Spariscono le boutique arrivano i negozi etnici: l'ultimo ha aperto oggi sotto i portici di piazza Roma al posto del negozio di scarpe "il nodo", a dieci metri dall'altro nell'ex boutique Bettina
Cambia rapidamente il volto del commercio in centro città. Sotto il Torrazzo scompaiono le boutique e aprono negozi etcnici. L'ultimo questo pomeriggio alle 16: nella centralissima piazza Roma, sotto i portici del palazzo Carulli ha aperto infatti l'ennesimo minimarket etnico, a dieci metri da quello che aveva aperto tempo fa nell'ampio negozio della boutique di Bettina. Adesso è l'ex negozio di scarpe "Il nodo" ad essere sostituito dal "B&B minimarket food and beverage Italy-Asia-Africa". più avanti di qualche metro c'è appunto "Amici minimarket Italian Asian & African Foods". Dunque finito il tempo delle boutique di richiamo (scarpe e borsette-valigie, foulard e altro) ecco il nuovo volto del commercio in centro. La scorsa settimana aveva aperto la macelleria islamica Halal, sempre in centro storico, tra corso Mazzini e via Mercatello nelle 4 vetrine dell'ex Kammi (anche in questo caso un ex negozio di scarpe).
Ecco i due minimarket etcnici: quello nuovo aperto oggi al posto del negoziop di scarpe "Il nodo" e l'altro che da qualche tempo ha preso il posto della boutique Bettina
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commenti
Gianluca
25 dicembre 2025 19:08
Saran contenti quelli che abitano lì sopra.
Maurizio
25 dicembre 2025 19:44
Sono indignato,essendo ITALIANO dare licenze dopo aver visto cosa succede con questi stranieri che non si integrano nella mia città,io mi sento ospite purtroppo.
Marika
25 dicembre 2025 20:33
Cerca di abituarti. E anche in fretta. Il mondo è cambiato e da un pezzo.
Art. 3 dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche ecc. ecc.
Ci sono coloro che lavorano e altri che guardano...
Sul Corriere di oggi:
Zafar, l'ex tassista pakistano che con i suoi market fattura 8 milioni all'anno. «Non ho dipendenti italiani, non si fidano di un immigrato».
Da italiano puoi chiederti dove sono e cosa stanno facendo i cremonesi per il "loro" centro. C'è chi chiude e... chi apre.
Cremonese sarai sempre più ospite!
Antonio Sivalli
26 dicembre 2025 18:23
I cremonesi cosa fanno per il loro centro? Citofona al Sindaco
Chicca
25 dicembre 2025 23:37
Maurizio condivido il suo commento! Tra un po saremo noi gli stranieri! Assurdo!
Lev
25 dicembre 2025 19:51
Aldilà dell' approvazione o meno dei "negozi etnici" non si può fare di tutta l'erba un fascio: la macelleria halal appena aperta è un fior di negozio: molto elegante, servizio inappuntabile e una bella esposizione di alimentari: niente a che fare con i negozietti etnici che sono la versione glocal delle vecchie mercerie: prodotti scadenti di ogni tipo misti a pile a Scottex e a cellulari a basso costo: a Cremona come a Milano come a Calcutta come a Lagos (ma non certo a Singapore o a Dubai). Sarebbe ora di smetterla con queste stupide generalizzazioni
Lauri
25 dicembre 2025 20:28
Era da prevedere ,la globalizzazione ci ha portato a questo,i Cremonesi vanno nei centri commerciali e negli outlet x essere alla moda ,pochi si preoccupano della economia dei Cremona ,e gli extracomunitari sono molti e cercano i loro articoli,semplice
Laura
25 dicembre 2025 20:49
A Milano c'è chi fa due ore in coda al freddo per un sacchetto di cibo da Pane quotidiano per Natale visto che non arriva a fine mese. E poi c'è chi dipinge ancora i panettoni di rosa e ogni settimana fa parlare di sè. Abituatevi al mondo che è cambiato. È ciò che hai o non hai fa la vera differenza: o fai la fila da OSF o la fai da Borghese. Dunque è finito il tempo delle boutique di richiamo a Cremona: chi non ha difficoltà economiche va in Brera, chi le ha si ferma a Cremona al minimarket food and beverage. Sempre centro è. Ognuno ha il suo. O no?
