18 luglio 2026

Anna Lucia Maramotti Politi racconta la liuteria: l'arte liutaria come risposta al presente e al futuro (4/4)

Nell'ultima parte di questa lunga conversazione, la riflessione della professoressa Anna Lucia Maramotti Politi si confronta con alcune delle domande più urgenti del nostro tempo. In un'epoca segnata dall'accelerazione tecnologica, dall'intelligenza artificiale e dalla progressiva trasformazione dei processi produttivi, quale significato possono ancora avere attività fondate sulla lentezza, sull'ascolto e sulla manualità?

La liuteria cremonese diventa così il punto di partenza per una riflessione che supera i confini dell'artigianato e della musica. Attraverso il tema del “saper fare”, il dialogo tocca questioni che riguardano la dignità del lavoro umano, il valore della memoria, il rapporto tra tecnica e conoscenza, tra innovazione e tradizione. Al centro emerge una convinzione che attraversa l'intera intervista: la tecnologia può ampliare le possibilità dell'uomo, ma non può sostituire ciò che rende ogni esperienza creativa unica e irripetibile.

La conversazione si conclude con una riflessione sul lascito più profondo della tradizione liutaria cremonese. Non soltanto una straordinaria competenza tecnica o un patrimonio artistico riconosciuto in tutto il mondo, ma una concezione della cultura fondata sul dialogo tra pensiero e azione, tra memoria e futuro, tra sapere e responsabilità.

In questa prospettiva, la liuteria non appare come la custode nostalgica di un passato da conservare, ma come una testimonianza vivente della capacità umana di creare significato, bellezza e conoscenza. Una lezione che, oggi, va ben oltre il mondo della musica e continua a interrogare il nostro rapporto con il tempo, con la tecnica e con la nostra stessa idea di umanità.

Viviamo in un’epoca dominata dalla velocità e dalla tecnologia digitale. La liuteria, invece, richiede lentezza, ascolto e manualità. Crede che proprio per questo possa rappresentare oggi una forma di resistenza culturale?

Da poco è uscita l’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV che richiama al recupero di tutti gli aspetti che costituiscono i valori dell’umanità. Fra questi c’è l’arte come espressione singolare di ogni artefice. L’arte è τέχνη (téchne). Il termine tecnica, oggi limitato essenzialmente a un fare ripetitivo, in greco fa riferimento al “saper fare”. Non si parla forse del “saper-fare liutario”? Si tratta di un saper-fare che non è certo ripetitivo in quanto ogni strumento non è un multiplo, ma possiede un timbro unico. La liuteria è arte in quanto il timbro dello strumento a pieno titolo è una componente della musica. Anche a questo aspetto ho già fatto cenno!

Ma veniamo alla lentezza: cos’è la lentezza? La si calcola in riferimento alla produzione che dà profitto? Errore! Come non richiamare il paradosso di Zenone di Elea “Achille e la tartaruga”, ripreso dall’epistemologia contemporanea. Negli scopi dell’I.A. come si collocherebbe la liuteria? Meglio ancora troverebbe un proprio spazio? 

La musica è figlia della “memoria”, come lo sono tutte le arti. Ancora un richiamo alla cultura classica!  Mnemosine è madre della Muse. Senza il passato non si costruisce il futuro. Esiste una dialettica fra passato e presente, fra questo e il futuro alla quale nessuna espressione umana può sottrarsi. Il tempo con le sue “andature”, con i suoi “ritmi” è una componente non solo di questo rapporto che potremmo definire intergenerazionale, ma il tempo di ciascun manufatto (più correttamente di ogni “ente”) ne costituisce elemento caratterizzante. [...]

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Filippo Generali


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commenti


Enrica

18 luglio 2026 11:23

Come non condividere le dotte riflessioni di Anna Maramotti Politi! Grazie davvero per l'ineguagliabile lezione che Anna ci offre.

Maurizio Ori

18 luglio 2026 12:13

Brava Anna , il tema del saper fare è’fondamentale anche nella ns società tra manualità , conoscenza e tecnologie !