15 maggio 2026

"Parnaso", mostra personale del casalasco Giorgio Tentolini, alla Reggia di Colorno (Parma) dal 30 maggio al 5 luglio. La forma della conoscenza tra corpo, rete e immagine a cura di Paolo Bellussi

La Reggia di Colorno ospita Parnaso, mostra personale dell'artista casalasco Giorgio Tentolini, un progetto espositivo che utilizza la mitologia come dispositivo di lettura del presente.

L’iniziativa riflette la visione della Provincia di Parma, proprietaria e custode del complesso, tesa a ridefinire la Reggia da museo statico a centro dinamico di produzione culturale e volta a una valorizzazione attiva capace di dialogare con la contemporaneità.

Come nelle civiltà antiche, in cui il mito rappresentava uno strumento per interpretare il mondo, comprendere il corpo e dare forma alla conoscenza, anche in questo progetto le figure mitologiche diventano chiavi attraverso cui osservare questioni contemporanee: identità, relazione, trasformazione, limite, possibilità. Demetra, Niobe, Hermes, Igea, Prometeo, Medusa, Persefone – sono alcune delle figure che attraversano il percorso. Non si tratta di citazioni, ma di strutture di pensiero: ciascuna incarna una condizione – nutrimento, perdita, trasmissione, prevenzione, innovazione, arresto, passaggio – riattivando il mito come linguaggio.

Il percorso si sviluppa negli Appartamenti del Principe della Reggia di Colorno, instaurando un dialogo diretto con uno spazio storicamente concepito come luogo di rappresentazione e costruzione simbolica del potere e del sapere. In questo contesto, la dimensione mitologica si amplifica: le opere entrano in relazione con l’apparato decorativo, prolungandone il sistema di significati. Il progetto si articola come un sistema aperto, attraversabile in entrambe le direzioni. Esperienza, Conoscenza, Innovazione, Azione, Intervento e Trasformazione — le sezioni del percorso espositivo — non seguono una sequenza lineare, ma si configurano come condizioni che si ridefiniscono a seconda dello sguardo e del punto di accesso.

Le opere di Tentolini nascono da un processo lento e stratificato: attraverso la sovrapposizione di rete metallica, l’immagine prende forma per progressiva costruzione. Il volto non è dato, ma emerge come esito di un sistema di relazioni, in equilibrio tra presenza e dissoluzione. All’interno della Reggia ha sede anche ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, la cui presenza introduce un ulteriore livello di lettura: quello del sapere come pratica, come costruzione concreta che si sviluppa nel fare, attraverso tecnica, esperienza e trasmissione. Attraversare Parnaso significa muoversi all’interno di una rete di significati in cui il mito non appartiene al passato, ma continua a operare come strumento per comprendere il presente.

Giorgio Tentolini nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1978, dove vive e lavora. La sua ricerca si sviluppa intorno a una riflessione sul tempo come memoria e identità, attraverso un processo lento di costruzione dell’immagine basato sulla stratificazione e sull’interazione tra luce e materia. Le sue opere, a metà tra pittura e scultura, sono realizzate incidendo e sovrapponendo materiali come tessuti, carte e plastiche, con una predilezione per il tulle e la rete metallica, che conferiscono all’immagine una qualità sospesa e meditativa, come una trama di ricordi, visioni e presenze.

Attivo sulla scena internazionale dai primi anni 2000, ha esposto in importanti sedi in Europa, tra cui Roma, Parigi, Amsterdam, Berlino, Londra e Ginevra, oltre che negli Stati Uniti e in Asia. Tra le istituzioni che hanno ospitato il suo lavoro figurano l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, il Museo Etrusco di Roma, il Palazzo Reale di Milano, il Teatro Regio di Parma, il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, il MUSA – Museo di Salò, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e il Consiglio della Regione Lombardia presso il Grattacielo Pirelli.

Ha partecipato alla 60ª Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia, ospitato nel Padiglione del Camerun presso Palazzo Donà Dalle Rose, con un progetto dedicato alle radici del genere umano e alla costruzione dell’identità.


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