Resta in carcere Baldev Raj che ha lavorato per anni nella bassa cremonese, accusato d'aver ucciso la madre
Resta rinchiuso nel carcere di Modena Baldev Raj, 52enne di origine indiana ha vissuto e lavorato per diversi anni nella Bassa Cremonese prima di passare sulla sponda opposta del Po dove poco meno di un anno fa, per lui, sono scattate le manette, accusato di aver ucciso sua madre, Gian Kaur, che all’epoca aveva 70 anni. Nel cremonese aveva vissuto per diverso tempo (e da indiscrezioni pare anche che si fosse già macchiato di diversi guai con la giustizia) prima di trasferirsi a Polesine. E’ qui che quando i soccorritori sono arrivati, la mattina del 4 agosto 2025, hanno trovato la madre di lui agonizzante, non più in grado nemmeno di parlare ed in stato comatoso. I lividi evidentissimi sul volto, e gli arti che già presentavano segni di percosse avevano indotto subito a pensare quello che poteva essere accaduto. Lei il figlio lo aveva raggiunto in Italia una decina di mesi prima ed era stato lui quella mattina a chiamare i soccorsi. Peccato che lo avesse fatto con tre giorni di ritardo, come emerso nel corso di una conversazione telefonica intercettata dai carabinieri della compagnia di Fidenza. E peccato che lo avesse fatto dopo continue insistenze della compagna e dei fratelli, residenti in provincia di Brescia, chiaramente preoccupati per le condizioni della madre. Madre poi morta a causa di una grave emorragia cerebrale il giorno stesso, qualche ora dopo, in un letto dell’ospedale maggiore di Parma dove era stata trasportata in condizioni più che disperate. La realtà, grazie sia alle intercettazioni e alle testimonianze, ha fatto emergere che era stato lui a picchiare selvaggiamente la madre il primo agosto, ma la aveva malmenata e umiliata più volte anche nei mesi precedenti. Lui era spesso ubriaco (cosa confermata anche da diversi vicini di casa) e così diventava violento. Per lui quindi l’arresto e il trasferimento alla nuova “residenza”, nelle patrie galere, accsuato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di ascendenza e perché commesso in occasione dei maltrattamenti. In questi giorni nel corso dell’udienza preliminare la giudice Sara Micucci, anche su richiesta della difesa, ha invitato il pubblico ministero, Sara Faina, a riformulare l’imputazione col reato che è stato derubricato nell’accusa di maltrattamenti pluriaggravati che hanno determinato il decesso. Baldev Raj rischia ora 24 anni di pena, ma si deve considerare che le aggravanti dell’accusa iniziale di omicidio potevano portarlo dritto all’ergastolo. Il difensore Sheila Foti ha anche potuto scegliere, in questo modo, il rito abbreviato che potrà quindi consentire di abbassare di un terzo la pena. La 70enne che ha pagato con la vita è stata di fatto punita per la sua bontà e la sua generosità; per aver cercato più volte d difendere la nuora anche lei oggetto di maltrattamenti ed alla quale il compagno aveva anche strappato i documenti per paura che potesse andarsene. Anche il figlio, si è appurato, per questioni di soldi, era stato insultato per giorni. Alla madre aveva inferto spintoni, facendola cadere e l’aveva colpita con pugni in testa e strattonandola con violenza, evitando di chiamare i soccorsi o di portarla al pronto soccorso anche quando questa aveva iniziato a evidenziare problemi fisici. Alla fine, come scrive anche la pm nel capo di imputazione, si era deciso solo dopo le insistenze dei fratelli e della convivente che lui teneva segregata in casa. Non contento di averle strappato i documenti le aveva anche sequestrato il telefono. La donna un anno prima le aveva dato anche una figlia ma questo non aveva ugualmente portato serenità tra le mura della casa di Polesine. Anzi è pure emerso che la donna, di diciotto anni più giovane, era stata più volte picchiata, anche durante il tempo della gravidanza. Era stata anche minacciata con un coltello e, in sua difesa, era intervenuto il nipote che viveva in casa con loro. Per questo il 52enne finirà a processo dove dovrà rispondere anche del maltrattamenti pluriaggravati e lesioni aggravate a danno della madre di sua figlia, che in due occasioni era rimasta ferita. Nello specifico, il 3 febbraio 2025 (a due mesi dalla nascita della figlia) la aveva ripetutamente colpita con pugni in testa facendola cadere a terra e trascinandola per i capelli. Lei in quella occasione aveva riportato ferite alla testa e al collo. Il primo agosto, Baldev Raj, oltre ad essersi accanito sulla madre, aveva anche colpito al viso la compagna (che aveva cercato di difendere la suocera) in presenza della bambina di appena 16 mesi. La Legge “Codice Rosso” che tutela le vittime di violenza domestica e di genere potrebbe ora riservare, all’uomo, parecchie grane.
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commenti
Alessandra
1 agosto 2026 06:24
Questa gente è l'integrazione che tanto vuole la sinistra?
24anni di pena e non l'ergastolo?
Tanto poi troverà dei giudici che le daranno ancora meno ,da galera tutti