1 ottobre 2026

Rapporto Ecomafia 2026. Cremona al terzo posto in Lombardia per l'illegalità nel ciclo dei rifiuti. In totale nel 2025, 96 arresti e 12 sequestri. La nostra regione al terzo posto per corruzione green

Questa mattina presso la sede nazionale di Legambiente a Roma è stato presentato il Rapporto Ecomafia 2026, che raccoglie dati, numeri e storie di criminalità ambientale in Italia nel 2025. In un contesto nazionale in cui nell’ultimo anno sono calati i numeri generali degli illeciti ambientali, ma in cui sono aumentati in misura significativa gli illeciti nel ciclo dei rifiuti, la Lombardia si inserisce a pieno titolo in questa tendenza della criminalità ambientale italiana. Per quanto riguarda Cremona, i dati parlano di ben 81 arresti nel 2025 legati a illeciti nel ciclo dei rifiuti, con un totale di 63 reati commessi a cui hanno fattoseguito 7 sequestri. Numeri che posizionano Cremona al terzo posto nella classifica lombarda, condividendo il pesante podio con Brescia (al 2° posto) e Lecco (in cima alla classifica)

Quello dei reati nella gestione illecita dei rifiuti torna purtroppo ad avere il primato dei reati a livello nazionale (non accadeva dal 2018), in un ambito su cui le ecomafie evidentemente sono tornate a puntare mani e interessi lo scorso anno, con un totale di 10.914 illeciti accertati nel nostro Paese (una media di quasi 30 al giorno). 

Tornando all'ambito cremonese, i dati diffusi dal Rapporto Ecomafia 2026 vedono comunque la nostra provincia in coda alla classifica generale lombarda per i reati di illegalità ambientale (in totale 96 arresti legati a 76 reati e seguiti da un totale di 12 sequesti), con i dati più impattanti, come visto sopra, sulla gestione illecita dei rifiuti, mentre per i reati legati ad illeciti contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) i numeri parlano di 9 accertati, che hanno portato a 7 arresti e 4 sequestri. Nell'ambito invece dei reati nel ciclo cemento (abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici), la nostra provincia è risultata esente.

Tra le province lombarde, Brescia è quella che deteniene il primato in ambito delle varie tipologie di reato (è notizia degli utlimi giorni l’ultima lo smaltimento di 144 mila tonnellate di rifiuti liquidi nei terreni agricoli della campagna di Chiari, in provincia di Brescia).

 

“Il dato sulle notizie di reato relative al ciclo illegale dei rifiuti in Lombardia rilevato dal report Ecomafia è un dato significativo almeno quanto preoccupante,” commenta Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia APS. “Se può essere spiegato con una maggiore efficacia ed estensione dei controlli sul territorio regionale, d’altro canto testimonia ancora una volta il ruolo centrale svolto dalla regione nei traffici di rifiuti, con una conseguente vigilanza da tenere ancora più alta, se possibile, da parte delle pubbliche amministrazioni e dei decisori politici. La società civile nel suo complesso rimanga unita e non abbassi la guardia sulla tutela dell’ambiente.”

Infatti, pur essendo diminuito il numero totale di notizie di reato riscontrate nel settore ambientale in Lombardia (passate da 2324 a 1882 -19,02%), sono cresciute di oltre il 30% quelle relative al ciclo illegale dei rifiuti (passando 657 a 994, +33,9%), collocando la Lombardia al secondo posto di questa specifica classifica regionale, alle spalle della sola Campania.

Legambiente segnala da tempo che, soprattutto per quel che riguarda i grandi traffici di rifiuti e per via della configurazione del proprio tessuto economico e sociale, la Lombardia è un territorio ad alto rischio, come peraltro testimoniato dalle numerose inchieste relative al delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, l'ultima appunto in provincia di Brescia, pochi giorni fa. 

Michela Garatti


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