9 luglio 2026

L'Alleanza per l'articolo 27 entra nel carcere di Cremona: il 14 luglio visita per riportare l'attenzione sulla crisi delle carceri

Il prossimo 14 luglio decine di istituti penitenziari italiani saranno visitati da delegazioni composte da rappresentanti dell'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione, insieme a esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell'università, della cultura e della società civile. L'iniziativa avverrà anche a Cremona dove una delegazione composta da Marina Della Giovanna (Comune di Cremona), Pierluigi Codazzi (Caritas cremonese), Valeria Patelli e Carlotta Giannelli (Acli), Giovanni Libero Stradiotti (Confcooperative), Cristiano Guarneri (giornalista), Michele Gennuso (CSV Lombardia Sud), Donata Bertoletti (Forum Terzo Settore), Micol Perati (Camera Penale di Cremona e Crema), Silvia Toninelli (Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona), visiterà la Casa Circondariale di Cremona. 

L'obiettivo, condiviso a livello nazionale, è riportare l'attenzione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori sanciti dall'articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di reinserimento sociale.

L'Alleanza è nata a Roma lo scorso 6 febbraio, riunendo numerose associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell'esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà, e parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dall'espansione del diritto penale, dall'aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna. 

La visita nel carcere di Cremona inizierà alle ore 10.30. Al termine, la delegazione locale, incontrerà giornalisti e cittadini interessati alle ore 13 presso il Civico81 di via Bonomelli, 81 a Cremona, per condividere  dati, osservazioni e testimonianze relative all'iniziativa.

La situazione delle carceri italiane è ormai insostenibile. Si registra un tasso medio di affollamento pari al 140%, con circa 18.000 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni giudicate non dignitose dalla magistratura, mentre continua il dramma dei suicidi e delle morti in carcere.

Per questo motivo il 14 luglio le associazioni dell'Alleanza entreranno contemporaneamente in numerosi istituti penitenziari, nella convinzione che il carcere debba tornare a essere conosciuto, osservato e discusso dalla società. Come ricordava Piero Calamandrei, per comprendere davvero il funzionamento della giustizia è necessario vedere il carcere.

Le visite interesseranno 35 istituti penitenziari in 30 città italianee e coinvolgeranno oltre 330 persone, fra cui numerosi rappresentanti Istituzionali degli enti locali, e personalità religiose, del mondo del volontariato, dell'attivismo civico, della cultura, dello spettacolo.


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commenti


marco

9 luglio 2026 18:57

Quindi cosa proporre.... l'ennesimo indulto?
Chi è rinchiuso in carcere lo è per scelta, è il libero arbitro.
Chi ha ucciso anche con un femminicidio, stuprato,compiuto aggressioni di gruppo per il gusto di picchiare con conseguenze devastanti per le vittime non merita la depenalizzazione.
Il dramma è di chi ha visto morire o soffrire senza colpa figli mogli mariti non di chi è privato della libertà ed è in un carcere dove merita di stare.
Prima o poi i uscira' e magari riuscirà a reinserirsi nella società mentre per chi è vittima di quanto ha fatto la pena non finirà mai, durerà tutta la vita.
La soluzione la conoscete tutti..fare scontare la pena a chi non ha la cittadinanza italiana nel proprio paese in modo da organizzare meglio la vita nelle strutture carcerarie ,che fino a prova contraria sono state realizzate per contenere persone pericolose per la società,riducendone drasticamente il numero di detenuti migliorando anche il lavoro della Polizia Penitenziaria.
Troppe persone senza permesso di soggiorno che delinquono e vengono rilasciare subito dopo.....le.nuove norme per i rimpatri e i decreti sicurezza sono la strada giusta e presto ne vedremo gli effetti.

Manuel

10 luglio 2026 09:15

Presto non ne vedremo gli effetti!
Le nuove norme sono arrivate in ritardo (chissà perché?), bisogna pagare le persone per tornare al paese d’origine (premio/incentivo allontanamento), bisogna pagare loro il viaggio, ritorneranno in un paese che, probabilmente, non li gradirà, non offrirà loro possibilità di vita decente e li ignorerà sperando che riprendano... la strada per l’Italia... o per l’Europa.
Basti guardare l’Egitto che spinge migliaia di minori verso l’Europa in modo che il continente se ne occupi... ma è uno stato amico.
Le misure vanno prese (meglio se l’avessero fatto subito, non dopo quattro anni), vanno incrementate ed inventate, ma qualche effetto si vedrà a lungo termine: c’è poco da illudersi.
Piuttosto, per le carceri strapiene, ribadisco la possibilità di concordare una strategia di “aiuto/ricollocazione” alla Repubblica Popolare Cinese.

marco

10 luglio 2026 12:47

Le misure sono state osteggiate e lo sono ancora da un:opposizione che è distante dai problemi della Sicurezza.
Lo saranno perché non so se è informata ma anche in città i rimpatri stanno aumentando la prossima misura sarà l'espulsione immediata dei senza permesso di soggiorno che delinquono e una volta presi non fanno neanche in giorno di galera.
Esempio eclatante quello di ieri dove uno di questi personaggi arrestato per furto il giorno prima e subito rilasciata ha accoltellato una ragazza marocchina solo perché l'aveva guardato.
Bisogna avere pazienza ma meglio del nulla.

Manuel

10 luglio 2026 15:12

È sicuramente meglio di nulla e la pazienza bisognava invocarla da subito.
Ti ricordo comunque, che anche fosse vero che l’opposizione le osteggiasse, l’opposizione non governava: ergo la colpa va rivolta a chi aveva l’onere/onore di governare (e con quale maggioranza!).
Quel che han voluto far passare (se costituzionale), l’hanno fatto passare. Hanno pure investito tre anni per riformare la giustizia, indire un referendum... e l’hanno perso.
Le opposizioni, quel poco che hanno governato, hanno fatto e proposto meglio.
Hanno osteggiato i due centri in Albania? Meno male. Avevano pure ragione di una spesa folle che sottraeva fondi alla sicurezza interna per deviarli verso imprenditori “audaci” e propaganda. Se tra poco cadrà Edi Rama, verrà chiuso tutto il baraccone e si certificherà definitivamente lo spreco.
Quando c’era Conte, fu promesso il reddito di cittadinanza: fu fatto ed anche se ridotto, permise a molte famiglie di sfangarla.
Quando c’era Conte, fu promessa quota cento per le pensioni: fu attuata e la Lega riuscì a mantenere una promessa elettorale.
Ora anche i Fedriga, i Rampelli ed altri, sostengono che la remigrazione è una cagata pazzesca e chi la propone è quantomeno un imbonitore di pignatte.
Le espulsioni di persone irregolari le hanno attuate tutti i governi precedenti, più di questo governo; così come misure legislative ad hoc, come ad esempio Turco-Napolitano, Bossi-Fini.
I rimpatri per sbandati pericolosi sono stati praticati, quando possibile, dai precedenti governi e suggeriti dalle opposizioni all’attuale, ma l’esecutivo aveva a cuore altre cose o strategie.
Ora, finalmente, si adotterà una tattica basica che porterà qualche risultato. Sarà esaustiva? Presumibilmente no. Di certo non farà sparire, d’incanto, tutti gli stranieri (o ex stranieri) presenti sul suolo patrio (come auspicano alcuni), poiché sarà una goccia nel mare di gente che s’e’ insediata da noi è poiché il problema è assai complesso: importante è cominciare ad usare il cervello, capire i fenomeni ed abbandonare la propaganda.