Spazio Comune, ciclo di incontri promossi dal gruppo consiliare Lega Lombarda Salvini. Tematiche pedagogiche e giovanili al centro
Per il secondo anno consecutivo il gruppo consiliare Lega Lombarda Salvini promuove a Spazio Comune un ciclo di iniziative rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di favorire partecipazione e riflessioni sulle tematiche di natura pedagogica e giovanile.
"Questa seconda edizione nasce dall'esperienza molto positivo dell'anno passato e dalla volontà di consolidare uno spazio di confronto e supporto per tutta la comunità — dichiarano Jane Alquati, consigliere comunale e Diego Tarozzi, commissario cittadino—. Vogliamo proseguire con un punto di riferimento aperto, inclusivo e operativo per la cittadinanza"
Carlo Ferrari di Lega Giovani Cremona che modererà l’incontro “Per prima cosa ringrazio per la possibilità di essere qui e per aver l’opportunità di partecipare ad un confronto che tocca temtiche decisamente attuali che ci coinvolgono. Direi che vista la confusione che, a mio parere, regna sovrana in questo campo, è una grande occasione quella che ci è offerta di confrontarci con esperti del settore, che potrebbero offrirci riflessioni importanti".
- Venerdì 23 gennaio ore 18 incontro con Assessore Regionale Guido Guidesi
“INIZIATIVE DI REGIONE LOMBARDIA PER LO SVILUPPO ECONOMICO” (L’assessore regionale allo Svilippo economico illustrerà le opportunità offerte dalla ZLS e le altre iniziative di Regione Lombardia per lo sviluppo economico). SALA CONSULTA
- Gioved' 19 febbraio ore 18.30 Angela Biscaldi professoressa di Antropologia Culturale
“GIOVANI E PAURA DEL FALLIMENTO.UNA LETTURA ANTROPOLOGICA” - SPAZIO COMUNE
Il concetto di fallimento è oggi di grande interesse in quanto su di esso convergono elementi non detti, impliciti, ma di importanza cruciale nel processo formativo ed educativo degli studenti e delle studentesse.
Queste generazioni, infatti, si trovano a gestire - in un modo che sembra abbia acquisito un peso decisamente superiore rispetto a quello delle generazioni precedenti - una serie di elementi complessi:
- Il timore di non essere all’altezza delle aspettative familiari e sociali
- Le pressioni e le ambizioni della famiglie sulla performance scolastica
- La preoccupazione di sbagliare, così come di non essere in grado di scegliere il percorso universitario o lavorativo giusto o di non riuscire a portarlo a termine
- Le rappresentazioni culturali circolanti su mass e social media riguardo al successo e all’insuccesso
L’incontro propone una riflessione sul rapporto tra adolescenti e paura del fallimento a partire da una ricerca svolta nell’anno scolastico 24/25, in cinque scuole superiori lombarde (Liceo Benedetto Cairoli di Vigevano, Liceo Bertocchi di Lecco, Liceo Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni, Liceo Anguissola e I.I.S. Vacchelli-Ghisleri di Cremona).
La ricerca ha coinvolto 450 studenti e le loro famiglie indagando sia le rappresentazione culturali del successo e del fallimento diffuse tra i giovani che le risorse di cui dispongono per farvi fronte.
- Giovedì 26 marzo ore 18.00 Tiziana Tirelli Pedagogista e Psicomotricista
“ACCOMPAGNARE, NUTRIRE E PROMUOVERE L’AUTONOMIA NELL’ETA’ 0 -6 ANNI” - SPAZIO COMUNE
I primi sei anni di vita rappresentano una fase centrale dello sviluppo, definita “età dell’oro”, in cui si pongono le basi del benessere emotivo, corporeo e relazionale del bambino. L’incontro nasce come uno spazio accogliente di riflessione e confronto, rivolto a genitori, famiglie ed educatori, per soffermarsi sui bisogni dei bambini tra 0 e 6 anni. Durante l’incontro si porrà il focus sui bisogni evolutivi e di come cambino tra la fascia 0–3 anni e quella 3–6 anni, mettendo in luce il valore della figura di attaccamento, sicurezza emotiva, delle routine quotidiane e dell’esperienza corporea. In continuità con il pensiero di Montessori e Pikler, verrà richiamata l’importanza di relazioni stabili e affidabili, capaci di sostenere un attaccamento sicuro e di favorire un’esplorazione serena del mondo. Si parlerà di come, anche nella fascia 3–6 anni, l’apprendimento passi ancora dal corpo, dal gioco e dalla relazione, riprendendo lo sguardo di Malaguzzi sul bambino competente e sul ruolo dello spazio come terzo educatore, capace di sostenere autonomia, curiosità e benessere. Il movimento e il gioco corporeo, letti attraverso un approccio psicomotorio ispirato ad Aucouturier, Le Boulch, Franco Boscaini e Alberto Zatti, verranno considerati come luoghi privilegiati di espressione, regolazione