumento contenuta allo 0,6%. Buone indicazioni, invece per quanto riguarda gli investimenti che rispetto alle prime proiezioni 2026 si dimostrano in incoraggiante aumento facendo segnare un +1,9%, anche se molto al di sotto dell’anno 2025. Bene l’Export relativo all’anno 2025, che ha retto il peso delle tensioni internazionali arrivando a toccare quota 167 miliardi di euro, mentre preoccupante la situazione del Credito alle PMI che ha perso il 24% negli ultimi cinque anni. Sono questi alcuni dei dati forniti da CNA Lombardia nel Secondo Focus 2026 sull'andamento dell'economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

"Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile che frena lo sviluppo reale dei nostri territori - afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Da un lato celebriamo, giustamente, l’incredibile vitalità del nostro sistema manifatturiero, capace di esportare per 167 miliardi di euro in un contesto internazionale tesissimo. Dall'altro, stiamo silenziosamente strozzando chi produce e crea lavoro ogni giorno nei nostri comuni. Un calo del credito del 24% per le piccole imprese non è una flessione fisiologica, è una vera e propria desertificazione finanziaria. L’artigianato lombardo, che rappresenta ancora il 27,8% del totale delle imprese attive, non chiede assistenzialismo, ma un sistema bancario che torni a fare il proprio mestiere, sostenendo l'economia reale e premiando chi vuole investire in sostenibilità e innovazione. Se non si inverte questa rotta sul credito, - prosegue - la decrescita del numero delle imprese artigiane, oggi contenuta al -5,9% nell’ ultimo quinquennio, rischia di subire un'accelerazione drammatica."

PIL, consumi e investimenti

Dopo il forte recupero post-covid del 2022 (+4,3%), la crescita del PIL lombardo è continuata su ritmi più contenuti: +0,4% nel 2023, +1,2% nel 2024 e +0,7% nel 2025. Le proiezioni per il 2026 indicano un ulteriore rallentamento (+0,4%), in linea con il dato nazionale. Per il periodo 2021-2026, si calcola una crescita complessiva del pil lombardo del 7,0%, restando poco al di sotto della crescita cumulativa stimata per l’intero Paese (+7,6%).

La crescita dei consumi lombardi è in sostanziale parallelo con la dinamica nazionale: dopo la forte ripresa del 2022 (+6,5% contro +6,2% in Italia), le variazioni annue oscillano sempre entro pochi decimi di punto rispetto alla media italiana. il 2025 si è chiuso con una crescita del +1,1%, rispetto al +1,0% nazionale. Per il 2026 le previsioni indicano un ritmo di crescita più contenuto (+0,6%), paragonabile a quello calcolato per l’intero paese. La crescita dei consumi delle famiglie lombarde è stimata del +10,0% nel quinquennio 2021-2026, in linea con quella nazionale.

Gli investimenti chiudono il quinquennio 2021-2026 con una crescita cumulata stimata al 20,9%, in linea con il dato nazionale (+20,6%), dove il principale traino è arrivato dagli incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e dalle opere PNRR. Dopo due anni di forte espansione, nel 2024 si è registrata una contrazione degli investimenti (-4,4%). Il 2025 ha segnato una ripresa (+3,6%) mentre per il 2026 si prevede un consistente rallentamento della crescita (+1,9%).

Export e Occupazione

 Dopo il forte recupero post-covid del 2022 (+18,9%), l'Export lombardo ha proseguito una crescita moderata ma costante. Nel 2025 il valore complessivo dell'export regionale raggiunge i 167 miliardi di euro, con un progresso del 22,4% rispetto al 2021. Per l’anno 2025 la crescita stimata rispetto al 2024 è del +1,8%, nonostante il contesto di tensioni commerciali internazionali. Nel 2025 cresce il comparto agroalimentare (+8,0%), mentre si registra un calo del sistema casa (-2,6%) e di metallurgia e metalli (-0,6%). A livello territoriale, CNA Lombardia analizza il valore delle esportazioni nel 2025 rispetto al 2024: dalla ricerca si nota come l’export sia cresciuto a Varese (+21,7%), a Lecco (+7,1%), a Monza e Brianza (+7%), a Mantova (+6,4%), a Sondrio (+2,6%), a Pavia (+2%), a Brescia (+1,8%), a Bergamo (+1,1%), a Cremona (+1,1%), mentre è diminuito a Como (-4,5%), a Lodi (-4,4%) e a Milano (-2,8%). 

