Proseguono le prese di posizione sul tema del manifesto ProVita esposto da 6 anni davanti all'ospedale e fatto rimuovere la scorsa settimana dal sindaco Andrea Virgilio. Di nuovo scende in campo Matteo Carotti, affiancato da Andrea Poggi, Presidente Cittadino di Fratelli d'Italia Cremona. Lo spunto per questo nuovo intervento viene dall'ultimo comunicato che riportava la firma di 34 esponenti del mondo cattolico cremonese vicino al centro sinistra, tra cui spiccava in particolare quella dell'ex sindaco Gianluca Galimberti, in carica tra le altre cose proprio quando il manifesto veniva affisso nella pensilina davanti al nosocomio.
"La lettera sottoscritta da trentaquattro esponenti del mondo cattolico cremonese storicamente vicini al centrosinistra, tra cui anche tre consiglieri comunali appartenenti all'area della maggioranza e l'ex Sindaco Gianluca Galimberti, dimostra come la scelta del Sindaco Andrea Virgilio di far rimuovere il manifesto Pro Vita dalla fermata dell'autobus dell'Ospedale abbia urtato la sensibilità di una parte ampia e trasversale della comunità cittadina". dichiarano Poggi e Carotti, "Al di là delle appartenenze politiche, è evidente che su temi delicati e fondamentali come la tutela della vita nascente esiste una sensibilità che attraversa culture, esperienze e percorsi differenti. La decisione del Sindaco, invece, è apparsa come l'imposizione egoistica di una visione ideologica personale all'intera città, quasi che una sola posizione fosse degna di cittadinanza nello spazio pubblico e tutte le altre dovessero essere silenziate".
"Eppure il manifesto rimosso non esprimeva giudizi verso nessuno e non metteva in discussione le scelte individuali delle donne. Al contrario, si limitava a ricordare che, accanto all'interruzione volontaria di gravidanza, possono esistere delle alternative e che vi sono associazioni e persone pronte ad offrire sostegno concreto a tutte quelle donne che desidererebbero portare avanti la gravidanza ma si trovano in condizioni di difficoltà, solitudine o incertezza.
È proprio questo il significato di una società autenticamente pluralista: garantire che ogni donna sia posta nelle condizioni di conoscere tutte le possibilità e possa compiere una scelta realmente libera e consapevole. Negare perfino la possibilità di comunicare l'esistenza di un aiuto significa privare molte donne di una speranza e di un'opportunità che la stessa legislazione italiana considera meritevoli di tutela.
Appare poi singolare sostenere che l'area adiacente all'Ospedale non fosse il luogo appropriato per un simile messaggio. Al contrario, è proprio nelle strutture sanitarie che l'articolo 5 della Legge 194 del 1978 attribuisce ai consultori e ai servizi socio-sanitari il compito di esaminare con la donna le possibili soluzioni ai problemi che la inducono a richiedere l'interruzione della gravidanza e di aiutarla a rimuovere le cause che potrebbero portarla a tale scelta. Non è un caso che proprio all'interno dell'Ospedale di Cremona operi da anni un Centro di Aiuto alla Vita, a testimonianza del fatto che sostegno alla maternità e assistenza alle donne rappresentano una componente essenziale del percorso di cura previsto dal nostro ordinamento.
La vicenda di questi giorni dimostra che il Sindaco ha probabilmente sottovalutato quanto questo tema sia sentito da una parte significativa della città, ben oltre i confini degli schieramenti politici. Per questo auspichiamo che Andrea Virgilio voglia riflettere sul profondo disagio che la sua decisione ha provocato e prendere atto di aver ferito la sensibilità di molti cittadini cremonesi.
Sarebbe un segnale di rispetto e di autentico pluralismo riconoscere che una comunità matura non teme il confronto e consentire il ripristino di un manifesto che, senza offendere nessuno, ricordava semplicemente che la vita merita sempre di essere accompagnata e sostenuta e che nessuna donna deve sentirsi sola".
Andrea Poggi
Presidente Cittadino di Fratelli d'Italia Cremona
Matteo Carotti
Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia Cremona - Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale Cremona
commenti
marco
18 giugno 2026 12:34
Non lo farà perché non ha capito lo sbaglio madornale.
E ricordo a tutti che il caso è stato citato a Strasburgo.
Bella roba.