E via social arriva immediatamente la risposta del sindaco Virgilio all'intervento del consigliere regionale Ventura sul tema dei finanziamenti alla liuteria.
"Se qualcuno pensa di ridurre la liuteria cremonese a una brochure o a un video promozionale, allora il punto è tutto qui: abbiamo idee profondamente diverse. In tutto questo percorso è emersa una criticità evidente: la centralità dell’iniziativa del consigliere regionale Marcello Ventura, più che della struttura regionale. Ed è un elemento di particolare gravità. A ciò si aggiunge il mancato coinvolgimento delle principali istituzioni cittadine nel processo decisionale sulla destinazione delle risorse, aspetto che avevo già evidenziato pubblicamente nel corso dell’estate.
Per questo, quando si utilizzano espressioni come “remare contro”, sarebbe utile indicare con precisione a che cosa ci si riferisce, entrando nel merito delle obiezioni e delle proposte avanzate, anziché ricorrere a formule generiche. Per noi la liuteria è identità, lavoro, tradizione viva e futuro. E merita rispetto, visione e condivisione. Non operazioni di superficie".
commenti
Annarita
30 marzo 2026 11:24
Se volete bene a Virgilio e volete che finisca il mandato senza rassegnare le dimissioni, toglieteli il profilo Facebook.
Sta facendo più danni lui a Cremona che Mr. Bean.
Grazie
Fabrizio
30 marzo 2026 11:28
Sentiamo, oltre la propaganda, quale sarebbe l'idea "non di superfice" di Virgilio.
Mi piacerebbe proprio conoscerla visto che sono anni che parla di nulla in tema di liuteria.
Giorgio
30 marzo 2026 11:53
100.000 euro Comune per Tanta robba festival
100.000 euro Regione per la liuteria
e Virgilio parla di "operazione di superfice".
Cominciasse a guardare come ha speso e spende i soldi dei cremonesi, prima di scrivere sui social e lamentarsi.
Maria
30 marzo 2026 11:55
Virgilio, va allo Zini e sfogati là.
Lascia stare la liuteria che non è materia tua... per piacere.
Gianluca
30 marzo 2026 11:59
Perché invece di battibeccare via social, così da essere “moderni”, non ci si trova vis a vis ed ognuno dice come la pensa?
Barbara
30 marzo 2026 14:58
Perchè la parte mancante è proprio quella del pensiero. Dulla liuteria non ho mai sentito nè programma nè risorse per attuarlo dal sindaco. Diventa persino noioso ascoltarlo nel suo dire nulla.
Tiziano
30 marzo 2026 12:09
“Una città cresce se dà spazio al protagonismo dei suoi cittadini – commenta il candidato sindaco Virgilio – se vuole essere una città aperta, inclusiva e un’amministrazione deve mettersi a disposizione di questo protagonismo. Deve farlo con umiltà, concretezza, deve valorizzarlo, deve accompagnarlo e dare un’impronta al suo lavoro con progetti e investimenti. Cremona è fatta di noi, delle tante azioni che compiamo, di chi si occupa degli altri, di chi la fa sorridere, correre, divertire, di chi la emoziona, del variegato mondo della cura delle persone, di chi rivendica diritti negati, di chi fa impresa e vuole investire nel nostro territorio, ma semplicemente di chi cerca di migliorare la sua vita, la vita di chi gli sta accanto e quella delle piccole e grandi comunità che operano per il bene della nostra città. Cremona sei tu!”
Queste le buone intenzioni.
La realtà, Andrea Leonardo detto Virgilio, è esattamente al contrario. Il tuo protagonismo sta offuscato un intero settore.
Non capisco perchè Pizzetti non ti dica di star zitto, o almeno di pensare prima di scrivere sui Facebook. Rosolino Azzali non ti controlla più i comunicati? Troppo impegnato come segretario PD?
biagio
30 marzo 2026 12:31
“Dalle dichiarazioni del consigliere Ventura e dalla replica del sindaco Virgilio emerge un dato evidente: la liuteria cremonese è diventata terreno di scontro politico, quando invece dovrebbe essere il luogo della massima condivisione. La legge regionale e gli strumenti di tutela del marchio sono certamente importanti, così come è legittimo chiedere trasparenza, coinvolgimento e una governance che non escluda nessuno. Ma se la discussione si riduce a contrapposizioni personali, allora si perde di vista l’essenziale.
La liuteria non è un trofeo da intestarsi: è un patrimonio culturale, economico e identitario che il mondo ci riconosce. Richiede visione, continuità, ricerca, formazione, sostegno alle botteghe, internazionalizzazione vera e un marchio forte — ma soprattutto richiede un metodo condiviso. Nessuna legge o iniziativa isolata può bastare se manca un tavolo stabile tra istituzioni, liutai, scuole, musei e realtà del territorio.
E se vogliamo davvero che Cremona resti al centro del mondo liutario, serve un progetto che guardi al futuro. Oggi esistono centinaia di liutai formati a Cremona che lavorano in Europa, Asia, America: questa diaspora non è una perdita, ma una risorsa straordinaria. Bisogna trasformarla in una rete internazionale stabile, capace di generare scambi, ricerca, opportunità e riconoscibilità globale.
Accanto alla tutela del marchio, servono investimenti in ricerca acustica, studio dei materiali sostenibili, digitalizzazione dei processi, documentazione scientifica degli strumenti, percorsi di alta formazione e spazi per i giovani. La tradizione vive solo se si innova.
In questo percorso servono anche strumenti nuovi: tra questi, le residenze per musicisti. Non sono un vezzo, ma un investimento strategico. Gli strumenti cremonesi devono essere suonati, ascoltati, documentati. I musicisti che vivono e lavorano a Cremona diventano ambasciatori nel mondo, collaborano con i liutai, generano ricerca, eventi, contenuti. È così che si consolida la centralità mondiale della liuteria: facendo vivere il suono, non solo raccontandolo.
