4 dicembre 2025

Ospedale Maggiore, nuova frontiera per i clochard durante le notti gelide: le sale di ingresso e sale d'attesa dei reparti diventano rifugio dei senza tetto

La notte è la più difficile, con le temperature che crollano, il buio e la solitudine, una solitudine a cui però queste anime sono abituate: sono i senza tetto, uomini e donne che non hanno altro che pochi stracci e qualche borsa riempita di chissà cosa. L'inverno non è amico di chi non ha una casa, di chi non ha nessuno a cui chiedere un aiuto e forse non ha nemmeno più la voglia di chiederlo. Ma la notte bisogna pur passarla in qualche modo e in un luogo che almeno non sia così gelido: ecco che le sale d'attesa dei reparti dell'Ospedale Maggiore di Cremona diventano un rifugio dove trovare una sedia su cui accasciarsi, almeno per non dormire sdraiati per terra, sul freddo pavimento di qualche portico. Uomini come ombre, che non alzano nemmeno lo sguardo, abbottonati nei pesanti cappotti e chiusi nel proprio mondo fatto di stenti, di espedienti e di solitudine. 

Hanno scelto questi locali, dormono seduti o sdraiati sulle sedie sia nell'area dell'ingresso, che nelle sale d'attesa dei reparti dove la notte i pazienti dormono senza sapere di essere a due passi da questa umanità dimenticata e balorda, che spesso però non è solo misera e povera, ma anche violenta e criminale: sono stati infatti segnalati furti nei reparti aperti, dove non ci sono porte controllate per accedere; ma non solo, perchè qualcuno parla anche di clochard o tossicodipendenti che portano addosso coltelli, per difendersi o per aggredire, ma che dunque potrebbero essere pericolosi.

Dunque queste sale d'attesa rischiano di diventare terra di nessuno, dove la disperazione di notte incrocia la paura, dove anche una panchina più comoda o un angolo defilato sono un terreno di conquista da parte di chi non ha nulla da perdere, se non quelle borsine di poveri stracci su cui poggiare la testa. 

Ma anche i degenti, i loro parenti e gli operatori dell'ospedale hanno diritto di poter vivere tranquillamente la loro permanenza nella struttura, chi per curarsi, chi per assiterli e chi per lavoro, soprattutto che deve entrare ed uscire in orari notturni e non si sente tranquillo di chi potrebbe trovarsi davanti nel parcheggio o quando l'ascensore arriva al piano. Insomma, quelle porte di reparto dividono mondi e storie diverse accomunati dalla sofferenza: da una parte, il dolore e la malattia, dall'altra la solitudine e il disagio. Nel mezzo, un ospedale che non può diventare un luogo di frontiera, dove gli ultimi cercano un riparo e gli sbandati trovano il territorio di conquista.

Michela Garatti


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commenti


marco

4 dicembre 2025 18:20

Nelle cliniche private non c'è ombra di clochard oppure tossici anche armati.
Domandiamoci il perché.
Forse sarà il caso di cambiare l'accesso con porte filtro sorvegliate anche ,se necessario , da guardie giurate.
Anche in stazione l'accesso dovrebbe essere permesso ai binari tramite tornelli apribili solo con il titolo di viaggio, cartaceo o digitale

Manuela Mazzini

7 dicembre 2025 14:29

Buon giorno.Le sembra normale che il buon senso sia caduto e che invece prevalgano l'indifferenza e l' ignoranza?
Purtroppo siamo voce nel deserto e sempre piu' soli. Comodità e faciloneria ci governano.

Pierpa

4 dicembre 2025 19:39

E il super direttore Belleri cosa dice? Forse nel progettato nuovo ospedale dell'archistar Cucinella hanno previsto una foresteria per viandanti e clochard? Tra l'altro, quando mi reco al Centro Prelievi, trovo sempre due guardie giurate - pistola, manette e spray peperoncino - intente a distribuire mascherine...

marco

5 dicembre 2025 13:10

Non scende ai piani bassi....siamo circondati da politici e funzionari che s'inventano di notte progetti o fantastiche riorganizzazioni aziendali senza minimamente toccare con mano le realtà della sanità restando 24h nelle corsie che sono sempre più sguarnite di medici e infermieri , che migrano alla sanità privata.

