Aspettando l'Opera. Speranza, sangue e Turandot: i tre diabolici enigmi della principessa
Chi si accosta a Turandot, opera di Giacomo Puccini in scena al teatro Ponchielli il 2 e il 4 ottobre (ore 20 e ore 16), scoprirà che tutta l’immaginaria vicenda della principessa cinese ha come punto centrale lo svelamento di tre enigmi che la donna pone ai suoi pretendi per potersi concedere come moglie. Il mancato superamento della prova porta direttamente al patibolo lo sfidante. Solo il principe Calaf, con mente acuta, riuscirà a superare lo scoglio e a porre lui stesso alla donna un quesito e così conquistarne l’amore. Un meccanismo crudele, ma affascinante, che ha consegnato questi indovinelli alla storia della cultura e del teatro musicale.
Da tutta la critica sono stati considerati capolavori di logica: autentici esempi di enigmistica classica, basati su metafora, astrazione e doppio significato. Radicati in quella cultura, anche classica, che vedeva nell’enigma il vero verbo della divinità che si esprimeva attraverso questo strumento, altamente indefinito.
Anche il numero tre: è altamente significativo nella cabalistica e nella tradizione numerologica: è sinonimo di completezza, progressione e superamento della prova.
Il testo del primo: Nella cupa notte vola un fantasma iridescente/Sale e spiega l’ali sulla nera infinita umanità./Tutto il mondo l’invoca e tutto il mondo l’implora;/ ma il fantasma sparisce con l’aurora,/ per rinascere nel cuore e ogni notte morir.
E’ un indovinello metaforico, descrive un concetto astratto, universale e condiviso. La soluzione è la SPERANZA: voluta da tutti, sparisce all’alba e torna ogni sera. Si rinnova continuamente.
Il testo del secondo: Guizza al pari di fiamma,/ ma non è fiamma./È talvolta delirio./È la febbre dell’anima./ Se perdi o se speri,/ se languisci o se ardi, diventi pallido;/ se conquisti, diventi rosso.
Qui bisogna collegare emozioni, corpo e vita stessa. La soluzione è il SANGUE: guizza come fiamma. Segna le passioni, la paura, la vittoria e la sconfitta. Muta colore e riflette lo stato degli uomini.
Il testo del terzo: Gelo che ti dà fuoco/e dal tuo fuoco ancor più gelo trai./Candida e fosca,/ se ti vuol libera t’fa servo, se t’accetta ti fa re.
Un vero capolavoro. Sottile e pericoloso. Un enigma autoriferito. La risposta è infatti TURANDOT. La principessa si descrive come: gelo e fuoco, libertà e schiavitù, potere e prigionia, una grandissima contraddizione per ciò assai difficile da indovinare.
A questi Calaf proporrà il suo: ovvero il quesito sul suo nome.
Ma il mio mistero è chiuso in me / Il nome mio nessun saprà, no, no/Sulla tua bocca lo dirò/ Quando la luce splenderà/ Ed il mio bacio scioglierà/ Il silenzio che ti fa mia.
Allora l’amore trionferà sulla vendetta e sull’odio.
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