Sicurezza a Cremona, il SULPL: “Basta scaricare le responsabilità. Lo Stato sta investendo, il Comune spieghi come impiega la Polizia Locale”
Il dibattito politico che si è sviluppato in questi giorni sulla sicurezza a Cremona rischia di trasformarsi nell’ennesimo rimpallo di responsabilità tra istituzioni. Come Organizzazione Sindacale della Polizia Locale riteniamo invece che sia necessario riportare il confronto su un piano di concretezza, perché la sicurezza dei cittadini non si costruisce con gli slogan, ma con scelte organizzative, investimenti e una chiara volontà politica.
È fuori discussione che le Forze di Polizia dello Stato operino da anni in condizioni di carenza di organico. Si tratta di una criticità che il SULPL denuncia da tempo e sulla quale è necessario continuare a investire, programmando nuove assunzioni e garantendo un ricambio generazionale stabile. Allo stesso tempo, però, è doveroso riconoscere che negli ultimi anni il Governo ha riavviato un percorso di rafforzamento degli organici dopo un lungo periodo caratterizzato dal blocco del turn over e da una progressiva riduzione del personale. La strada è ancora lunga, ma oggi esiste una programmazione che per molti anni era completamente assente.
Per questo motivo desideriamo esprimere il nostro apprezzamento al Questore di Cremona e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che quotidianamente garantiscono la sicurezza del territorio nonostante le note difficoltà di organico. I risultati conseguiti attraverso l’attività di controllo e la costante collaborazione tra le diverse Forze di Polizia dimostrano il grande impegno profuso dagli operatori dello Stato.
Ciò che invece sorprende è assistere al tentativo dell’Amministrazione comunale di attribuire esclusivamente allo Stato le criticità della sicurezza urbana, dimenticando che il Comune dispone di uno strumento fondamentale: la Polizia Locale.
La sicurezza urbana è anche una responsabilità dell’Amministrazione comunale. Non basta chiedere più uomini allo Stato se poi non si apre una riflessione seria su come vengono organizzati e impiegati gli operatori della Polizia Locale. Quanti agenti sono effettivamente destinati ai servizi esterni? Quante pattuglie presidiano quotidianamente i quartieri, il centro storico e le aree maggiormente interessate da fenomeni di degrado? Quali sono gli investimenti effettuati per incrementare realmente la presenza sul territorio?
Sono domande legittime alle quali i cittadini meritano risposte chiare.
La sicurezza è una scelta politica. Lo è quando si decide di assumere personale, di destinare risorse al Corpo, di organizzare i turni, di garantire servizi serali e festivi e di privilegiare il presidio del territorio rispetto ad altre attività. Non è sufficiente parlare di sicurezza o convocare assemblee pubbliche se poi manca una strategia concreta di valorizzazione della Polizia Locale.
Troppo spesso assistiamo a una comunicazione che enfatizza investimenti in tecnologie, telecamere e strumenti di controllo. Tutto questo è certamente utile, ma nessuna telecamera potrà mai sostituire la presenza di un agente sul territorio. Il vero deterrente resta la presenza visibile delle pattuglie, il rapporto diretto con i cittadini, la capacità di prevenire situazioni di degrado e intervenire tempestivamente quando necessario.
Come SULPL continueremo a sostenere che la Polizia Locale debba essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo, attraverso adeguati organici, formazione, mezzi e un’organizzazione del lavoro orientata al presidio del territorio. I nostri colleghi non possono diventare il capro espiatorio delle scelte politiche né essere utilizzati per alimentare polemiche istituzionali.
Al Sindaco di Cremona chiediamo meno propaganda e più trasparenza. Prima di indicare nello Stato l’unico responsabile delle criticità, renda pubblici i dati relativi all’organico della Polizia Locale, alle assunzioni effettuate, ai posti vacanti, ai servizi esterni realmente svolti e alle pattuglie impiegate quotidianamente nella sicurezza urbana.
Perché la sicurezza non si misura con gli slogan. Si misura con gli uomini e le donne presenti ogni giorno sulle strade, con una programmazione seria e con la capacità di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità amministrative.
Il SULPL continuerà a stare dalla parte dei lavoratori e dei cittadini, chiedendo investimenti per tutte le Forze di Polizia, statali e locali, ma respingendo con forza ogni tentativo di scaricare su altri responsabilità che appartengono anche alle amministrazioni comunali.
Il Dirigente regione Lombardia SULPL
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commenti
biagio
16 luglio 2026 07:54
FACCIAMO UN RIPASSO DI EDUCAZIONE CIVICA: CHI FA COSA SULLA SICUREZZA
Leggendo il dibattito di questi giorni e la nota del SULPL, credo sia utile un breve ripasso di educazione civica. La polemica politica, quando corre troppo, finisce per confondere ruoli e competenze che nel nostro ordinamento sono chiarissimi.