Chiara

4 dicembre 2025 20:14

Dispiace per certe situazioni ma l'ospedale dovrebbe essere un luogo pulito e disinfettato. Poi si sentono notizie di virus o batteri contratti nelle corsie d'ospedale. Cremona sta diventando una vergogna

Chicca

4 dicembre 2025 23:10

Chiara condivido il suo commento!👏👏
Possibile che nessuno ci metta ripiego! Stanno ristrutturando le cucine benefiche una volta finito ospitateli li !

ermanna

7 dicembre 2025 18:49

Sono volontaria alle cucine benefiche (San Vincenzo) che, come dice già il nome, fornisce un pasto completo tutti i giorni della settimana a chi ne ha bisogno e i pacchi alimentari. Non ha finalità di fornire alloggio, né possibilità.
La signora non è informata.

claudio

5 dicembre 2025 20:07

...CONCORDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Alessandra

5 dicembre 2025 09:11

La vergogna sulla vergogna,come già detto dov'è l'igiene e la sicurezza?
Il direttore come tutti i sapientoni dove sono cosa fanno cosa vedono, ricordiamoci che queste persone bivaccano anche di giorno

Antonio

5 dicembre 2025 16:51

Dove sono i kompagni, quelli che si professano difensori dei più deboli, ma solo a parole.

Antonio Sivalli

5 dicembre 2025 17:08

Complimenti per i commenti se fossero stati migranti partirebbe la gara per fargli avete un tetto con fiaccolate e proteste davanti al Comune al grido "siamo tutti umani".

marco

5 dicembre 2025 17:29

E quindi? Ie solite recriminazioni che sfociano nel nulla? Portare qualche idea no?difficile?
io alle mie aggiungo che ci sono oratori chiusi che la Chiesa potrebbe essere gestire per la sola accoglienza notturna, abbinato al loro censimento e proposte di aiuto e reinserimento ( sempre che lo vogliano).
In ogni caso l'ospedale deve essere un luogo protetto come tutti i luoghi pubblici.
L'ospedale credo abbia già una vigilanza h24 di guardie giurate.
Forse è il caso di non avere,se esistono, reparti aperti.

Manuel

5 dicembre 2025 17:54

L’ospedale favorisce di vigilanza propria, ma da molti anni esternalizzata.
C’è pure il presidio interno della Polizia di Stato.

Marco

5 dicembre 2025 19:18

Inspiegabile che allora possano girare indisturbati fuori e dentro i reparti H24 come riporta l'articolo.
Si nasconderanno da qualche parte

Pierpa

5 dicembre 2025 19:30

Anni or sono, ma non mille, c'era ancora l'E.C.A. (Ente Comunale Assistenza) che gestiva fra le altre cose l'Asilo Notturno in via Mosa. Il Comune di Cremona non era più ricco di oggi, ma riusciva ad occuparsi anche di queste cose. Nel 2025 si usano i denari del PNRR per "riqualificare" (verbo che ormai mi provoca orticaria) Largo Moreni, via Bergamo, oggi via dell'Annona, mentre su questi temi "zitti e mosca".

Manuel

5 dicembre 2025 22:14

Tu, quando parli di riqualificare (so che la tua è una provocazione), prova ad immaginare, oltre ai riqualificati (cittadini), ai riqualificanti (imprese) e troverai automaticamente la risposta.
PS: l’ECA, ente comunale di assistenza, fu istituito nel ventennio (fece anche cose buone) e puntellò le fasce sociali più disagiate per più lustri dopo la guerra, ma venne soppresso definitivamente nel 2008.