1 giugno 2026

Mensa scolastica, il nuovo piano tariffario non convince l'opposizione. Ghidini e Carassia (FI): "Tariffe aumentate e agevolazioni ridotte: le famiglie numerose sono fortemente penalizzate"

A pochi giorni dal termine delle lezioni, si inizia già a parlare del nuovo anno scoltastico e con esso arrivano anche le prime polemiche. In particolare riguardo le tariffe della ristorazione scolastica, che saranno applicate appunto da settembre. Le perplessità arrivano dai consiglieri Luca Ghidini - Segretario Comunale Forza Italia Cremona e Andrea Carassai - Consigliere comunale Forza Italia Cremona.
 
"La Giunta Comunale di Cremona, nella seduta del 27 maggio, ha approvato le nuove tariffe del servizio di ristorazione scolastica che saranno applicate a partire dall'anno scolastico 2026/2027 alle famiglie i cui figli usufruiscono del servizio presso gli asili nido comunali, le scuole dell'infanzia comunali e statali e le scuole primarie statali. Se per gli asili nido il quadro tariffario rimane sostanzialmente invariato, per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria si registra invece un significativo aggravio economico, con ricadute rilevanti sui bilanci familiari, in particolare per i nuclei con più figli". 
 
Secondo Ghidini e Carassai infatti, "la delibera prevede infatti non solo l'aumento della tariffa giornaliera in tutte le fasce ISEE, ma anche una drastica riduzione delle agevolazioni riconosciute alle famiglie numerose. Come facilmente consultabile sul sito del Comune di Cremona, oggi è prevista una riduzione del 25% per il secondo figlio e del 45% dal terzo figlio in poi; con il nuovo sistema l'agevolazione viene uniformata al 20% per tutti i figli successivi al primo. Si tratta di una scelta che penalizza in modo evidente le famiglie e che l'Amministrazione ha cercato di nascondere richiamando l'estensione delle agevolazioni a figli iscritti a diversi ordini di scuola. È opportuno ricordare che tale modifica è stata resa possibile grazie all'iniziativa di Forza Italia in Consiglio Comunale che, attraverso un proprio emendamento, ha ottenuto il superamento di una regola priva di una reale giustificazione economica: l'azzeramento delle agevolazioni al passaggio da un ordine scolastico all'altro, senza alcuna considerazione per le economie di scala che caratterizzano i bilanci familiari". 
 
"Quella che avrebbe potuto rappresentare una concreta conquista per le famiglie, con questa nuova delibera si traduce in una vittoria mutilata. L'ampliamento della platea dei potenziali beneficiari viene infatti di fatto neutralizzato dall'aumento delle tariffe giornaliere e dalla contemporanea riduzione delle agevolazioni". 
 
Carassi e Ghidini portano quindi esempi concreti di maggiori esborsi: "I numeri evidenziano con chiarezza gli effetti della nuova impostazione tariffaria. Una famiglia con quattro figli - tutti utenti del sercuzio di ristorazione - e un ISEE pari a 18.000 euro, che oggi sostiene una spesa annua di circa 2.850 euro per il servizio mensa, considerando una tariffa piena di 5 euro al giorno e almeno 200 giorni di frequenza scolastica, con il nuovo tariffario si troverà a sostenere una spesa di 3.604 euro. L'incremento è pari a 754 euro annui, corrispondente a circa il 21%. Analogamente, una famiglia appartenente al ceto medio, con un ISEE compreso tra 20.000 e 25.000 euro e tre figli, oggi sostiene una spesa annua di circa 2.300 euro. Con il nuovo tariffario la spesa supererà i 3.000 euro annui, con un aumento vicino agli 800 euro, pari a circa il 25%. Se l'incremento della tariffa giornaliera può apparire, preso singolarmente, contenuto e persino giustificabile, è la riduzione delle agevolazioni a produrre gli effetti più pesanti sui bilanci delle famiglie, soprattutto di quelle numerose"
 
"Nel dibattito pubblico si richiama spesso la necessità di contrastare l'inverno demografico e di sostenere la natalità. Con questa delibera, tuttavia, l'Amministrazione comunale va nella direzione opposta, aumentando il peso economico a carico delle famiglie con figli e penalizzando proprio quei nuclei che contribuiscono maggiormente al futuro demografico della comunità".
 
Luca Ghidini - Segretario Comunale Forza Italia Cremona e  Andrea Carassai - Consigliere comunale Forza Italia Cremona 


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Manuel

1 giugno 2026 16:55

Metti anche che l’amministrazione abbia sbagliato qualche conto, leggeremo la risposta, ma l’inverno demografico delle famiglie italiane, non lo fermi con la correzione le agevolazioni mense scolastiche, ma iniziando ad aumentare gli stipendi, che sono sempre più inadeguati al costo della vita.
Sarà il caso che, dopo l’interrogazione a Virgilio, vi spendiate perché qualche vostro compagno di partito, a Roma, solleciti il governo ad introdurre almeno il salario minimo.

Luca Ghidini

2 giugno 2026 16:55

Gentile Manuel,
se da un lato non saranno certamente gli enti locali a invertire la rotta delle nascite (il calo è diffuso in buona parte del mondo occidentale), dall'altro i comuni hanno ancora potere di manovra nel welfare di prossimità, nella lettura dei bisogni e quindi nella progettazione di servizi alla persona che siano coerenti con gli stessi. Salassare le famiglie che già hanno diversi figli - una situazione in controtendenza rispetto al normale che andrebbe quindi premiata, piuttosto che affossata - non è una strategia che può far sentire i cittadini più tutelati in termini di sostegno alla genitorialità e al bilancio familiare che ne consegue.

Manuel

2 giugno 2026 21:56

Gentil Ghidini,
innanzitutto apprezzo l’incipit realista ed aggiungo come la tendenza interessi pure parte non irrilevante il mondo orientale (per fortuna, ma non è questo il momento di approfondire).
Come avevo fatto intuire (spero) nella premessa, se l’amministrazione avesse trasformato il bilancio di settore in finanza creativa, grati vi saremo per la precisa, tempestiva critica/contro deduzione e, soprattutto, le famiglie coinvolte/interessate vi saranno riconoscenti. Per le famiglie, un eventuale ridimensionamento i costi per le mense non potrà che rivelarsi una boccata d’ossigeno, ma appunto, per far quadrare i conti domestici, di boccate d’ossigeno ce ne vorrebbero di ben più numerose, considerando come sia già problematico tirare avanti per coppie senza figli o pensionati.
A tale pro, la pressione dei politici locali, di tutti gli schieramenti, verso Stato e regioni aiuterebbe il popolo a perorare esigenze inderogabili.
Se poi aggiungiamo come le famiglie numerose siano principalmente di provenienza straniera, può ben immaginare in che ginepraio di critiche, mugugni, contestazioni, vi siate infilati Lei, Carassai e la giunta Virgilio/Pizzetti.