6 gennaio 2023

Non ce l'ha fatta Gianluca Vialli. Il campione aveva 58 anni. Solo un anno fa in un'intervista ammetteva: "spero che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente"

E' morto Gianluca Vialli. Ha provato a resistere ma non ce l'ha fatta il grande campione e uomo vero. L'annuncio della famiglia: "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli - fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori"

Era il 10 maggio del 1981, un giovane Gianluca Vialli esordisce in grigiorosso a Parma. Partiva così la carriera sportiva di uno dei grandi attaccanti degli anni Ottanta e Novanta. Uno dei pochi ad aver vinto a livello europeo tutte e tre le principali competizioni Uefa per Club. Tra il 1985 e il 1992 totalizzò 59 presenze e 16 gol con la Nazionale Italiana. Poi allenatore, dirigente sportivo, capo delegazione della Nazionale.

Quel giorno Guido Vincenzi lo inserì nella lista dei convocati al Tardini per Parma-Cremonese di C1. Aveva sedici anni. Era il ragazzino dei primi calci all'oratorio di Cristo Re guidato dal compianto Don Angelo Scaglioni, poi a Grumello e a Pizzighettone con Franco Cistriani poi, a quattordici anni alla Cremonese di cui era tifoso fin da bambino. Era con gli allievi Frittoli, Trainini e Galbagini e li allenava Emiliano Mondonico. Di quel periodo Luca Vialli così raccontava ad Angelo Galimberti qualche anno fa su "La Cronaca": “La Cremonese aveva un settore giovanile straordinario: un vero serbatoio per la prima squadra. Investiva molto in termini economici ma anche in risorse umane. C’erano dirigenti bravi e preparati oltre ad allenatori capaci di insegnare ai ragazzi la professionalità e i valori basilari per ottenere risultati importanti. Eravamo veramente un grande gruppo, e i dirigenti della prima squadra ci tenevano d’occhio perché sapevano che, prima o poi, qualcuno di noi avrebbe fatto molto comodo. In molti avrebbero meritato di arrivare, ma nel calcio ci vuole anche fortuna e qualcuno si è perso per strada”

La Cremonese conquistò la serie B e Vialli esordì in B il 27 settembre 1981 in una gara persa dalla Cremo contro la Sambenedettese 3 a 0. Con la Cremonese Vialli mise insieme 105 presenze e 23 gol in 4 campionati. Con Mondonico venne impiegato in B da tornante e segnò dieci gol in una stagione esaltante che riportò i grigiorossi in serie A. Nell'estate del 1984 passò alla Sampdoria e alla Cremonese in cambio arrivò Chiorri. Da lì Vialli prese il volo per una carriera straordinaria (Samp, poi Juve e Chelsea). Il grande Gianni Brera lo definì "StradiVialli", perchè lo straordinario giocatore cremonese era autore di pochi gol, ma tutti di grande bellezza e perfezione, come appunto i violini del grande liutaio.

Una vita di grandi emozioni, culminata a Euro2020 con la vittoria della Nazionale ed il celebre abbraccio in lacrime con l'amico di sempre Mancini, il cui scatto ha fatto commuovere tutta Italia. Il trionfo agli europei è valso a Vialli la nomina "motu proprio" di Mattarella a Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per "Riconoscimento dei valori sportivi e dello spirito nazionale che hanno animato la vittoria italiana al campionato europeo di calcio UEFA Euro 2020".

Accanto ai successi un nemico terribile. Cinque anni fa Gianluca parlò per la prima volta della sua malattia: "Ho il cancro". Nel 2017 gli arrivò la diagnosi e da quel giorno ha sempre condiviso il suo percorso senza nascondere le paure derivanti dalla malattia. In un'intervista con Alessandro Cattelan aveva confessato di "aver paura di morire". "Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall'altra parte. Però mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita".

Vialli non ha mai nascosto la sua preoccupazione: "Io con il cancro non ci sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me. Il cancro è un compagno di viaggio indesiderato, però non posso farci niente - ha aggiunto - È salito sul treno con me e io devo andare avanti, viaggiare a testa bassa, senza mollare mai, sperando che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora per tanti anni perché ci sono ancora molte cose che voglio fare".

Negli scorsi giorni sul sito della FIGC l'ultimo messaggio pubblico nel quale annunciava la sospensione di tutti gli impegni con la Nazionale di calcio: "Al termine di una lunga e difficoltosa 'trattativa' con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri" ed ancora "L'obiettivo è quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio". Già alle prime luci dell'alba del 20 dicembre si stava diffondendo la voce che la madre 87enne del campione, Maria Teresa, fosse partita insieme al fratello di Gianluca, Nino, da Cremona a prendere il primo volo per Londra e raggiungere il capezzale del figlio ricoverato dopo l'aggravarsi delle sue condizioni. Ad attenderli la moglie Cathryn e le due figlie Olivia e Sofia, già nella clinica britannica a fianco dell'ex calciatore. Il 23 lo ha raggiunto anche la sorella per un ultimo saluto.

Già nei primi minuti, la rete è stata sommersa da messaggi di commiato e di dolore. Molti i ricordi di chi l'ha conosciuto personalmente nello sport e sotto il Torrazzo. Cremona perde un grande uomo, esempio di fairplay e di correttezza, un Campione con la "C" maiuscola nel calcio e nella vita. 

 

 
l.b.


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