Mirko
25 dicembre 2025 22:54
Sarà forse che le boutique sono state rimpiazzate da Amazon, Zalando, Assos, Vinted e decine di altri siti e app? Ops è una cosa che non si può scrivere, è molto più facile lagnarsi che ad aprire sia uno straniero (specificatamente arabo o africano o asiatico, se fosse stato tedesco, australiano, canadese o svedese non ci sarebbe stato un "articolo" di questo tenore) e non un cremonese o un italiano. È il classico atteggiamento piccolo borghese di chi è intorpidito da una vita in cui deve difendere i suoi piccoli privilegi che nella maggior parte dei casi non ha conquistato, ma si è ritrovato in tasca, nevrotico perché non sa come fare per raggiungere i modelli che gli vengono indicati: i miliardari alla Bezos (toh) o Musk o Zuckerberg, i calciatori, i personaggi tv, le modelle, i cantanti e compagnia cantando. E allora cosa fa? Frigna che un pakistano ha aperto un negozio in centro al posto di un negozio di scarpe dove, il suddetto piccolo borghese, non hai mai comprato nemmeno delle stringhe.
Manuel
26 dicembre 2025 10:57
D’accordissimo!
C’è una stucchevole pletora di persone che è stata travolta dagli eventi storici, non sa il perché e non riesce a districarsi.
Qualunquisti, menefreghisti, piccolo borghesi (lo sono anch’io), etc., che magari per anni hanno votato Berlusconi e si sono ritrovati in un mondo cambiato, stravolto, senza capire il perché.
Berlusconi è stato uno dei protagonisti, almeno per l’Italia, di tale enorme trasformazione e dal suo punto di vista aveva senso, come aveva coerenza: del resto si è sempre definito liberale e sì-global.
Ora passi che un paese serio si attivi decentemente per organizzare la pubblica sicurezza, ma che si proibisca ad un non cremonese di aprire un’attività in città poiché senza pedegree, mi sembra davvero troppo.
Che poi costoro debbano pagare le tasse, seguire norme igienico-sanitarie e quant’altro, non ci piove, ma il cremonese che intasca l’affitto se ne frega della provenienza, della razza.
Tutti questi che si scandalizzano, vigliacco se si fanno avanti ad aprire un negozio, a fare impresa.
Gianfranco
26 dicembre 2025 13:12
Al netto del berlusconismo (si possono portare esempi migliori) condivido il pensiero. Il principio del" cosa posso fare IO per migliorare la situazione o cosa posso fare IO per gli altri" è sempre un qualcosa da ribadire più e più volte Prima Di Criticare. Buone Feste a tutti Noi Cremonesi
Paolo
26 dicembre 2025 05:37
Ed ecco a Voi la nuova casbah.
Sara' contento il sindaco, dal suo insediamento ne sono stati aperti una decina.
Luoghi misteriosi fuori controllo.
Non ho parole.....
PaM
26 dicembre 2025 05:55
Cremona é proprio brutta, sono tornata dopo alcuni anni vissuti in altra città... é rimasta solo piazza duomo e due vie limitrofe a rendere il centro storico gradevole.
Manuel
26 dicembre 2025 10:21
Se è lecito: in che città hai vissuto?
Sei ritornata per necessità?
Altrimenti c’è da chiedersi perché sei ritornata.
Se così bella e organizzata, potrei farci un pensierino anch’io.