Le polemiche, quando restano sui temi e non sulle persone, possono perfino essere utili: aiutano a chiarire le priorità e a migliorare gli strumenti. Ma devono avere un obiettivo: il prosieguo della centralità mondiale della liuteria cremonese. La liuteria è già un motore di sviluppo, culturale ed economico, e merita un confronto all’altezza della sua storia e del suo potenziale.
E soprattutto, serve una visione politica di lunga durata. Senza una strategia che superi i cicli elettorali e le appartenenze di parte, difficilmente riusciremo a mantenere la centralità mondiale conquistata nei secoli. La liuteria vive di continuità, non di improvvisazione: è questo il terreno su cui si misura la responsabilità di una città di una regione e delle sue istituzioni.” Un saluto da biagio
un liutaio
31 marzo 2026 07:10
Da sempre la liuteria è terreno di scontro politico. Sono più di 40 anni che si sentono le solite cose ripetute dal politico che, a turno, pensa di aver trovato la soluzione di tutti i problemi della liuteria. E lasciamo perdere quanti "tavoli", stabili o zoppicanti, o "cabine di regia" sono stati fatti, sempre e rigorosamente senza coinvolgere i liutai, anche solo per chiedere cose ne pensano (a onor del vero è stato chiesto almeno una volta...per poi essere ignorato). Unici coinvolti i "soggetti istituzionali" che non rappresentano certo tutto il mondo della liuteria cremonese. Per fortuna abbiamo un ufficio unesco che funziona (si capisce il sarcasmo?).
La legge regionale non è diversa da altri tentativi di vario genere fatti in passato e che non hanno prodotto risultati.
Con una ricerca negli archivi della stampa locale tra gli articoli scritti nel corso degli anni su questo argomento si può vedere che niente è cambiato, almeno nella sostanza. E anche quanto il consorzio, come altri, abbia beneficiato di soldi pubblici e di appoggio da parte del comune, da quando è stato fondato e per molti anni, visto che qualcuno pare non saperlo o averlo dimenticato. Come pare dimenticato il fatto che "il marchio" di origine, continuamente citato nella legge regionale e nei comunicati/articoli/commenti/post/discorsi dei politici, non è di TUTTA la liuteria cremonese ma (legittimamente, ovvio) solo di un gruppo di ditte consorziate tra loro. Da qui a farlo diventare IL MARCHIO della liuteria cremonese ce ne corre....precisazione doverosa per fare maggiore chiarezza.
La liuteria ha già tanti problemi, non ha bisogno anche di politici in cerca di visibilità e senza competenze.
Paolo
30 marzo 2026 14:34
Qui abbiamo l’esempio di una reazione scomposta e sconclusionata da parte di un sindaco di una delle pochissime città capoluogo di provincia in cui ha vinto il si al recente referendum.
Tira in ballo cose che non conosce solo per frustrazione.
Massimo
30 marzo 2026 14:50
Più che frustrazione, secondo me è solo pura ignoranza.
Dall'inizio del suo mandato non ha ancora detto qual è il suo programma sulla liuteria fremente.
Quando parla dice frasi giustapposte che contengono in ordine sparso
eccellenza / università / saper fare / accompagnare / tema / mondo / risorsa / liuteria / tradizione...
Ripete sempre le stesse cose, a volte invertite, ma un programma che dia un programma non si è mai sentito.
In silente e rispettosa attesa pasquale, attendiamo la sorpresa.
Ale
30 marzo 2026 15:09
Proprio lui dice di non ridurre la liuteria a un video promozionale! Lui che continua letteralmente a recitare in video a tema! Suona un po' ridicola la cosa.
Alessia
30 marzo 2026 15:26
Anche per noi padani la liuteria è identità, lavoro, tradizione viva e futuro. Virgilio, benvenuto tra noi! Ti aspettiamo al gazebo per la tessera 2026. 🤣🤣🤣
Adriano
30 marzo 2026 17:15
Condivido il commento di Biagio.
È buon senso! E propone un progetto di visione che solo riconvocando il tavolo della liuteria si può studiare. Cremona ha sul tavolo due studi, due ricerche ; si lavori sentendo tutte le parti in causa costrendo i presupposti che tutti i 200 liutai cremonesi ne beneficeranno.
Arturo
30 marzo 2026 18:17
Fino ad oggi il Comune chi ha escluso tra i liutai e le organizzazioni che li rappresentano?
Se il Consorzio, l'ALI ed altri hanno deciso di giocare da soli e in autonomia la partita, una ragione c'è e si chiama politica del Comune/ufficio UNESCO.
Prima mea culpa, poi eventualmente si potrà ripensare come ripartire.
Per inciso il 90% dei fondi che il Comune ha speso in questi anni sono andati in comunicazione e viaggi. Forse Virgilio non lo sa...
Giovanni
30 marzo 2026 19:33
Due studi e due ricerche? Cioè?
Ci illumini perché nessuno le conosce illustrissimo Adriano, e visto che non ne fa menzione neppure il sindaco , sembra proprio non saperne nulla neppure lui, in compenso ora conosciamo bene le risorse spese ( mezzo milione di euro) che non hanno portato, fino ad ora, niente.
Alessandro
31 marzo 2026 18:38
Strade a pezzi, malgiusti ovunque e accolti a braccia aperte, sporcizia ovunque, poco senso di sicurezza, e qua si litiga senza saper nemmeno di quello che si parla. ABBIAMO BISOGNO DI GENTE CHE HA CREMONA NEL CUORE. NON I SOLITI FINTI PSEUDO POLITICI. CI AVETE ROTTO LE SCATOLE TUTTI.