 Per quanto concerne invece l’occupazione lombarda, tra il 2024 e il 2025, è cresciuta in media di quasi 29 mila unità (+0,6%), un ritmo di poco inferiore a quello nazionale (+0,8%). Nel 2025 si contano in media 4,57 milioni di occupati, oltre 234 mila in più rispetto al 2021 (+5,4%). I comparti più dinamici sono quello delle costruzioni (+11,2%) e quello del commercio e dei servizi ristorativi e alberghieri (+13,7%); in flessione solo il settore agricolo (-15,5%). A livello territoriale, CNA Lombardia analizza il valore degli occupati in Lombardia nel 2025 rispetto al 2024: dalla ricerca si nota come l’occupazione sia aumentata a Milano (+2,2%), a Pavia (+2,1%), a Varese (+1,7%), a Lodi (+1,6%), a Brescia (+1,4%), a Sondrio (+1,3%), a Mantova (+0,5%), mentre è diminuita a Monza e Brianza (-3,8%), a Lecco (-3,5%), a Cremona (-2%), a Bergamo (-0,5%) e Como (-0,5%). 

"E' uno scenario di tenuta del potere economico regionale lombardo nel suo complesso, ma che solleva alcune problematiche - sottolinea Bozzini - quanto il tessuto produttivo resterà diffuso, capillare e legato al territorio negli anni futuri e quanto le dinamiche potenti della globalizzazione finanziaria valorizzeranno il contributo di qualità delle micro e piccole imprese così centrali nella coesione sociale delle nostre comunità. La caduta verticale del credito a danno delle piccole imprese proprio nel momento in cui esse devono tenere posizione investendo in processi, tecnologie e prodotti sostenibili, dentro filiere internazionali, resta un limite profondo del nostro sistema su cui intervenire."

Prestiti alle imprese e Inflazione 

Tra il 2021 e il 2025 i finanziamenti alle imprese lombarde si sono ridotti del 4,6%, con minori erogazioni nette per 9,4 miliardi di euro, ammontando a 194,1 miliardi al 31 dicembre 2025. A soffrire sono soprattutto le piccole imprese (-24,3%) che sono destinatarie solo del 9% dei presiti netti totali. Tra i settori, le costruzioni registrano il calo più marcato (-23,3%), mentre i servizi sono l’unico comparto che vede crescere l’importo erogato (+1,7%). A livello territoriale, CNA Lombardia analizza il valore del credito a tutte le imprese in Lombardia nel 2025 rispetto al 2024: dall’indagine si nota come l’erogazione del credito sia aumentata solo a Milano (+5,2%) e a Bergamo (+1,5%), mentre è diminuita a Lodi (-8,6%), a Como (-5,7%), a Brescia (-5,6%), a Pavia (-3,7%), a Varese (-3,5%), a Monza e Brianza (-2,4%), a Lecco (-2,4%), a Cremona (-0,8%), a Mantova (-0,8%) e Sondrio (-0,8%). 

Per quanto riguarda l’inflazione nella regione, dopo i picchi del 2022 (+7,8%) e del 2023 (+5,5%), la pressione si è notevolmente attenuata, pur con una lieve risalita nell'ultimo anno: +1,3% nel 2025, contro +0,8% del 2024. Nel quadriennio 2021-2025 l'aumento cumulato in Lombardia è del 16,2%, di poco inferiore al dato nazionale (+17,1%), ma a pesare maggiormente sui bilanci familiari restano abitazione, acqua ed energia (+36,0%), servizi ricettivi e ristorazione (+23,0%) e alimentari e bevande (+22,0%).

