Salone del Cavallo Americano 2026: l’asticella si alza ancora. Edizione record con 36mila visitatori nel weekend, kermesse sempre più internazionale
È appena terminata la 39ª edizione cremonese del Salone del Cavallo Americano, e ancora una volta si può dire che la città se ne sia appropriata con entusiasmo. Le previsioni dell’organizzazione sui numeri si sono tutte verificate puntualmente, con quel netto 20% in più rispetto all’edizione 2025 che già si era confermato nell’incremento di atleti, cavalli ed espositori. La vera sorpresa, però, è venuta proprio dal pubblico di Cremona, ma anche da quello proveniente dal resto d’Italia e da tanti Paesi europei: ci si aspettava un numero di circa 30mila visitatori, invece a giochi chiusi la lusinghiera cifra è salita di 6000 unità. Una cifra record, che conferma l’internazionalità della manifestazione non solo nel nome - dato che il Salone del Cavallo Americano è ufficialmente Fiera Internazionale certificata già da due anni - ma anche, e sempre di più, nei fatti.
In parte, tale incremento di pubblico è stato l’attesa risposta a un’implementazione convinta della comunicazione su tutti i livelli: un lavoro sui social affidato a professionisti, una divulgazione capillare studiata con grande partecipazione e supporto da parte dei media cremonesi su carta, tv, radio e online, un’importante presenza anche nelle strade cittadine con cartellonistica piazzata nelle zone più strategiche, pubblicità sui mezzi pubblici e anche una bellissima presentazione - venerdì pomeriggio - con la sfilata di tanti artisti equestri e dei loro magnifici cavalli da piazza Stradivari fino a Piazza Duomo.
All’interno di un contenitore che grazie a un’organizzazione studiata nei dettagli riesce a dipanarsi in scioltezza fra gare di alto livello, educational e cultura equestre, divertimento per famiglie, buon cibo e buona musica, la novità della 39a edizione del Salone del Cavallo è stato sicuramente il Cremona Horse Show, uno spettacolo di arte equestre appositamente studiato per la città da uno dei più apprezzati registi europei in questo settore, Nico Belloni. Domenica pomeriggio le due ore e mezza di show hanno visto esibirsi artisti internazionali, tra cui Salvatore Improta, in arte Sasà, che è uno dei protagonisti del tour mondiale di Cavalluna e che dopo Cremona è partito direttamente per la tappa cinese. La magia del teatro equestre ha inchiodato sui capienti spalti della grande arena ovale il pubblico delle grandi occasioni: più di 2000 persone.
Il Salone del Cavallo Americano 2026 non è stato solo spettacolo e competizione, ma anche un luogo di incontro, formazione e crescita per tutto il settore equestre; ha visto nascere un programma di iniziative pensate per mettere in contatto professionisti, aziende, giovani imprenditori e appassionati attraverso clinic formativi e momenti di confronto diretto, come i Meet & Coffee che si sono tenuti un po’ ovunque presso gli stand di molti espositori, o i clinic di horsemanship e relazione con il cavallo aperti a tutti ma con momenti particolari dedicati ai giovani - e in particolare a coloro che sarebbero interessati a intraprendere una professione nel mondo equestre - tenuti dalla International Horse Academy. Particolarmente interessante anche l’Innovation trail creato per mettere in risalto alcune aziende pionieristiche del settore equestre.
Da sempre un luogo elettivo dove tante menti innovative del comparto hanno nel corso degli anni presentato le proprie idee e “creazioni”, il Salone 2026 pensato di riunirle in un percorso organico che potesse guidare gli interessati in un viaggio fra quanto di più geniale e attento alle nuove esigenze e tendenze in fatto di materiali, green, riciclo etc. è stato proposto nei padiglioni della fiera. Ma un altro percorso ha fatto il tutto esaurito: quello tra ludico e formativo studiato per i bambini e dettagliato in una mappa che le famiglie hanno potuto seguire arrivando direttamente agli spot più interessanti e/o divertenti selezionati per gli under 14. Ricapitoliamo dunque i numeri salenti di questa edizione che aggiunge record a record. Visitatori, come abbiamo visto, oltre 36mila. In un’area totale di oltre 100mila metri quadrati, oltre 17mila erano dedicati all’area shopping con più di 270 espositori. L’incidenza sull’economia cittadina è quantificabile in circa 3 milioni e mezzo di euro, con almeno 3500 ospiti arrivati a Cremona da tutta la Penisola e dall’estero e accolti nelle strutture recettive della città.