1. La Costituzione e la legge: la sicurezza è competenza dello Stato
L’Articolo 117 della Costituzione, comma 2, lettera h), stabilisce che ordine pubblico e sicurezza sono materia di competenza esclusiva dello Stato.
La Legge 121/1981 ribadisce che la pubblica sicurezza è garantita dalle Forze di Polizia dello Stato: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza.
La prevenzione e il contrasto alla criminalità sono dunque un dovere costituzionale dello Stato centrale, non dei Comuni.
2. I compiti reali della Polizia Locale
La Polizia Locale opera su un binario diverso, definito dalla Legge Quadro 65/1986:
polizia stradale;
polizia amministrativa e commerciale;
tutela del decoro urbano.
La Polizia Locale non ha competenze generali di ordine pubblico e può collaborare con le forze statali solo in via ausiliaria e sotto la direzione tecnica delle Autorità di Pubblica Sicurezza.
Attribuirle compiti che non ha è un errore giuridico, prima ancora che politico.
3. Chi fa cosa: una sintesi chiara
Prefetto: rappresenta il Governo, coordina le Forze dello Stato ed è l’Autorità provinciale di pubblica sicurezza.
Questore: dirige operativamente Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Sindaco: amministra il Comune (bilancio, servizi, strade). Non è eletto per fare lo “sceriffo”.
Sindacati di Polizia: tutelano gli operatori e sollecitano il Ministero su organici e mezzi.
Consiglieri di opposizione: controllano l’azione amministrativa del Comune, non quella dello Stato.
4. Bussare alla porta giusta
A Cremona il Prefetto sta coordinando in modo efficace il dispositivo interforze, come dimostrano i controlli congiunti di queste settimane.
In questo quadro, la richiesta del Sindaco al Ministero dell’Interno di adeguare gli organici non è un attacco allo Stato, ma una legittima richiesta istituzionale condivisa da tempo anche dai sindacati di Polizia.
Per questo risulta difficile comprendere perché alcuni continuino a bussare alla porta del Sindaco per questioni che sono, per legge, di competenza statale.
Se l’obiettivo è davvero migliorare la sicurezza, le porte a cui bussare sono quelle del Governo e dei Ministeri competenti.
5. La nota del SULPL
La sigla sindacale SULPL, nella nota pubblicata, critica il Comune sostenendo che non valorizzi abbastanza la Polizia Locale e che non investa a sufficienza su organici e organizzazione.
È un punto di vista legittimo, ma non può essere usato per confondere i piani:
la sicurezza urbana è certamente anche responsabilità del Comune;
ordine pubblico e sicurezza pubblica restano competenza esclusiva dello Stato.
Sono due livelli diversi, che non vanno mescolati.
Sarebbe interessante conoscere anche il pensiero delle altre organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, che a Cremona hanno sempre mantenuto un approccio serio e costruttivo sulle reali criticità degli organici, lontano da qualsiasi polemica strumentale.
6. Una riflessione neutra sul dibattito pubblico
In questo contesto, sarebbe utile che il dibattito pubblico restasse ancorato alle competenze reali dei diversi livelli istituzionali, evitando di attribuire responsabilità a chi, per legge, non le possiede.
Solo così si può affrontare il tema della sicurezza in modo serio e costruttivo.
In conclusione
Il Comune deve comunicare ai cittadini ciò che sta facendo con le proprie risorse, pur dentro i limiti noti degli enti locali.
Ma la sicurezza, quella vera, si costruisce con la leale collaborazione istituzionale: Prefetto, Questore, Forze dello Stato, Polizia Locale, Amministrazione comunale.
La sicurezza non è una bandierina elettorale: è un bene comune.
Biagio
Lant
16 luglio 2026 13:09
aldilà che lo scritto di Biagio è pieno zeppo di errori tecnici.. ma lui non e' del mestiere... anche se vuol fare il professore... ma il fatto vero è che ogni sera in città ci sono gravi episodi di violenza a cui l'amministrazione comunale non sa come porre un freno . E il sindacato sottolinea bene il tema. La polizia locale è organizzata malissimo. Questo è il tema. Talmente male e in maniera ideologica che non riescono a fare due presidi fissi notturni nei punti nevralgici della città per permettere a carabinieri, polizia e guardia di finanza di agire nei contesti periferici che sono altrettanto a rischio. Biagio ? un consiglio. a volte meglio tacere o andare a studiare e non fare il professore quando si capisce poco di questi argomenti.
Costantino
18 luglio 2026 04:15
.....concordo pienamente con quanto scritto dal signor Lant..... d'altronde, come si dice in questi casi, "se il badile non funziona è colpa del manico" ed il nostro manico si chiama Canale.
Per quanto riguarda "il professore" concordo sul fatto che "un bel tacer non fu mai scritto"....