6 aprile 2026

Trent'anni fa terminava il restauro dello splendido sipario di Antonio Rizzi del Teatro Ponchielli. 8 aprile 1996 la festa con Raijna Kabaivanska. La novità del laboratorio aperto in San Marcellino

Trent'anni fa Cremona ritrovava, dopo otto anni dalla sua rimozione, lo splendido sipario di Antonio Rizzi del nostro teatro dopo un lungo restauro. L'evento venne festeggiato al Ponchielli. Era l'8 aprile 1996 e la festa per il sipario ritrovato avvenne con un concerto d'eccezione: il soprano Raijna Kabaivanska e il pubblico delle grandi occasioni salutarono con entusiasmo il riapparire in teatro del sipario figurato di Antonio Rizzi, restaurato dal laboratorio Fontanini e Marchetti, con il contributo della Banca della Svizzera Italiana. Un'opera ritrovata, un grande saggio di impaginazione pittorica e un'occasione per l'approfondimento sull'artista cremonese attraverso l'antologica allestita in S. Maria della Pietà nel giugno successivo. Il "Sipario di Antonio Rizzi" venne così restituito alla sua originaria funzione dopo essere stato assente dal teatro fin dal 1988. In occasione del restauro si tenne, per la prima volta e con grande effetto e seguito, il restauro nel "Laboratorio aperto" creato in San Marcellino, e fu oggetto di visite scolastiche organizzate per apprezzare l'opera di questo straordinario pittore cremonese (nato sotto il Torrazzo l'8 gennaio 1869 e morto a Firenze nel 1940) che, tra l'altro, aveva raggiunto la notorità nazionale avendo vinto, con Giulio Bargellini il concorso del 1913 per realizzare i mosaici delle lunette dei propilei dell'Altare della Patria a Roma. Tra l'altro dipinse anche gli otto tondi e i quattro pannelli per il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, che lo impegnarono nel biennio 1928-29.

Quello del Ponchielli è forse uno dei sipari più belli di tutti i teatri italiani. Il sipario ‘Rizzi’ fu realizzato dal pittore cremonese Antonio Rizzi nel 1891 e dipinto ad olio su tela. Le dimensioni sono imponenti: sette metri per undici contengono la raffigurazione de ‘L’allegoria della Storia della Musica’. Il pittore cremonese Antonio Rizzi, allora giovanissimo, dipingeva il sipario figurato, che, allora, veniva impiegato come "comodino", velario per i cambiamenti di scena durante le rappresentazioni liriche. Oggi, come dimostrano le foto recenti di Francesco Sessa. Il sipario viene utilizzato durante alcune serate della stagione concertistica, così che il pubblico ne possa godere la sua straordinaria bellezza. (m.s.)

Nelle foto lo straordinario sipario del Ponchielli, il concerto di Raijna Kabaivanska (foto Muchetti) e il sipario che fa da sfondo agli ultimi concerti in teatro (foto Francesco Sessa Ventura.


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