18 marzo 2026

Sotto il tiro dei truffatori: stratagemmi sempre più sofisticati per raggirare le vittime. Messaggi whatsapp, sms, intelligenza artificiale ma anche l'effetto sorpresa facendo leva sull'emotività

Non passa giorno che la cronaca non ci restituisca storie di truffe o tentativi di raggiri messi in pratica con tecniche sempre nuove e sempre più sofisticate che passano dalle nuove tecnologie e sfruttano l'emotività delle vittime, prese in contropiede da telefonate o messaggi che sembrano a tutti gli effetti autentici o provenienti da contatti di amici e famigliari.

Le tecniche sono diverse e variegate, dalla chiamata del "finto Carabiniere" alla "truffa della ballerina", dal messaggio SMS di un'autorizzazione di pagamento da confermare fino ai finti addetti e tecnici che si presentano alla porta di casa con le più disparate scuse: tutti stratagemmi che mirano a creare un effetto di panico e generare ansia, puntando sul carpire la fiducia della vittima presentandosi come conoscenti o forze dell'ordine o impiegati di enti o banche, per poi creare una situazione in cui il malcapitato si vede preso alle strette senza il tempo di riflettere lucidamente e quindi cede alla richieste dei truffatori.

L'elenco, abbiamo visto, è lungo e variegato ma il fattore comune è appunto l'effetto emotivo: situazione di pericolo, pagamento non autorizzato, rapine in corso, danni agli impianti di casa, parenti in ospedale o tratti in arresto. Tutte circostanze che creano l'urgenza e tolgono lucidità nel prendere decisioni, affidandosi alle parole di chi sta tessendo la truffa. Ad esempio quella del finto Carabiniere: "Signora, sono il Maresciallo. Sua figlia ha avuto un incidente, si trova in pericolo e ci serve subito un bonifico per salvarle la vita" oppure "La chiamo dalla Caserma. C'è stata una rapina e abbiamo trovato la carta d'identità di suo marito. Lo mandi subito in caserma e intanto lei raccolga tutti i suoi preziosi per consegnarli ai carabinieri e metterli al sicuro"; le più sofisticate ricorrono all'intelligenza artificiale per riprodurre fedelmente la voce di un parente e rendere ancora più verosimile la chiamata, col risultato che spesso le vittime prescelte (per lo più anziani) prese dal panico e dalla preoccupazione, con la fretta di risolvere il problema e senza avere il tempo di confrontarsi con altri familiari, cedono alle richieste del finto Carabiniere e consegnano oro e contanti oppure procedono al bonifico convinti della buona fede della richiesta. Solo troppo tardi poi, riflettendo a freddo, si rendono conto di essere caduti vittime di truffatori.

Oltre alla chiamata, può arrivare un SMS da un numero di cellulare o una mail da indirizzi contraffatti, ma dalla grafica e dalla firma che sembrano autentici, in cui si comunica che è stato autorizzato un bonifico (di solito di una cifra piuttosto importante) dal conto corrente della persona e che, in caso l'operazione non sia stata autorizzata (cosa che naturalmente corrisponde al vero), serve cliccare immediatamente su un link. In realtà quel collegamento digitale porta dritti dritti nelle braccia dei truffatori, che chiedendo dati, password ed autorizzazioni, hanno poi libero accesso al conto bancario della vittima. L'unico modo per bloccare eventuali pagamenti o verificare bonifici è quello di contattare direttamente e telefonicamente la banca al numero in nostro possesso e in caso di dubbio, segnalare a loro. Mai rispondere alle mail, chiamare i numeri indicati nei messaggi o cliccare direttamente link.

Ma l'insidia a volte arriva proprio da numeri conosciuti e fidati, come la cosiddetta truffa della ballerina, che inizia con un messaggio whattsapp innocuo che arriva da un contatto del ricevente, che naturalmente si fida e lo apre. La richiesta è semplice e apparentemente innocua: "Ciao! Se ti va potresti dare un voto a "Francesca"? E' la figlia di un nostro amico, per lei sarebbe importante. E' un concorso e il premio sarà un corso di danza gratuito". Al termine del messaggio si trova il link che dovrebbe dare acesso al voto per la piccola ballerina in erba, ma che in realtà apre la porta agli hacker che da lì in poi prendono possesso dell'account whattsapp, clonandolo e gestendolo per poi inviare una richiesta di denaro per sbloccarlo. Questo è uno stratagemma ancora più subdolo perchè il numero da cui si riceve la richiesta è già stato hackerato ma la vittima ovviamente non lo sa ancora e quindi, in totale buona fede, apre il link e cade nel tranello.

Ancora numerose anche le segnalazioni dei finti addetti di luce, acqua o gas che bussano direttamente alla porta, mostrano un finto tesserino ed entrano liberamente in casa, chiedendo alla vittima di prendere documenti o bollette per creare un diversivo mentre un complice fruga nei cassetti e si prende soldi e preziosi; altre volte sono finti Carabinieri che chiedono di verificare se tutto l'oro sia ancora al sicuro in casa, inducendo i malcapitati a raccogliere tutti i preziosi e quindi sottraendoli con subdoli stratagemmi. Anche in questo caso è bene ricordare che nessun tecnico si presenta a casa senza aver concordato appuntamenti e senza aver ricevuto preavvisi da parte del gestore dei servizi in causa. 

Insomma, è sempre bene diffidare non dare credito a chi mette fretta o ansia e verificare sempre con i famigliari, chiamandoli direttamente, se effettivamente stanno bene; in caso di situazioni di pericolo, di dubbio o se qualcosa non torna nella richiesta di chi chiama, è sempre bene chiedere un parere ad un parente prima di prendere decisioni, oppure chiamare il numero di emergenza 112 a cui NON rispondono mai direttamente i Carabinieri, bensì l'operatore che smista le chiamate e che saprà indirizzare al giusto contatto. Password e codici personali non vanno mai comunicati telefonicamente proprio perchè banche e gestori di servizi non li richiedono a voce, così come gli appuntamenti devono sempre essere concordati e confermati; attenzione poi ai link inviati tramite messaggi whattsapp: anche in questo caso, sempre meglio fare un passaggio con il mittente per verificare che tutto sia a posto.

Michela Garatti


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