Anche gli altri numeri parlano chiaramente di una manifestazione in pieno vigore, sebbene in un momento non facile per congiunture economiche e geopolitiche. 700 cavalli appartenenti alle tre razze ufficiali americane (Quarter Horse, Paint Horse e Appaloosa) e 1000 cavalieri e amazzoni in azione in ben 10 tra arene e tondini di gara, erano in lizza per una serie di titoli prestigiosissimi di tre fra le principali discipline dell’equitazione americana in Europa: reining, cutting e team penning. Grande successo di pubblico anche per una quasi “neonata” fra le specialità equestri western, il duathlon fra equitazione e tiro al bersaglio che si chiama Cowboy Shooting Speed e che proprio il Salone di Cremona tenne a battesimo nell’edizione 2024.
Ben 300 motorhouses hanno ospitato gli atleti e i loro staff, e per la sezione ballo, 38 dj in console e oltre 5000 ballerini in pista, compresi 300 ragazzi speciali con i loro accompagnatori. Sono stati loro ad aprire letteralmente le danze venerdì mattina, insieme a 51 bambini di due prime elementari, a sottolineare l’impegno per l’inclusività sposato da questa manifestazione sin dalla sua prima edizione cremonese. Grazie a un’ambientazione di gran classe, migliorata di anno in anno e che con questa edizione ha davvero superato se stessa, l’arena ovale di CremonaFiere viene a buon titolo considerata pari sotto il profilo tecnico, e migliore per il suo elegante stile Made in Italy, anche di quella mitica che ospita le maggiori gare americane a Oklahoma City. L’organizzazione estremamente attenta prima di tutto al benessere e al comfort dei cavalli soddisfa anche i palati più fini, cavalieri e amazzoni che mai porterebbero i loro campioni a correre in un luogo che non fosse semplicemente “il meglio” o che comportasse qualche rischio. E questo indipendentemente dalla borsa delle gare, che per il Nrha European Reining Futurity, competizione clou della manifestazione, tocca comunque il cielo con un montepremi da un milione di dollari tondo, il che la posiziona al numero 1 in Europa e nella Top Ten mondiale delle gare più ricche e prestigiose per questo sport.
Grazie alla sapienza organizzativa del patron dell’evento, Giancarlo Doardo, ma anche al fattivo supporto della Regione Lombardia, delle istituzioni cittadine e dello staff di CremonaFiere, la città padana si conferma ancora una volta e sempre con maggiore stabilità come la capitale dell’equitazione western della country life in Europa. «In Lombardia il Reining è una delle discipline western più attive, con una forte concentrazione tra le province di Cremona, Brescia, Bergamo, Milano e Mantova, dove si tengono gare equestri regionali collegate ai circuiti Fise, Irha ed Nrha. Come Regione Lombardia sosteniamo quindi con orgoglio questo sport, che certamente è di nicchia e non di massa, ma fortemente agganciato a un sistema competitivo internazionale molto strutturato, con un’economia sportiva specifica che crea indotto a beneficio del nostro territorio», ha affermato il Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi. «Il Salone del cavallo Americano rappresenta una vetrina prestigiosa che contribuisce a rafforzare il ruolo della nostra Fiera, sempre più aperta, dinamica e capace di attrarre manifestazioni di rilievo internazionale», aggiunge il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, «ed è molto più di un evento sportivo: è un’esperienza coinvolgente a 360 gradi. Un appuntamento ormai imprescindibile nel panorama equestre internazionale, che anno dopo anno conferma la capacità di Cremona di essere non solo città accogliente, ma anche punto di riferimento per eventi di grande richiamo».
Lo sport al Salone: ecco i Campionissimi! I Champions laureati al Salone del Cavallo Americano si sono aggiudicati alcuni tra gli Special Events più importanti della stagione agonistica. A partire, naturalmente, da coloro che hanno portato a casa i due titoli massimi nella 18a edizione dell’Nrha European Futurity 2026. Top score della divisione professionale è il belga Bernard Fonck, che che proprio grazie al lauto montepremi guadagnato in questo Special cremonese scollina il titolo di 3 Million Dollar Rider Nrha, ed è il primo e per ora unico europeo ad averlo fatto. 53 anni, già vincitore di moltissimi titoli di rilievo e sopra tutti quello di Campione del Mondo nei World Equestrian Games 2018 di Tryon, in North Carolina, dove fu Oro individuale nella madre patria di questa disciplina, Bernard è tornato a “ruggire” nelle arene internazionali dopo qualche anno trascorso più in sordina con la vittoria nel 2025 Irha/Irhba/Nrha Futurity tenutosi lo scorso novembre sempre nella bella arena di Cremona, e ora con questo nuovo successo.
