L’obiettivo è costruire un’edizione solida, curata nei dettagli e all’altezza della tradizione che rappresentiamo”: Massimo Ghezzi racconta la rinascita della Maratonina
Dopo ventiquattro edizioni che hanno segnato la storia sportiva cittadina, la Maratonina di Cremona si prepara a voltare pagina. Non si tratta soltanto di un cambio organizzativo, ma dell’avvio di un percorso nuovo, costruito su basi solide e su una visione che guarda avanti senza dimenticare il passato. La data da cerchiare sul calendario è il prossimo 20 settembre 2026, quanto allo sparo dello start, prenderà ufficialmente il via il nuovo corso della manifestazione. A raccontarlo è Massimo Ghezzi, presidente del nuovo comitato organizzatore, che ripercorre motivazioni, responsabilità e prospettive di una sfida che coinvolge l’intera comunità:”La scintilla è stata la consapevolezza che non stavamo parlando di una manifestazione “di proprietà” di qualcuno, ma di un patrimonio della città. Le persone a me più vicine, sapendo che con il mio team ero stato parte dell’organizzazione, mi parlavano con sincero sconforto. Ho percepito chiaramente quanto la Maratonina fosse sentita. Per atleti, volontari, istituzioni e società podistiche non poteva semplicemente fermarsi. Doveva continuare. Da lì è nata la convinzione che fosse nostro dovere rimetterci in gioco e costruire una nuova ripartenza.”
Quale eredità raccogliete dalle 24 edizioni precedenti in termini di valori e responsabilità? E che risposta avete percepito dalla città – dall’Amministrazione ai gruppi podistici, fino ai cittadini – in questo delicato momento di passaggio?
“Raccogliamo un’eredità importante, fatta di credibilità, qualità organizzativa e soprattutto di valori. In 24 edizioni la Maratonina ha costruito un’identità solida, basata sul volontariato, sulla collaborazione tra società e su un forte legame con il territorio. Questo per noi rappresenta una grande responsabilità: non possiamo limitarci a riproporre un evento, dobbiamo tutelarne lo spirito e, se possibile, rafforzarlo. In questo momento di passaggio abbiamo percepito una risposta molto positiva da parte della città. L’Amministrazione si è dimostrata disponibile al dialogo, i gruppi podistici hanno manifestato volontà di collaborazione e tanti cittadini ci hanno fatto sentire il loro sostegno. È stato un segnale importante: la Maratonina è davvero un patrimonio condiviso e questa consapevolezza ci dà ancora più motivazione per lavorare bene.”
La data del 20 settembre 2026 segnerà il debutto ufficiale del nuovo corso. Quali sono i primi obiettivi che vi siete prefissati e quale sarà la sfida logistica o organizzativa più complessa da superare?
“Il primo obiettivo è costruire un’edizione solida, curata nei dettagli e all’altezza della tradizione che rappresentiamo. Vogliamo garantire standard organizzativi elevati, sicurezza lungo tutto il percorso e un’accoglienza capace di far sentire ogni atleta protagonista, dal top runner all’amatore. Ripartire significa, prima di tutto, dare fiducia e affidabilità. La sfida più complessa sarà quella logistica: coordinare un evento che coinvolge migliaia di persone richiede un lavoro capillare su viabilità, sicurezza, volontari, servizi e comunicazione. Inoltre, ripensare alcuni aspetti organizzativi in una fase di rilancio implica uno sforzo ancora maggiore. Ma abbiamo una squadra compatta e una rete di collaborazioni che ci permettono di affrontare questa sfida con determinazione e realismo.”
Tra le indiscrezioni circolate si è accennato a una possibile gara non competitiva di 10 km, formula che in passato ha riscosso grande successo. C’è la reale possibilità di vederla inserita stabilmente nel programma?
“La 10 chilometri non competitiva è una formula che in passato ha dimostrato di funzionare molto bene, perché amplia la partecipazione e rende l’evento ancora più inclusivo. È uno strumento importante per avvicinare alla corsa chi magari non si sente pronto per la mezza maratona, ma vuole comunque vivere l’atmosfera della manifestazione. Stiamo valutando con attenzione questa possibilità, perché il nostro obiettivo è costruire un programma capace di coinvolgere un pubblico il più ampio possibile, senza perdere qualità organizzativa. Se riusciremo a garantire gli standard che ci siamo prefissati, la 10 km potrebbe diventare un elemento stabile del nuovo corso. Presto daremo appuntamento alla città per una conferenza stampa dedicata a presentare tutte le novità e il programma completo dell’edizione 2026: sarà il momento in cui sveleremo i dettagli e racconteremo la Maratonina come non l’avete mai vista.”