emotiva e integrazione tra corpo e pensiero. Un’attenzione particolare sarà dedicata al fondamentale ruolo degli adulti. Si condividerà come genitori ed educatori siano le piu’ grandi risorse e di come possano essere co-regolatori emotivi, veri differenziali di sviluppo, come sottolineato da Daniela Lucangeli, e come una guida educativa ferma e presente – (Daniele Novara) – possa offrire ai bambini sicurezza e orientamento. In questa prospettiva si accennerà anche alla zona di sviluppo prossimale, come spazio in cui l’adulto accompagna senza sostituirsi. Durante l’incontro verranno inoltre citati alcuni campanelli da attenzionare nello sviluppo e possibili strategie educative, intese come orientamenti flessibili e sostenibili, nel rispetto dell’unicità di ogni bambino e di ogni famiglia. Particolare attenzione sarà data anche ai bisogni dei genitori, in un’ottica di accompagnamento ecologico, che riconosce la complessità della vita quotidiana e valorizza le risorse già presenti. Un breve riferimento sarà dedicato al sistema integrato di educazione e istruzione 0–6 anni (D.Lgs. 65/2017), che ha ulteriormente rafforzato il riconoscimento dell’importanza di questa fascia d’età e della qualità educativa, così come ha validato l’importanza della formazione ed aggiornamento di figure dedicate abilitando e specializzando un percorso universitario specifico per gli educatori della fascia 0-3.
- Giovedì 16 aprile ore 18.00 Anna Bandera Psicoterapeuta
“STRESS SCOLASTICO E PRESSIONE DA PERFORMANCE IN ADOLESCENZA: GESTIONE DELLE ASPETTATIVE E BURNOUT” - SPAZIO COMUNE
Sempre più ragazzi raccontano di vivere la scuola e i contesti esterni come una fonte costante di stress, dove il valore personale sembra misurato esclusivamente attraverso voti, risultati e confronti continui. La pressione da performance, spesso alimentata da aspettative elevate e poco realistiche, incide profondamente sull’equilibrio psicologico degli adolescenti. Dal punto di vista clinico-psicologico, lo stress scolastico e di vita prolungato può compromettere la motivazione allo studio, la concentrazione, il benessere emotivo e la Socializzazione. Molti ragazzi descrivono una sensazione di affaticamento mentale, paura di deludere e un costante rimuginio.
Quando l’impegno non è più sostenibile e le richieste superano le risorse individuali, può svilupparsi il burnout scolastico e/o un generale ritiro dai compiti evolutivi Tipici di questa età. Questa condizione si manifesta con esaurimento emotivo, distacco dallo studio, perdita di interesse in generale e riduzione dell’autostima. Non si tratta di mancanza di volontà, ma di un segnale di sofferenza che richiede ascolto e intervento.
Famiglie e insegnanti svolgono un ruolo fondamentale nel riconoscere i segnali precoci di disagio e nel favorire una narrazione del successo che includa anche l’errore, il tempo di apprendimento e il benessere psicologico. Promuovere competenze emotive, gestione dello stress e aspettative realistiche significa sostenere lo sviluppo armonico dei ragazzi.
Inoltre L’ansia da performance negli adolescenti rappresenta una risposta emotiva complessa che emerge quando il valore personale viene percepito come dipendente dal risultato ottenuto. In questa fase evolutiva, caratterizzata dalla costruzione dell’identità e dal bisogno di riconoscimento, la prestazione diventa spesso un indicatore centrale di autostima. Quando l’errore o il fallimento vengono vissuti come minacce al Sé, l’ansia tende a intensificarsi e a cronicizzarsi.
Dal punto di vista cognitivo, l’ansia da performance è sostenuta da schemi disfunzionali quali il perfezionismo, il pensiero dicotomico (successo/fallimento) e la catastrofizzazione delle conseguenze negative. L’adolescente può sviluppare una costante iperfocalizzazione sul giudizio esterno, con un aumento dell’automonitoraggio e una riduzione della spontaneità. Questo processo cognitivo-emotivo compromette la capacità di tollerare l’incertezza e limita l’esperienza di apprendimento come spazio di crescita.
A livello emotivo, l’esposizione continua a richieste prestazionali elevate può generare vissuti di inadeguatezza, vergogna e paura del fallimento. Quando tali emozioni non trovano adeguati spazi di mentalizzazione e contenimento, possono tradursi in sintomi internalizzanti, come ansia generalizzata, umore depresso e ritiro sociale. In alcuni casi, l’ansia da performance diventa un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi d’ansia o per una compromissione più ampia del benessere psicologico.
