Coltello in classe, dopo l'episodio alla succursale dell'Einuadi, le parole della dirigente Ferrari che esprime preoccupazione e rimarca l'impegno della scuola nel contrasto alla violenza giovanile
Dopo il preoccupante episodio avvenuto ieri presso la succursale Dorotee della scuola Einaudi, dove un 14enne è stato trovato in possesso di un coltello da cucina durante una discussione con dei compagni, episodio al seuito del quale la dirigente aveva immediatamente allertato le forze dell'ordine (leggi qui la notizia), stamattina è proprio la dottoressa Nicoletta Ferrari, dirigente dell'isituto, che esprime la propria preoccupazione per l'accaduto e per la frequenza con cui episodi simili si verificano vedendo protagonisti giovani e giovanissimi. Queste le sue parole :
"Condivido la preoccupazione dei genitori manifestata e l’allerta necessaria, domani incontrerò il rappresentante dei genitori della classe coinvolta, sto attendendo conferma della sua presenza .
La sicurezza è una priorità che va garantita, tantè che mercoledì 18 marzo appena informata dell’agito verificatosi, immediatamente ho richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine che ringrazio per il pronto intervento. Seguiranno verifiche e provvedimenti interni, nonché una vigilanza e un controllo da parte dei docenti più serrati.
Purtroppo assistiamo ad un costante crescendo di comportamenti violenti da parte di adolescenti che genera allarme e che, per essere arginato, ha bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutti: scuola, forze dell’ordine e genitori.
Fortunatamente questo accaduto, simile a quelli che le cronache cittadine riportano, non ha avuto conseguenze, ma la tensione, lo sgomento e la paura percepita è stata notevole: i docenti si sono attivati prontamente con responsabilità e scrupolo e si è evitato il peggio".
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commenti
biagio
19 marzo 2026 11:37
L’episodio avvenuto all’Einaudi è l’ennesimo segnale di un disagio che attraversa una parte degli adolescenti. La dirigente Ferrari ha agito con prontezza, garantendo la sicurezza e coinvolgendo subito le forze dell’ordine, ma la scuola non può essere lasciata sola davanti a fenomeni che si stanno ripetendo sempre più spesso.
Molti psicologi ricordano che gesti come portare un coltello a scuola non nascono da forza o coraggio, ma da fragilità: è debolezza che si traveste da potenza. La vera forza, quella che costruisce, si dimostra rispettando le regole, affrontando i conflitti con le parole e chiedendo aiuto quando serve.
Per questo serve una responsabilità condivisa: scuola, famiglie, servizi e comunità devono lavorare insieme. Non per cercare colpevoli, ma per intercettare il disagio prima che esploda, sostenere i ragazzi nelle loro fatiche e restituire loro adulti presenti, coerenti e capaci di ascolto.
Solo così si può trasformare la paura in un’occasione di crescita collettiva. un saluto da biagio
Blek
19 marzo 2026 11:55
E cosa ci faceva un giovane con un coltello da cucina a scuola. E nessuno l'aveva notato prima? Forse a sondare il suo stile di vita la sua cultura di provenienza o di adozione .....si capiranno tante cose.