15 maggio 2026

Il meraviglioso viaggio della Bartoli nel "bel canto" da Monteverdi a Rossini. Cresce l'attesa per l'anteprima di gala del Festival

E’ veramente un’occasione incredibilmente ghiotta per tutti coloro che amano il ‘bel canto’, il Recital di Cecilia Bartoli in programma al Teatro Ponchielli il prossimo 28 maggio (ore 21) come sontuoso ‘prologo’ del Monteverdi Festival. Già lo era stato la passata edizione con la delicata e gioiosa rappresentazione dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de' Calzabigi.

Quest’anno il mezzosoprano italiano ha deciso di costruire un meraviglioso viaggio che va Claudio Monteverdi fino a Gioacchino Rossini. Alternando con raffinatezza brani strumentali a composizioni vocali. Un’antologia perfetta soprattutto per il racconto dell’evoluzione della scrittura operistica, passando dalla forma lirica del recitarcantando monteverdiano (Dal mio permesso amato prologo di Orfeo)  alle prime strutturazioni della forma chiusa con Agostino Steffani (Mie fide schiere da I trionfi del fato e  A facile vittoria, atto IV, scena 8 dal Tassilone). Soffermandosi sulla canonizzazione dell’aria nella sua matrice metastasiana di Antonio Vivaldi (Sovente il sole, aria di Perseo  da Andromeda liberata, serenata in musica ) e  di Georg Friedrich Händel ( V’adoro pupille, atto II scena 2 dal Giulio Cesare in Egitto). 

Per raggiungere poi la successiva evoluzione della struttura precedente dell’ultimo Wolfgang Amadeus Mozart  con Parto, ma tu ben mio, atto I, scena 9  dall’opera La Clemenza di Tito, KV 621 e concludere con il trionfo dell’‘opera buffa’ con Gioacchino Rossini e il suo mirabolante Barbiere di Siviglia e l’amatissima cavatina Una voce poco fa e l’altrettanto conosciuto Otello ossia il moro di Venezia con la romanza Assisa a pie’ d’un salice, atto II, n. 11. 

Di grandissimo interesse anche la parte prettamente strumentale proposta da Les Musiciens du Prince – Monaco  diretti da Gianluca Capuano che inizieranno proponendo la celeberrima Toccata dell’Orfeo (1607). Musica simbolo della scrittura monteverdiana, con la sua mitica ripresa nell’incipit  del Vespro della Vergine  (1610). Per passare poi, anche in questo caso, all’evoluzione successiva dei pezzi strumentali d’ingresso operistici  con la   bipartizione o la tripartizione settecentesca nel caso specifico della sinfonia del Parnaso dell’ouverture  dall'opera Rinaldo e della coloristica sinfonia della “Battaglia”, atto III  dall'opera Giulio Cesare in Egitto: tutte composizioni di  Georg Friedrich Händel. A seguire tre capolavori assoluti: l’overture delle Nozze di Figaro di Mozart e i due travolgenti pezzi di apertura del Barbiere di Siviglia e della  Cenerentola di Gioachino Rossini

 

Roberto Fiorentini


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