Alessandra
26 dicembre 2025 06:57
Il problema è la differenza di tasse tra un italiano e gli stranieri e non dite che non è vero
Mirko
26 dicembre 2025 17:55
Nessuno può contraddire una frase così, non portando né esempi né argomenti la sua valenza è già nulla, è solo propaganda salviniana o giù di lì, ci crede solo chi ci vuole credere
Alessandra
26 dicembre 2025 06:58
Il problema è la differenza di tasse tra un italiano e gli stranieri e non dite che non è vero
Chicca
26 dicembre 2025 09:52
Alessandra sono d'accordo con Lei ! E veramente che non si dica l'incontrario!
Daniro
26 dicembre 2025 09:26
Ci si lamenta che i negozi chiudono e che la citta' muore e quando una nuova attivita' commerciale riapre vetrine spente da mesi non va bene perche' lesiva di un presunto continuum merceologico o magari antropologico. Siamo in un sistema di mercato e se al proprietario di un fondo commerciale si propone un nuovo affitto questo non si tira indietro. Dovremmo ormai essere abituati a questo pot-pourri commerciale che alterna alimentare e non alimentare e che ha diversificato le vetrine del centro: nello stesso comparto e nella stessa via si trova il liutaio, lo sportello bancario, l'assicuratore, la parrucchiera, il libraio, il bar, l'abbigliamento, l'alimentare, luce e gas, l'outlet, l'elettronica e l'orribile neon con la scritta open. I negozi storici cremonesi cosi' ammirati anche dai turisti sono una piccola minoranza e il resto cambia piu' frequentemente arredi e vetrine perche' conformati alle leggi del marketing globalizzato. Succede da anni che nuove attivita' si sostituiscono a un negozio tradizionale che ha cessato l'attivita' dopo decenni di onorato servizio e sappiamo che quella attivita' non tornera' mai piu' almeno nella forma tradizionale e con lei quel particolare tipo di ambientazione che che il nuovo arrivato spesso manda al macero.
Francesco Spisani
26 dicembre 2025 13:16
La boutique, che presuppone una certa capacità di spesa, sostituita dal minimarket a basso costo, chi che ne sia il titolare, significa una sola cosa: la città si è impoverita. Questi sono negozi per chi non può spendere (e mi ci metto anch'io).
Stipendi fermi da 30 anni, e lo dice Confindustria, non il sindacato: cosa ci si aspettava?
gabriele
26 dicembre 2025 14:30
Siamo sicuri che il Comune di Cremona visto che concede i permessi a tutti, gli stranieri pagheranno le tasse comunali? Mi auguro di si.
Mirko
27 dicembre 2025 11:16
I millenni passano ma il servilismo nei confronti dei potenti e il disprezzo nei confronti del diverso non lascia l'animo umano. Si leggono diffamazioni senza nessuna base verso uno straniero che apre un negozio e si tace di fronte all'arroganza delle grandi aziende che si rifiutano di pagare la normale, nel senso di attuale, tassazione in Italia, ovvero pagandone una parte minima rispetto ai loro guadagni e rispetto alla maggior parte delle partire Iva. Fingendo oltretutto di ignorare che la devastazione del piccolo commercio al dettaglio è anche causa loro. Che commenti untosi e squallidi, che pavide figure si aggirano tronfie per il web spargendo una propaganda tanto ridicola quanto efficace nell'attecchire nelle menti deboli
Emma
28 dicembre 2025 05:13
Se è a conoscenza dell'arroganza delle grandi aziende che si rifiutano di pagare la normale tassazione rispetto ai loro guadagni...fuori i nomi e denunci! Cremona è sempre stata una città di mode e passaggi. Negli anni passati lo si riscontrava soprattutto in alcune attività (bar ad esempio) aprivano erano sempre stracolmi di gente e poi improvvisamente vuoti. Oggi è il momento dei molti parrucchieri, vuoti delle frutteria, vuote e di innumerevoli piccoli supermercati, vuoti pure loro. Vuoti perché sono troppi per una città come Cremona. Ripeto, oggi è il loro tentativo di avviare queste attività che si spegneranno nel tempo come i negozi storici o meno di Cremona (anche molti di loro hanno già chiuso) perché questa è la vita altalenante delle attività della città di cremona che può aver osservato solo chi a Cremona ci è nato. Con buona pace per tutti...stranieri e Cremonesi.
