18 marzo 2026

A Crema Giornata della Memoria delle vittime del Covid: comunità, istituzioni e sanità unite nel ricordo e nell’impegno per il futuro

Si è svolta oggi a Crema la cerimonia in memoria delle vittime della pandemia da Covid-19, un momento di profondo raccoglimento che ha visto la partecipazione di istituzioni, operatori sanitari, volontari e cittadini.

L’iniziativa si è tenuta presso l’hub vaccinale, simbolo della risposta collettiva all’emergenza sanitaria e esempio tangibile di collaborazione tra ospedale, territorio e volontariato. Durante la cerimonia è stato ricordato Giovanni Baldi, operatore sociosanitario del pronto soccorso, emblema dell’impegno e del sacrificio dei professionisti della sanità nei momenti più drammatici.

«La memoria delle vittime del Covid – ha commentato il direttore generale di ASST Crema, Alessandro Cominelli non è solo un dovere morale, ma una responsabilità che ci accompagna ogni giorno. La pandemia ha portato una sofferenza immensa, abbiamo vissuto momenti di paura e di incertezza, eppure ha fatto emergere il coraggio e la dedizione collettiva di tanti uomini e donne. Questo luogo rappresenta perfettamente quel coraggio. Oggi ricordiamo quanto sia importante investire nella nostra sanità, rafforzare i legami con il territorio e onorare il lavoro straordinario di operatori e volontari. Solo con collaborazione, dedizione e senso di comunità possiamo affrontare anche le sfide più dure e costruire un futuro più solido e resiliente».

«A sei anni da quei giorni difficili – ha aggiunto il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi ricordiamo il senso di smarrimento che ha avvolto le nostre città, ore silenziose e sospese. Il dolore per le perdite resta vivo, così come il pensiero verso le vittime e le loro famiglie. Ma oggi abbiamo anche uno sguardo nuovo: se allora eravamo immersi nell’emergenza, oggi possiamo trasformare la memoria in responsabilità. Ricordare significa dare valore alla salute, alla solidarietà e al bene comune. Conserviamo la memoria della pandemia come bussola per le piccole azioni quotidiane e restiamo comunità, perché è qui che si misura la nostra capacità di non dimenticare».

«L’hub vaccinale – ha spiegato la dr.ssa Annamaria Bona, a capo della Direzione delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie (DAPSS) – è stato una luce di speranza in un momento drammatico. Dietro questa struttura ci sono stati oltre 400 operatori, personale amministrativo e volontari che hanno lavorato instancabilmente, 12 ore al giorno, 7 giorni su 7. Fondazioni e RSA sono diventate spoke, contribuendo alla somministrazione di 372.000 dosi. La memoria delle vittime è fondamentale, ma è altrettanto importante ricordare che quando una comunità si unisce può realizzare cose straordinarie, anche al di là delle emergenze».

Silvana Colturali, infermiera in pensione, ha raccontato con emozione: «Quando si è presentata l’occasione di dare una mano all’hub vaccinale non ho esitato un istante. Sentivo che non potevo restare ferma di fronte a tanta fragilità. Il mio impegno nasceva dalla voglia di aiutare concretamente, unendo competenze professionali e ascolto empatico verso chi aveva bisogno. Ho lavorato gratuitamente, ma ogni sorriso, ogni ringraziamento ricevuto, mi ha ripagata pienamente. Questa esperienza rimarrà nel mio cuore, perché la campagna vaccinale ha rappresentato un passo fondamentale per la rinascita del nostro territorio».

La dottoressa Renata Citrini, medico di rianimazione in pensione, ha aggiunto: «Nei momenti più critici dell’emergenza non me la sono sentita di rientrare in servizio, scelta che mi ha lasciato un senso di rammarico profondo. Ma con la campagna vaccinale ho sentito il dovere di contribuire come volontaria, con tutto il cuore. Non si trattava solo di somministrare i vaccini: volevo trasmettere fiducia nella scienza, offrire conforto e sicurezza alle persone, rassicurandole che insieme avremmo superato questa prova. Oggi possiamo dire che quella fiducia era giustificata: grazie all’impegno di tutti, abbiamo superato una delle sfide più dure. Questa esperienza ci accompagnerà sempre, come guida per le nostre scelte e come memoria viva di ciò che abbiamo vissuto».

La cerimonia si è conclusa con un minuto di silenzio e una preghiera celebrata da Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Crema, Daniele Gianotti, che ha ricordato come il senso di comunità provato nei giorni più bui debba continuare a guidare il presente.


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