Autofficina abusiva scoperta nel Cremonese: sequestrati 17 veicoli e un'area di 700 metri quadrati, quattro persone indagate
In questi giorni, la specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri, in particolare il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Cremona, svolgeva una mirata attività finalizzata a ricostruire la rete di gestione di veicoli fuori uso, o interessati da autoriparazione illecita, presso un’autofficina abusiva posta nel territorio cremonese, in violazioni di numerose norme amministrative e penali.
Le indagini iniziate nel 2025, condotte scrupolosamente dal NIPAAF di Cremona, in collaborazione col Nucleo Carabinieri Forestale di Cremona, permettevano l’individuazione di un’officina di autoriparazione abusiva collocata all’interno di un garage di un’abitazione privata, e del connesso parco veicoli, in parte fuori uso e in evidente stato di abbandono, in parte soggetti ad interventi di autodemolizione, in parte ad autoriparazione per la successiva vendita, posto all’interno di un’area cortiliva di pertinenza dell’abitazione. Le indagini si concentravano su 4 soggetti con diversi gradi responsabilità.
Sotto la guida della Procura della Repubblica di Cremona, i militari procedevano ad effettuare una perquisizione e a sequestrare amministrativamente l’autofficina e le attrezzature utilizzate per gli interventi di autoriparazione, e penalmente le aree di gestione dei veicoli fuori uso e delle loro componenti, in cui erano collocati 17 veicoli, di categoria M1, N1 e N2, e i relativi rifiuti prodotti dall’autofficina ivi depositati, di circa 700 metri quadrati.
I militari contestavano al titolare dell’officina la sanzione amministrativa di € 5.164,57 prevista dall’art. 10 co. 2 della L. 122/1992, per l’assenza di SCIA, obbligatoria per le imprese costituenti un’officina di autoriparazione per le attività di meccatronica, di carrozzeria e di gommista. Inoltre, sono state comminate sanzioni per più di € 6.000 per i proprietari dei veicoli fuori uso e dei veicoli soggetti ad autoriparazione. Anche il proprietario di un veicolo riparato presso un’officina non autorizzata è soggetto a specifica sanzione amministrativa, in relazione al fatto che possano essere sostituite componenti essenziali per le quali mancano le idonee garanzie di sicurezza oltre alla concorrenza sleale connessa ad un mercato parallelo di natura illecita.
Dalle indagini emergevano specifiche violazioni penali connesse alla gestione dell’autofficina abusiva, reati satelliti di tale attività che riguardano la gestione illecita di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, prevista e punita dall’art. 256 co. 1 del D.Lgs. 152/2006, e la gestione illecita di veicoli fuori uso e dei relativi componenti, condotta illecita sanzionata dall’art. 13 co. 1 del D.Lgs. 209/2003. Entrambi i reati risultano avere pene edittali molto severe.
Dagli accertamenti emergevano chiaramente le responsabilità di due degli indagati che svolgevano in concorso le condotte illecite. Per mezzo di un’impresa individuale, titolare di regolare partita IVA finalizzata al commercio dei veicoli, venivano acquistati sul mercato i mezzi, i quali una volta trasportati presso l’autofficina abusiva, venivano sottoposti ad interventi di autoriparazione o di prelievo di componenti prima della demolizione e della radiazione all’albo del Pubblico Registro Automobilistico. Si evidenzia che si tratta di fatti in attesa di giudizio definitivo per i quali, nei confronti degli indagati, sussiste la presunzione di innocenza.
Queste attività illecite connesse alla gestione dei veicoli a motore risultano diffuse su tutto il territorio nazionale, e come si evince dalle indagini della forestale, il territorio di Cremona non risulta immune a tali condotte.
La specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri risulta sensibile a questo tipo di violazioni perché le stesse risultano particolarmente impattanti sull’ambiente proprio per il mancato avvio al corretto recupero o allo smaltimento dei rifiuti prodotti, oli minerali, componenti frenanti, ecc.. Inoltre, è prassi dei reparti della specialità forestale vigilare sull’abbandono dei veicoli fuori uso, i quali risultano intrinsecamente rifiuti speciali pericolosi, per i quali legge stabilisce un obbligo giuridico a carico dei proprietari di demolizione presso un centro autorizzato.
Anche le imprese, stante il ruolo sociale da loro svolto, oltre che gli stessi cittadini, devono garantire quel rispetto delle norme necessario per ridurre il loro impatto sull’ambiente, con una maggiore consapevolezza sulle corrette procedure necessarie a svolgere questo tipo di attività artigianali e commerciali.
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