15 dicembre 2025

Senza dimora. Dati, unità di strada, dormitorio, convenzioni con volontariato, "Novità a Cremona" presenta interrogazione. Portesani: "Sindaco e Giunta diano risposte su rispetto dei più deboli"

“Stazione ferroviaria e Ospedale Maggiore non possono diventare luoghi di ricovero improprio: non è dignitoso per le persone fragili e non è accettabile per la città. Chiediamo al Comune di chiarire, numeri alla mano, se sta esercitando fino in fondo le responsabilità che la legge gli attribuisce”, con queste parole Alessandro Portesani capogruppo di ‘Novità a Cremona’ ha annunciato il deposito di un’interrogazione a risposta verbale, sottoscritta anche dal consigliere Cristiano Beltrami, per chiedere chiarimenti sulle responsabilità del Comune nella gestione delle persone senza dimora, con particolare riferimento alle criticità emerse in stazione ferroviaria e presso l’Ospedale Maggiore.

L’atto richiama la Legge 328/2000, che attribuisce ai Comuni la competenza primaria nella presa in carico e programmazione degli interventi sociali su situazioni di grave marginalità.  Si parte proprio dalle situazioni denunciate dai media. Si chiede quante persone, senza dimora, siano state monitorate negli ultimi sei mesi in stazione e in ospedale. Quante di loro siano state agganciate e prese in carico con un progetto sociale. Se esistano protocolli operativi formalizzati con i gestori delle infrastrutture e con ASST Cremona. Quante uscite congiunte (servizi sociali, unità di strada, Polizia Locale) siano state effettuate e con quali risultati.

Collegato a questo tema c’e’ il problema dell’Unità di Strada notturna. I consiglieri chiedono se sia oggi attiva. Quale soggetto la gestisca (Comune, Caritas, Croce Rossa o altri), con quale frequenza settimanale, in quali fasce orarie e in quali aree della città, con particolare riferimento alla stazione ferroviaria e all’Ospedale Maggiore.  Se sia oggi attiva un’unità di strada gestita dalla Caritas. Se tale unità di strada Caritas sia tuttora prevista nell’ambito della convenzione in essere con il Comune e, in caso affermativo, con quali obblighi operativi. Si chiede inoltre se l’ unità di strada Caritas non sia attualmente operativa, per quali motivazioni ciò sia avvenuto e se   l’eventuale sospensione o disattivazione sia stata concordata con il Comune, determinata da scelte organizzative, da riduzione di risorse economiche o di personale, o da altre cause. Ma soprattutto se l’amministrazione   intenda ripristinare o potenziare tale strumento, considerato il suo ruolo essenziale nell’intercettazione precoce e nella presa in carico delle persone in grave marginalità.

Poi il capitolo ‘dormitorio’. Se sia stato ufficialmente riattivato e, in caso affermativo, da quando e con quali orari di apertura, capienza e criteri di accesso.

A fronte di questo si chiede all’amministrazione se esista un piano locale specifico, con quali obiettivi, indicatori e risorse. C’è poi il tema  che riguarda la convenzione con la Casa dell’Accoglienza / Caritas. Si chiede il valore economico complessivo della convenzione e la sua articolazione tra prima accoglienza, seconda accoglienza e servizi correlati. Se sia sufficiente l’attuale capienza, alla luce delle saturazioni registrate; se siano previste estensioni, incrementi di posti o soluzioni integrative.

“Non è un attacco al volontariato, che fa quello che può”, prosegue Portesani. “Proprio per questo chiediamo chiarezza su strumenti e organizzazione del Comune”. Servono risposte puntuali: senza dati e senza coordinamento non si governa un fenomeno complesso», aggiunge Cristiano Beltrami. «È una verifica doverosa, non una polemica”.

leggi il testo completo dell'interrogazione


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commenti


Antonio Sivalli

15 dicembre 2025 10:51

Dove sono quelli degli ultimi, quelli della fragilità,si sono fermati all'ultima conferenza di Workshop o all'ultima indagine dell'università

Anna L. Maramotti Politi

15 dicembre 2025 11:36

In margine a quanto riportato credo sia doveroso assumere una posizione eticamente propositiva. Bene hanno fatto Portersani e Beltrami ad evidenziare quanto sta accadendo in Città. Altrettanto, è doveroso un confronto che, se pur entro la congerie delle norme amministrative, sappia essere propositivo avendo come priorità l'attenzione all'uomo: alla persona.
Il fenomeno, sociologicamente rilevabile, non è solo cremonese, ma nel nostro contesto cittadino assume una valenza particolare. Cremona si è sempre detto che era città "a portata d'uomo". E' doveroso analizzare le cause o consause che hanno determinato un tale degrado così diffuso. In primo luogo, chi sono le persone talmente fragili da vivere questa condizione sociale?. Soprattutto si individuino quali fragilità le abbiamo portate a "una scelta - non scelta" segno di enorme degrado umano. Chi sono "costoro" e di cosa effettivamente hanno bisogno oltre ad un letto, ad un pasto caldo e a normali condizioni igieniche. La condivisa umanità non comporta che la scelta comune sia stata determinata da comuni esperienze esistenziali , ma queste trovano condizioni socio-culturali e personali differenti: proprie di ciascun soggetto. Queste differenze portano ad individuare percorsi di recupero personalizzati.
Ottimo trovare ripari momentanei dignitosi, ma è altrettanto doveroso porre in essere strategie che partano dalla cononoscenza della persona e conseguentemente pongono in essere rimedi consoni alle necessità di tutti.
Un famoso proverbio cinese sottolinea come "dare un pesce ad un uomo lo nutra per un giorno, ma insegnargli a pescare lo nutra per tutta la vita". I falsi bonismi portano certamente ad ottenere dai beneficiari voti nelle urne, ma la libertà dai bisogni comporta libertà personale: intellettuale, culturale, spirituale; valori che restituiscono dignità. Lo "altro" è persona con cui ci si confronta perchè è portatore di valori che egli stesso deve riscoprire.
Utopia? certamente! ma mi riferisco ad un Bambinello, ad un certo Gesù, che mai ha trattato i poveri come miserabili.
La politica, se vuol mantenere il suo significato originario in vista del bene comune, trovi concordemente percorsi ed eviti di giustificarsi parlandosi addosso. La sicurezza dei cittadini passa attraverso la dignità di tutti.

Cinzia

15 dicembre 2025 11:37

Un plauso al consigliere Portesani per aver colto l'urgenza del problema e aver proposto una integrazione circostanziata ben fatta.
Mi auguro che il Comune dia risposte concrete e puntuali ..le arrampicate sugli specchi non sono ammesse