Il suo compagno in entrambe le prestigiose conquiste si chiama DG Andy Crush, e la loro corsa mozzafiato è stata ricompensata dai giudici con l’impressionante punteggio di 230. «Cerco sempre di tirare fuori il meglio dai miei cavalli e stasera lui è stato semplicemente fenomenale», ha dichiarato Fonck. «Del resto la genealogia non mente: mia moglie Ann ha montato sua madre e guadagnato con lei oltre centomila dollari. Quindi superare il terzo milione in vincite proprio con lui per me è davvero speciale». La divisione non professionale L4 dell’EuroFuturity è andata a un giovanissimo figlio d’arte alla prima esperienza in questa prestigiosa gara. L’italiano Elia Kompatscher, 20 anni, ha vinto in sella a LC Whizdome Magout, un brillante castrone grigio di proprietà di suo padre, il professionista Nrha Alois Kompatscher. La coppia ha chiuso con un punteggio di 221, con il quale ha anche conquistato il titolo L3. Ma i grandi special events delle più appassionanti discipline western al Salone 2026 hanno laureato tanti altri campioni. Per esempio nel cutting, dove Ncha Derby Open Champion è ancora una volta Denis Pini, professionista di enorme successo in questa disciplina a livello europeo, in sella all’incredibile Rp Cashinthisdream. Anche alla testa della divisione non pro per questo Special (riservato a cavalli di 4 e 5 anni) troviamo una campionessa di lungo corso, Greta Salvatori, insieme ancora una volta alla sua Lou Lou Land. Lo Spring Show, bellissima competizione che vede affrontarsi i cavalli più esperti senza limite di età, vede Open Champion Etienne Galline e Parke That Kat, mentre l’inarrestabile Greta Salvatori fa il bis nello Spring Show Non Pro questa volta accompagnata da Ignited.
Due affiatate squadre hanno vinto i Maturity del Team Penning e del Ranch Sorting, gare per cavalli fino a 10 anni, una fascia d’età che assicura maturità sportiva e quindi grande spettacolo. Le due specialità per la prima volta hanno visto in questa edizione 2026 del Salone la brillante organizzazione di The Western Show, associazione affiliata alla Fitetrec-Ante. Erbanito Crazy Ranch è il nome del gruppo campione nel team penning, composto da Antonio Marmo su MA Conquistador Scerpo, Bruno Salvatore con Magic Smart Trouble e Pasquale Ferraro Esposito in sella a Frost Ariatocrat MR. Questo team ha vinto in 3 go, con 9 vitelli e un incredibile tempo complessivo 01:01:41. Il titolo Maturity per il Ranch Sorting è andato invece alla squadra WS Durazzano, componenti: Walter Onichini su DG Reyer e Silvio Telese con Smart Pintor Phoebe. Per loro 2 go, 20 vitelli, tempo complessivo 01:23:40. «Siamo molto soddisfatti di questa prima esperienza al Salone del Cavallo Americano. È stato un evento importante, che ha riportato al centro della scena discipline come Team Penning e il Ranch Sorting in un contesto di grande visibilità e partecipazione», ha dichiarato la Presidente di The Western Show, Alexandra Liberati. «Abbiamo visto un livello tecnico molto alto, grande partecipazione e soprattutto grande entusiasmo da parte dei concorrenti e del pubblico.
Il Maturity, in particolare, ha confermato quanto il lavoro di preparazione e crescita dei binomi sia oggi di assoluto valore nel panorama western italiano. Un plauso particolare va al nostro Show Manager Marco Sterbini per il grande lavoro organizzativo svolto tenendo presente che alla base di questo sport devono sempre restare valori autentici come amicizia, rispetto e divertimento». Domenica mattina, infine, si è tenuta la competizione di Cowboy Shooting Speed, prova davvero non semplice in cui si deve unire destrezza in sella, velocità e bravura nel tiro a segno con una Colt versione air soft. Qui è uscito vincente Paolo Bucalossi sull’ imperturbabile Sike.
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