2 luglio 2026

Nessun comune cremonese nell'elenco regionale dei borghi custodi del patrimonio musicale, il territorio si dimentica dei suoi tesori. Paderno Ponchielli? Isola Dovarese? San Giovanni in Croce? Crotta?

Ennesima delusione per la Cremona città della musica (?). Nessun comune della provincia è stato inserito nell’elenco dei ‘Borghi custodi del patrimonio musicale’ pubblicato ieri da Regione Lombardia. Un riconoscimento dedicato ai territori (ai comuni sotto i 15.000 abitanti) dove le tradizioni musicali costituiscono un elemento distintivo dell'identità locale.

E certamene non si può attribuire all’ente regionale la dimenticanza visto che le indicazioni sono arrivate direttamente dai territori. C’è chi è stato più sveglio, a livello provinciale, dei cremonesi. Tanto per fare qualche esempio. La provincia di Brescia ha piazzato ben tre piccoli borghi: Bagolino, Cevo e Monno. Due Lecco: Premana e Calo e uno il Pavese: Menconico. Comuni piccoli ma con tradizioni che hanno saputo far valere le loro tradizioni che, pur con tutto il rispetto, non sono da meno, ad esempio, di una Paderno Ponchielli che non solo ha dato i natali ad un gigante della musica lirica italiana di fine Ottocento (Amilcare Ponchielli) ma che ne coltiva ancora l’arte con le attività del Museo Ponchielliano. Se si vuole si può parlare, pure di Isola Dovarese dove da anni si coltiva l’esecuzione di musiche rinascimentali durante il Palio di settembre e dove si sta aprendo una nuova bellissima stagione per la liuteria locale. Altro esempio illuminante San Giovanni in Croce dove Villa Medici del Vascello, sta compiendo passi da gigante anche per quanto riguarda la salvaguardia di una tradizione musicale legata alla figura di Leonardo da Vinci; figura direttamente connessa alla grande residenza dell’amata Cecilia Gallerani. E si può parlare anche di Piadena dove, da sempre, c’è stata sempre una grandissima passione verso le tradizioni musicali della gente del luogo. 

Nei piccoli comuni del cremasco c’è ad esempio una nicchia storico musicale in cui si coltiva l’arte della cornamusa che è molto vicina, ad esempio, alla tradizione del baghèt bergamasco. 

E ancora Crotta d’Adda, come molti altri comuni rivieraschi, da decenni si impegnano a fondo per mantenere quello che è stato il repertorio dei Canti della Merla di fine gennaio. Cultura e tradizione popolare di un borgo: più di così nulla si può chiedere. L’elenco potrebbe continuare. Ma non serve bere tutto il mare per accorgersi che l’acqua è salata. 

Eppure nonostante tutto questo non un comune di questi appare nell’elenco che avrebbe potuto dare lustro non solo ai singoli borghi ma a tutto il territorio e consolidare il brand di Cremona città della musica. 

Fortunatamente Regione Lombardia, come ha spiegato l’assessore Francesca Caruso, le candidature restano aperte e l'elenco sarà aggiornato almeno una volta all'anno, consentendo ad altri territori di entrare a far parte della rete regionale. 

Qualcuno sotto il Torrazzo prenda carta e penna e faccia sapere quanto è importante la tradizione musicale anche nei nostri meravigliosi piccoli borghi. 

Nelle foto il museo casa natale di Ponchielli a Paderno, Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce e palazzo Dovara a Isola Dovarese

 

Luca Poli


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