Nostalgia e futuro: generazioni a confronto alla festa di Milanogrigiorossa
Quando Walter Viganò si è tolto la camicia e si è unito alla partitella 7 contro 7, preambolo della grigliata di Milano Grigiorossa, si era già capito che non sarebbe stata una giornata abituale. Il turbo ha lasciato senza parole Mario Montorfano, Ivan Rizzardi, Filippo Citterio e Felice Garzilli (alcuni con mogli al seguito) graditi ospiti del goliardico appuntamento che ha cancellato l'amarezza della retrocessione. Quando poi Duilio, classe 1946, veterano dei tifosi cremonesi di Milano ha raccontato dello spareggio perso a Brescia nel 1969 contro il Marzotto Valdagno molti si sono ammutoliti, incuriositi da quella vicenda ormai sconosciuta ai più. E gli occhi dei più e meno giovani, tanti convenuti in piazza Esquilino nell'oratorio del Don grigiorosso di Milano Fabrizio Bazzoni, come la piccola Giulia che si vantava della sua maglietta col logo USC, si sono accesi rievocando le gesta leggendarie della storia grigiorossa. Innaffiati di birre e braciole si sono alzati cori desueti, miele per le orecchie dei campioni convenuti. Pochi, pochissimi quelli presenti all'epopea della Cremo del Mondo, la maggioranza neanche sapeva chi fossero, ma è bastata la verve di Viganò, uno sguardo tagliente di Garzilli e la simpatia di Ivan Rizzardi e Mario Montorfano a spiegare quale Cremo e quali camlponi fossero lì davanti. La lotteria coi cimeli, sciarpe, copie di foto dagli anni 1903 al 1927 per finire ai giorni nostri (beato chi ha pescato la foto di Perrulli) ha suggellato l'incontro tra vecchie e nuove generazioni del tifo grigiorosso. Salvare la brace accesa, trasferire il fuoco della passione ai più giovani, festeggiare il sodalizio cremonese a Milano, sono motivi che bastano a donare la giusta dimensione ai recenti accadimenti. Chi è rimasto in D, chi ha subito il colpo di Lecco, non misura il suo attaccamento in anni. Ma per sempre.
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