Mirko
28 dicembre 2025 10:06
Vuole i nomi? Amazon, Meta (Facebook e Instagram), Google, X ex Twitter per citarne alcuni. Il problema della tassazione ridicola è noto ed è stato oggetto di dibattito politico (finto, perché nessuno ne il governo attuale, né i precedenti, ne le opposizioni vogliono cambiare qualcosa in merito è evidente), ed è un fatto oggettivo, non un pregiudizio o una impressione personale senza riscontri pratici. Qui non posso metterle link ma le basterà cercare "tassazione big tech" su un motore di ricerca e troverà, se le interessa, ma non credo, molte notizie interessanti, cito per semplicità testualmente dall'AI di Google: "...spesso pagano aliquote effettive molto più basse (es. <1%) sfruttando giurisdizioni a bassa tassazione, anche se registrano alti ricavi in paesi come l'Italia...". Non ho bisogno di denunciare perché è già stato fatto, ma la maggior parte della gente ha fatto spallucce e preferisce prendersela coi negozi etnici insinuando che gli venga concessa una tassazione "ad personam", la faccenda è tanto grottesca quanto triste
Emma
30 dicembre 2025 08:22
Tranquillo😃io stavo parlando della città di Cremona dove le assicuro grandi aziende importanti...ce ne sono! Mi pare che l'argomento fosse questo, poi i nomi fatti da lei li conoscono tutti nessuno ha bisogno di lezioncine. Restiamo sulla città di Cremona perché è questo che stavamo commentando.
marco
27 dicembre 2025 07:28
Una parte di Cremona si lamenta delle vetrine vuote.
Quando vengono riempite ecco la polemica su che attività commerciale ha aperto.
Idem per la macelleria islamica in via Mercatello che tra l'altro non è il solito bazar ma richiama le gastronomie esistenti.
Perché non obbiettare per i negozi e supermercati romeni, i ristoranti asiatici o messicani, i negozi di estetica e parrucchieri oppure i bazar cinesi che quasi tutti frequentano?
Creano lavoro e tolgono dall'emarginazione, soddisfano le esigenze alimentari di chi intende mantenere le usanze alimentari del proprio paese e questo è importante.
Due attività così vicine non potranno convivere a lungo e prima o poi uno chiuderà.
Poi ben vengano i controlli per la sicurezza e la vendita di alcoolici.
Paola
27 dicembre 2025 08:13
Dal gracidare delle rane si può misurare la profondità dello stagno. E Cremona è diventata una grande palude. L'immobilità la distingue, chi può va via (per lavoro, studio o shopping) chi resta sta a guardare e fa gli ape e soprattutto non crede più nel salotto sotto al Turàs.
La città ha bisogno di una scossa ma gli unici che aprono sono parrucchieri, vivandisti, macchinette 0/24. Commercio povero... città depressa. Sindaco felice. L'unico... insieme alla Giunta.
marco
27 dicembre 2025 09:20
Si candidi alla prossima tornata per eleggere il sindaco e vedremo cosa riuscirà a realizzare oltre a lamentarsi.
Mi viene guarda ridere
Luca
29 dicembre 2025 12:00
Piuttosto che vedere che la rotta intrapresa è sbagliata, si preferisce andare a sbattere contro il muro. E poi? Felici tutti? Per poi dire avevo ragione io o avevi torto tu?
Per come la vedo io, dopo "e poi?" ci sarà solo la legge della giungla.
Una città può crescere assieme con beneficio per tutti e se non cresce assieme, sprofonda. Tutto qui.