Un Massenet innamorato con il suo don Chisciotte, opera che chiude la stagione lirica del Ponchielli
Don Quichotte Comédie-héroïque in cinque atti di Jules Massenet su libretto di Henri Caïn chiude la stagione lirica del teatro Amilcare Ponchielli venerdì 23 gennaio ore 20 e in replica domenica 25 gennaio ore 16. Una vera primizia per il teatro cremonese.
È opera d’inizio Novecento: la prima rappresentazione avvenne a Monte Carlo, Grand Théâtre, il 19 febbraio 1910. Sei anni prima, a Parigi, nel 1904 era andato in scena Le chevalier de la longue figure: opera teatrale firmata dal poeta Jacques Le Lorrain. Testo che servì da ispirazione al librettista. Tutte elaborazioni ovviamente del grande romanzo Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.
Massenet a Cremona godé di ben poca fortuna. I repertori non registrano alcuna messa in scena delle sue opere né nell’Ottocento né per tutto il Novecento.
Il suo Don Quichotte faceva parte di una delle sei opere commissionate a Massenet da Raoul Gunsbourg per l'Opéra de Monte-Carlo. Fu il suo ultimo grande successo: aveva 67 anni. Morirà due anni dopo la prima a Montecarlo.
Gli storici della musica hanno sottolineato come nel libretto di Henri Cain e conseguentemente anche nell’opera del compositore francese acquisti un ruolo, quasi centrale, la figura de La belle Dulcinée interpretata per la prima volta dal mezzo soprano francese Lucy Arbell, stretta collaboratrice di Massenet per importanti opere come Ariane, Thérèse, Bacchus e appunto Don Quichotte. Il personaggio assunse così tratti particolarmente sensuali e fascinosi
Le cronache spiegano che questo potenziamento del ruolo di Dulcinea fu diretta conseguenza dell’innamoramento che l’autore nutrì proprio per Lucy Arbell. Scattò in lui una vera immedesimazione nel ruolo proprio del cavaliere Don Chisciotte. Si identificò personalmente con il suo protagonista dal profilo contestualmente comico-eroico.
Per quanto riguarda invece Don Chisciotte, il ruolo esercitò un grande fascino sui 'basso-baritoni'. A partire dal basso russo Fëdor Šaljapin, per il quale il ruolo era stato specificamente concepito.
Tra le parti più interessanti della partitura c’è sicuramente la serenata di Don Chisciotte (Atto I). Il materiale musicale sarà poi utilizzato da Massenet nell’interludio del V Atto. Un tema di assoluta delicatezza e di grande romanticismo che tanto ricorda la celeberrima Méditation dall'opera Thaïs per violino solo. Di grande intensità anche il duetto tra Dulcinea e dell'hidalgo.
Ultima nota dedicata a una particolarità della strumentazione. Massenet per rendere al meglio l'epico-grottesca battaglia contro i mulini a vento del cavaliere spagnolo ha inserito in orchestra lo xilofono. Doveva simulare il movimento delle pale degli stessi mulini.
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