18 giugno 2026

Carassai e Ghidini (Forza Italia) sul tabellone ProVita: "Non solo rimosso un manifesto, ma colpito un principio di libertà. Richiesta arrivata da sinistra estrema, non da una cittadina turbata"

"Voltaire diceva: «Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu possa esprimerla.»" Inizia così il comunicato di Forza Italia firmato da Luca Ghidini e Andrea Carassai, chiamando in causa la filosofia per mettere in evidenza una tematica politica scottante, rovente come le giornate cremonesi in questo inizio di estate. E più che sul merito del dibattito pro o contro la scelta dell'interruzione digravidanza, Carassai e Ghidini puntano il riflettore sulla censura operata dal primo cittadino
 
"È una frase che ogni autentico democratico dovrebbe avere ben presente. Purtroppo, non è sembrato essere il caso del Sindaco Andrea Virgilio. 
 
La vicenda della rimozione del manifesto di SOS Vita davanti all'Ospedale di Cremona non riguarda soltanto un cartellone pubblicitario. Riguarda il modo in cui viene esercitato il potere, il rispetto delle libertà fondamentali e la capacità delle istituzioni di garantire spazio anche a chi esprime posizioni diverse da quelle della maggioranza politica del momento. 
 
Il Sindaco ha utilizzato il peso che deriva dalla propria funzione istituzionale per ottenere la rimozione di un messaggio perfettamente legittimo, senza indicare alcuna norma violata e senza adottare alcun provvedimento amministrativo formale. 
 
Un manifesto presente da anni rimosso per ragioni esclusivamente ideologiche. 
 
Un Sindaco deve operare nei limiti delle competenze che la legge gli attribuisce. Non può trasformarsi nel censore delle opinioni che non condivide. Quando il potere pubblico viene utilizzato per eliminare una voce sgradita, siamo di fronte ad un grave abuso del ruolo istituzionale. 
 
Per giorni si è cercato di accreditare la versione secondo cui la rimozione del manifesto sarebbe stata determinata dalla segnalazione di una cittadina turbata dalla sua presenza. 
 
È invece emerso un quadro completamente diverso. 
 
Le richieste di rimozione sono arrivate anche dalle componenti più estreme della sinistra cittadina, come AVS, che da tempo contestavano la presenza di quel messaggio. 
 
La ricostruzione offerta dal Sindaco è stata smentita dai suoi stessi alleati, che oggi rivendicano apertamente il merito politico della rimozione. 
 
Assistiamo quindi a una comunità divisa che esprime il proprio dissenso anche con la voce di numerosi esponenti cattolici da sempre vicini, inseriti e impegnati all'interno della coalizione di centrosinistra, i quali hanno sottoscritto una lettera pubblica esprimendo forte contrarietà rispetto alla rimozione del manifesto, richiamando esplicitamente il principio della libertà di espressione e la necessità che le istituzioni garantiscano il pluralismo delle idee anche quando esse non coincidono con l'orientamento politico di chi governa. 
 
Si tratta di una presa di posizione particolarmente significativa perché proviene da personalità che appartengono alla stessa area culturale e politica che sostiene l'attuale amministrazione comunale. Un segnale che conferma come la questione non possa essere ridotta a uno scontro tra maggioranza e opposizione, ma riguardi principi democratici fondamentali che attraversano trasversalmente gli schieramenti politici. 
 
Il Sindaco ha scelto lo scontro ideologico, ha umiliato il lavoro silenzioso e prezioso di centinaia di volontari che con generosità e dedizione offrono il loro aiuto a mamme e bambini che non avrebbero avuto alternative all'aborto. 
 
La questione più grave però è quella culturale e democratica. 
 
Qui non è in gioco soltanto la presenza di un cartellone. È in gioco l'idea stessa di democrazia e di convivenza civile. 
 
Quando chi governa ritiene di poter decidere quali opinioni siano accettabili e quali debbano essere rimosse, quando una sensibilità culturale viene considerata legittima e un'altra viene considerata indegna, quando il confronto viene sostituito dalla censura, siamo di fronte ad una pericolosa deriva antidemocratica. 
 
È l'idea di un potere prevaricatore e violento sul piano istituzionale e politico. 
 
Questa vicenda ha prodotto una profonda frattura nella comunità cremonese. Quanto accaduto in questi giorni rappresenta un precedente pericoloso. 
 
Ancora più preoccupante è il fatto che, anziché aprire una riflessione sul rispetto del pluralismo e delle libertà costituzionali, si sia scelto di trasformare una legittima opinione in un bersaglio da eliminare. Una democrazia matura non teme il confronto tra idee diverse: lo considera una ricchezza e una garanzia per tutti. 
 
Per queste ragioni Forza Italia annuncia che nei prossimi giorni lavorerà alla presentazione di un Ordine del Giorno aperto al contributo di tutte le forze politiche e civiche che non condividono questo approccio muscolare. 
 
L'obiettivo è affermare un principio semplice: a Cremona deve continuare a esistere la libertà di pensare e di esprimere posizioni differenti, anche in materia di difesa della vita dal suo concepimento e di sostegno alla maternità. 
 
Perché una democrazia autentica non ha paura delle idee. Le ascolta, le rispetta e le mette a confronto. Tiene assieme le comunità pur in presenza di vedute diverse. Non le vessa quando risultano scomode al pensiero dominante". 
 
Luca Ghidini – Segretario Comunale Forza Italia Cremona 
 
Andrea Carassai – Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale a Cremona


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