 Imprese attive e imprese artigiane 

Tra marzo 2021 e marzo 2026 il numero di imprese attive è sceso in Lombardia di quasi 3 mila unità, registrando una contrazione del tessuto imprenditoriale pari allo 0,4%. Rispetto alla dinamica che ha interessato l’intero paese (-2,9% negli ultimi 5 anni), la regione mostra però una maggiore tenuta. E’ inoltre possibile osservare la dinamica dei diversi settori economici solo dal 2° trimestre 2025 per l’adozione del nuovo sistema di classificazione Ateco 2025: a fronte di una complessiva contrazione numerica dello 0,6% negli ultimi tre trimestri, i servizi alle imprese avanzano (+2,1%), mentre il commercio continua a registrare una significativa flessione (-3,5%). A livello territoriale, CNA Lombardia analizza il numero delle imprese in Lombardia a marzo 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: dallo studio si nota come il numero delle imprese sia aumentato a Pavia (+0,5%), a Milano (+0,3%), a Cremona (+0,2%), a Sondrio (+0,2%), a Bergamo (+0,1%), Brescia (+0,1%) e Varese (+0,1%) mentre è diminuito a Lodi (-2,5%), a Lecco (-2,1%), a Como (-2%), a Monza e Brianza (-1%) e Mantova (-0,5%).

Al 31 marzo 2026 le imprese artigiane lombarde sono 225.614 e rappresentano il 27,8% delle imprese attive: l'incidenza resta nettamente superiore alla media nazionale (24,3%), pur in lieve flessione rispetto al 29,5% di marzo 2021, confermando così la forte identità artigiana della Lombardia. Rispetto a giugno 2025(l’adozione del nuovo ateco 2025 permette osservazioni per settore solo dal 2° trimestre 2025), il saldo è negativo (-5.033 imprese) e determinato prevalentemente da costruzioni (-3,1%) e produzione (-3%). A livello territoriale, CNA Lombardia analizza il numero delle imprese artigiane in Lombardia a marzo 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: dallo studio si nota come il numero delle imprese artigiane sia aumentato solo a Pavia (+0,2%), mentre è diminuito a Como (-4,9%), a Lodi (-4,3%), a Lecco (-3,7%), a Monza e Brianza (-3,1%), a Milano (-2,4%), Brescia (-0,9%) e Bergamo (-0,9%), a Mantova (-0,9%), a Varese (-0,6%), a Cremona (-0,1%), a Sondrio (-0,1%).

"I dati del nostro Monitoraggio ci consegnano il quadro di un'economia a due velocità, chiaramente leggibile anche nelle dinamiche dei singoli comparti - afferma Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. L'occupazione tiene, crescendo soprattutto nel Terziario e nelle Costruzioni, e gli investimenti complessivi hanno chiuso il quinquennio a +20,9%. Tuttavia, la fine degli incentivi edilizi sta già mostrando i suoi effetti: nel 2024 gli investimenti hanno segnato un -4,4% e il rimbalzo atteso per il 2026 si ferma a un modesto +1,9%. A questo si aggiunge un’inflazione che, sebbene in rallentamento (+1,3% nel 2025), ha comunque eroso il potere d'acquisto delle famiglie del 16,2% in quattro anni, impattando sui consumi interni. In questo scenario, la tenuta del Pil lombardo (+0,4% previsto per il 2026) dipenderà quasi interamente dalla capacità delle imprese di restare competitive sui mercati esteri. Ma per farlo servono investimenti tecnologici continui, e senza credito bancario accessibile le nostre Pmi rimarranno tagliate fuori dalle transizioni ecologica e digitale in atto."

 

 


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