La novità più attesa dai runner è senza dubbio il percorso. Cosa vi ha spinto a modificarne il tracciato e quali caratteristiche dovrà avere per esaltare le bellezze di Cremona?
“Abbiamo deciso di rivedere il percorso per valorizzare al meglio le bellezze di Cremona, dal centro storico al lungofiume. Vogliamo un tracciato sicuro e scorrevole, tecnico per i runner, ma capace di emozionare chi corre e chi assiste lungo le strade della città.”
Sei stato parte del comitato organizzatore sin dalla prima edizione, seguendone ogni fase e trasformazione. È stato più difficile congedarsi dal passato o trovare l’energia per ripartire?
“Innanzitutto va riconosciuto al Cremona Runners e a tutti i volontari il merito di aver portato la Maratonina a Cremona. Grazie al loro impegno è stato possibile, negli anni, sostenere concretamente molte associazioni del territorio attraverso importanti iniziative benefiche. Detto questo, congedarmi non è stato difficile, perché non ero assolutamente d’accordo sulle modalità che hanno portato all’annullamento: esistevano tutte le condizioni per continuare, anche attraverso un rimpasto interno del gruppo organizzatore. Quando si organizza un evento di tale rilevanza, bisogna essere consapevoli che esso diventa un patrimonio della città. Questo comporta responsabilità nella gestione e grande attenzione nel momento in cui si decide di interromperlo, soprattutto in assenza di motivazioni oggettive e pienamente condivise. Per dovere di chiarezza, la decisione di organizzare una 10 km è arrivata solo successivamente. Ribadisco che, se si ritiene di non avere più le energie per organizzare una mezza maratona, difficilmente le si può avere per una 10 km: pur con proporzioni diverse.”
Quali sono le fondamenta, intese come responsabilità e valori, su cui poggiate il vostro progetto?
“L’impegno organizzativo richiede comunque struttura, responsabilità e dedizione. Le energie e le motivazioni per guardare avanti sono nate dal confronto con altre società sportive, dalle persone incontrate lungo questo percorso e dal dialogo costruttivo con l’Amministrazione. Perché una manifestazione di questo livello non è solo una gara: è identità, partecipazione, opportunità per il territorio. E quando qualcosa diventa patrimonio della città non lo si archivia per stanchezza, ma lo si rilancia con responsabilità, visione e coraggio. Io continuo a credere che Cremona meriti una Maratonina all’altezza della sua storia e della sua comunità.”
Dal 2005 sei alla guida dello Stradivari Triathlon Team, con 25 edizioni del Triathlon Sprint e l’eccellenza della tappa italiana dell’ITU European Cup. Con un bagaglio professionale così importante, con quale spirito ed emozione ti approcci a questa nuova sfida nel mondo del podismo puro?
“Indipendentemente dalla disciplina che si organizza, il metodo è sempre lo stesso. Ho sempre avuto la fortuna di lavorare con collaboratori che hanno messo competenza, dedizione e sacrificio per far sì che tutto andasse per il meglio. Incrociamo le dita, perché ogni evento è a sé e il rischio di sbagliare è sempre molto alto, ma è anche questa la sfida che rende tutto stimolante ed emozionante.”
L’organizzazione di un evento così partecipato richiede equilibrio tra sport e sicurezza. Come intendete coinvolgere la cittadinanza affinché la Maratonina torni a essere percepita come una festa di tutti?
“La Maratonina non sarà solo una gara, ma una festa per tutta Cremona: sport, socialità e condivisione. Tante novità stanno arrivando… ma non posso svelare tutto adesso. Prepariamoci a emozionarci!”
In un’epoca in cui molti eventi storici faticano a sopravvivere, Cremona lancia un segnale di controtendenza. Qual è il valore aggiunto che questo nuovo staff porterà alla manifestazione?
“Stradivari Team per Cremona vuole lanciare un segnale di controtendenza. Il nuovo staff organizzativo porta con sé competenza, entusiasmo, freschezza, eleganza e la volontà di innovare senza tradire la tradizione: l’obiettivo è garantire qualità e sicurezza, valorizzando le esperienze passate e introducendo nuove idee per rendere l’evento sempre più inclusivo e coinvolgente.”
Qual è il messaggio che vuoi dare, non solo ai podisti ma all’intera città?
“Il messaggio è semplice: mentre correte ammirate le bellezze di Cremona e godetevi la festa.”
Il conto alla rovescia è iniziato. La Maratonina di Cremona riparte da nuove energie, da una visione chiara e da un legame profondo con la città. Ai podisti cremonesi e a tutti coloro che, negli anni, hanno indossato il pettorale con orgoglio, l’invito è uno solo: restate sintonizzati. Le novità stanno per arrivare e il 20 settembre non sarà soltanto una data sul calendario, ma l’inizio di un nuovo capitolo tutto da correre.
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