Isola Dovarese, un nuovo sogno prende forma: Palazzo Lazzarini pronto a rinascere con l’Isola di Nico
Un altro pezzo della storia di Isola Dovarese potrebbe presto tornare a vivere. Questa volta la rinascita di un antico palazzo non avrà soltanto il sapore del recupero architettonico, ma porterà con sé un progetto sociale capace di guardare lontano.
Dopo il recente restauro di Palazzo Dovara, restituito alla comunità e trasformato in un nuovo spazio dedicato alla cultura e alla musica, l’attenzione si sposta ora sulla suggestiva porzione di edificio che sorge proprio accanto: quello che un tempo fu Palazzo Lazzarini.
Un luogo carico di storia, da anni in attesa di un nuovo futuro, che potrebbe diventare il cuore di un progetto innovativo promosso dall’Associazione Isola di Nico grazie anche all’importante sostegno economico della famiglia Boldini.
Il primo passaggio decisivo è atteso per il prossimo 25 agosto, quando scadranno i termini legati agli eventuali diritti di prelazione sull’antico immobile, la cui facciata è sottoposta a tutela storico-artistica. Superato questo passaggio e concluso l’iter previsto, Palazzo Lazzarini potrà entrare nella disponibilità dell’Associazione Isola di Nico. Da quel momento potrà iniziare una nuova sfida.
L’idea è quella di dare vita a un progetto di cohousing, creando all’interno dello storico edificio uno spazio capace di accompagnare i ragazzi con disabilità in percorsi di autonomia, vita quotidiana e inclusione sociale. Ma il progetto guarda ancora più lontano.
Nei locali che un tempo ospitavano la macelleria potrebbe infatti nascere uno spaccio di pasta fresca, dove trovare i prodotti realizzati con il coinvolgimento dei ragazzi dell’Isola di Nico. Accanto a questa attività è prevista anche la realizzazione di un bar, nel quale gli stessi ragazzi potranno occuparsi del servizio, mettendosi alla prova in un ambiente vero, aperto al pubblico e completamente inserito nella vita del paese.
Un progetto che cambia completamente il significato della parola inclusione.
Non più soltanto spazi dedicati alle persone con disabilità, ma luoghi nei quali ragazzi, cittadini, famiglie e visitatori possano incontrarsi ogni giorno. Luoghi dove il lavoro diventa uno strumento per crescere, acquisire sicurezza e costruire una propria autonomia.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti della nuova vita immaginata per Palazzo Lazzarini.
Isola Dovarese, infatti, sta dimostrando negli ultimi anni come il recupero del proprio patrimonio storico possa diventare molto più di un semplice intervento di restauro.
Lo dimostra la rinascita di Palazzo Dovara e lo dimostra la visione portata avanti dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianpaolo Gansi, che ha più volte sottolineato l’importanza di restituire agli edifici recuperati non soltanto la loro bellezza, ma soprattutto una funzione concreta e duratura.
Una filosofia che sembra trovare nel futuro di Palazzo Lazzarini una delle sue espressioni più significative.
«Quando si recupera un edificio come questo – è il senso della visione che il sindaco Gansi ha espresso più volte parlando della rigenerazione del borgo – la vera sfida è riuscire a riempirlo di vita, di attività e di persone». Ed è esattamente quello che potrebbe accadere qui: da una parte il valore di un edificio storico che viene salvato e restituito al paese, dall’altra un’associazione che da anni lavora per costruire opportunità concrete per ragazzi con disabilità e per le loro famiglie.
Due strade che oggi sembrano incontrarsi nello stesso luogo.
Il progetto di Palazzo Lazzarini potrebbe così diventare qualcosa di molto più grande del recupero di un immobile: un laboratorio di autonomia e di comunità, dove la disabilità non viene vissuta ai margini, ma entra nel cuore della vita quotidiana del paese.
I ragazzi potranno abitare questi spazi, imparare, lavorare, incontrare persone. Potranno preparare la pasta fresca, servire un caffè, accogliere chi entrerà nel locale. Piccoli gesti quotidiani che, messi insieme, possono diventare passi enormi verso l’autonomia.
Per Isola Dovarese sarebbe un altro tassello di un percorso che sembra avere una direzione ben precisa: recuperare ciò che la storia ha lasciato in eredità per trasformarlo in qualcosa capace di essere utile alle generazioni di oggi e di domani.
Perché i palazzi antichi possono essere restaurati pietra dopo pietra, ma per farli tornare davvero a vivere serve qualcosa in più: servono persone, servono idee e, soprattutto, servono sogni.
Quello che sta prendendo forma attorno a Palazzo Lazzarini è proprio uno di questi: il sogno di vedere un luogo del passato diventare la casa di un futuro vivo, dove storia, inclusione e lavoro possano camminare insieme e forse è proprio questa la lezione più bella che arriva da Isola Dovarese.
La storia del nostro territorio non deve necessariamente rimanere chiusa dietro una porta o custodita soltanto nei ricordi. Può essere riaperta, attraversata e vissuta nuovamente.
A volte basta qualcuno che abbia il coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste.
Perché quando un sogno incontra una comunità pronta a crederci, anche un antico palazzo può ricominciare a vivere.
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