Sul piano comportamentale, l’adolescente può oscillare tra iperimpegno e evitamento. Da un lato, il sovrainvestimento nella prestazione può portare a esaurimento emotivo e somatico; dall’altro, l’evitamento delle situazioni valutative diventa una strategia di regolazione disfunzionale dell’ansia, rinforzando il senso di incapacità e riducendo le opportunità di confronto con esperienze correttive.
Infine, l’impatto dell’ansia da performance sulla salute mentale va letto anche in relazione al contesto relazionale e culturale. Ambienti familiari e scolastici orientati esclusivamente al risultato, piuttosto che al processo, possono amplificare la percezione di pressione e condizionare lo sviluppo di un Sé fragile e dipendente dall’approvazione. Al contrario, contesti che promuovono l’errore come parte integrante dell’apprendimento favoriscono la resilienza, l’autoefficacia e una regolazione emotiva più adattiva.
In sintesi, l’ansia da performance negli adolescenti non incide solo sul rendimento, ma sul modo in cui il soggetto costruisce il proprio valore personale, influenzando in profondità l’equilibrio emotivo e la salute mentale complessiva.
Prendersi cura della salute psicologica degli adolescenti non è un ostacolo alla loro performance, ma una condizione essenziale per una crescita autentica, duratura e umana.
- Giovedì 4 maggio ore 18.00 Paola Cattenati Responsabile Equipe Criaf
“50.000 VOLTE IN ASCOLTO: COME STANNO I GIOVANI D’OGGI” : Esiti di una ricerca condotta all’interno di spazi di ascolto nelle scuole (2000-2025) - SPAZIO COMUNE
In occasione del venticinquesimo anniversario, il Centro Criaf ha realizzato una ricerca-azione finalizzata a descrivere l’evoluzione dei bisogni emersi negli sportelli di ascolto tra il 2000 e il 2025 in continuità, nel corso dei quali sono stati incontrati oltre 50.000 beneficiari: studenti, genitori e insegnanti. La significativa mole di dati raccolti nel corso degli anni permette, a partire dalla fotografia delle richieste principali raccolte dagli studenti nel corso dell’ultimo anno scolastico concluso (2024-2025), di aprire una riflessione sui principali cambiamenti sociali e di analizzare i bisogni e le principali difficoltà incontrate dagli studenti e da genitori e docenti nel tempo (25 anni). La ricerca si basa sui dati raccolti all’interno degli sportelli psicopedagogici rivolti alle scuole secondarie, di primo e di secondo grado. I risultati sono relativi a un campione di 50.419 beneficiari raggiunti nel corso dei 25 anni.
L’analisi ha evidenziato una trasformazione progressiva delle richieste in relazione ai cambiamenti sociali, culturali e relazionali che hanno interessato il contesto scolastico e familiare. Nella fase iniziale le domande erano prevalentemente riferite a difficoltà scolastiche e disagio emotivo. Nel tempo si è assistito a un ampliamento delle aree di intervento, con un incremento delle richieste legate al sostegno delle dinamiche gruppo-classe, all’emergere di problematiche adolescenziali complesse, fino a tematiche emergenti e attuali quali il fenomeno del bullismo, del cyberbullismo e di agiti sempre più violenti, e l’uso dei social media e delle nuove tecnologie. Tra le aree tematiche approfondite nel presente studio e correlate ai cambiamenti di contesto, si annoverano:
- l’ evoluzione delle fragilità relazionali;
- l’amplificarsi dei fenomeni del bullismo, cyberbullismo, e le criticità che i giovani riscontrano nelle prime relazioni sentimentali;
- l’aumento della violenza agita;
- il malessere personale;
- il ruolo della tecnologia e le conseguenze a livello di costruzione dell’identità personale, delle relazioni sociali e relative alle problematiche di malessere connesse;
- i cambiamenti nella mente e nelle modalità di apprendere;
- l’evoluzione delle criticità familiari;
- la richiesta crescente da parte dei docenti e genitori di essere accompagnati nella comprensione e nella gestione delle dinamiche relazionali e comportamentali dei ragazzi.
Lo sportello psicopedagogico è stato istituito nei primi anni 2000 come risposta a un bisogno crescente di prevenzione del disagio scolastico e promozione del benessere psico–relazionale degli studenti, attraverso una presa in carico globale, attuata in stretta sinergia con docenti e famiglie e in costante raccordo con i servizi territoriali.
I primi anni di attività hanno avuto funzione pioneristica, durante la quale sono state definite procedure e metodologie che hanno condotto alla strutturazione di un modello di intervento sistematico e replicabile. Tale modello è stato successivamente riconosciuto come buona prassi da autorevoli istituzioni, quali:
- l’ Osservatorio Regionale sul Bullismo;
- la Commissione Disagio Adolescenti e bullismo, Ministero della Pubblica Istruzione
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