Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, 25 anni insieme. La Convention al Museo del Violino per celebrare i traguardi raggiunti e lanciare nuove sfide, tra IA e progetti sociali
Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona spegne 25 candeline e lo fa con una convention al Museo del Violino per ripercorrere questo quarto di secolo di attività sul territorio e per il territorio. presenti le autorità, i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e degli ordini della Provincia di Cremona.
Ma non solo uno sguardo al passato, perchè sono già tanti i progetti e le novità per il futuro, sia prossimo che più lontano: innanzitutto la notizia recente del finanziamento di 5 Progetti Emblematici selezionati per la provincia di Cremona (leggi qui), quindi il rinnovo del CDA, da due mandati a guida di Cesare Macconi e, non da ultimo, il trasferimento da via Palestro alla nuova sede di Piazza Stradivari (leggi qui). Il tutto, portando avanti la mission che da sempre la contraddistingue come mezzo di valorizzazione della cultura del dono e di diffusione della filantropia a livello locale, grazie alla capacità di attrarre risorse, sotto forma di donazioni e altre liberalità, per investirle in progetti locali di carattere sociale.
Ma parlare di futuro non può prescindere dal ripercorrere le tappe e i traguardi dei 25 anni trascorsi dal 22 marzo del 2001, quando nacque come parte del progetto di Fondazione Cariplo delle Fondazioni di Comunità; da allora la Fondazione Comunitaria ha messo a terra 1099 progetti attraverso bandi e progetti strategici.
"Ogni giorno affrontiamo nuove priorità, partendo da progetti che fanno riferimento allo "zoccolo duro", ossia relativi a temi come i giovani ed i punti di aggregazione, ma anche bandi riferiti alla terza età o il tema più recente dell'intelligenza artificiale. - ha spiegato Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo- Ci sono le sfide di mandato e faccio riferimento ad esempio ai progetti Neetzero, rivolti ai giovani che non studiano e non lavorano, ma anche i programmi di Destinazione Autonomia rivolti alle persone disabili o fragili, gli interventi a sostegno della fascia della prima infanzia, tra 0 e 6 anni; da non dimenticare i progetti per i detenuti, un tema rilevante perchè il carcere diventi veramente luogo di rieducazione".
Insomma, sfide diverse perchè rivolte a target diversi, ma tutte accomunate dall'idea di andare in sostegno delle fragilità e di rimettere la cultura ed il territorio al centro "La scelta di Fondazione Cariplo di operare tramite Fondazioni Comunitarie dislocate sui vari territori, 16 in tutto, deriva dal fatto che ogni provincia ha caratteristiche, necessità e fragilità differenti, pertanto serve una presenza sul territorio per coglierle. - ha aggiunto Azzone- Allo stesso tempo poi diventa fondamentale operare una valutazione del reale impatto che progetti portano sui vari territori. Basti pensare che nel 2025 sono stati 4000 i progetti messi a terra dalle diverse Fondazioni".
La parola è poi passata a Renzo Rebecchi, già Presidente di Fondazione Comunitaria, che ha tracciato la storia dell'ente fin dalla sua fondazione, ripercorrendone le tappe, le difficoltà ed i successi ottenuti in questi 25 anni di attività a Cremona: "Donare per crescere insieme è il motto che da sempre caratterizza la nostra Fondazione. Non è stato facile perchè la provincia di Cremona ha da sempre una certa propensione al risparmio, per questo negli anni abbiamo dovuto lavorare molto per sensibilizzare i donatori". Oggi Fondazione Comunitaria gode di un patrimonio inalienabile di circa 18 milioni di euro. "Abbiamo dei fondi cosiddetti destinati, ossia rivolti in modo mirato ad enti ed associazioni; ci sono poi i fondi memoriali di chi ha deciso di dedicare alla memoria di un caro; nel tempo abbiamo dato vita anche ad operazioni di fund raising" Poi, alcuni dei progetti legati in particolare allo sport ed agli atleti con disabilità: "Cremona è città del baskin ed è anche grazie a Fondazione Comunitaria che nella nostra città è nato questo sport; non dimentichiamo pii i 350 atleti che la nostra città ha ospitato per la coppa del mondo di tennis in carrozzina e come dimenticare la medaglio d'oro di Daniele Signore ai giochi paralimpici di Pechino, conquistata anche grazie all'attrezzatura tecnica messa a disposizione da Fondazione".
Cesare Macconi, Presidente uscente di Fondazione Comunitaria, ha invece posto l'accento sull'importanza del fare rete "Da soli non si va da nessuna parte: dobbiamo metterci in rete con la capacità di restare centrali rispetto alla comunità. Abbiamo finanziato 1099 progetti valutandoli sulla base della bontà e del valore, coprendo l'intero territorio dal casalasco al cremasco, assicurando sempre un certo ricambio tra i soggetti beneficiari, con un occhio di riguardo alle piccole realtà locali che operano per salvaguardare le comunità. Come sempre, mettiamo prima le persone dei muri e naturalmente la cultura e la musica sono due aspetti imprescindibili" Macconi ha quindi fatto un passaggio sul futuro più prossimo: "Ora ci sarà il passaggio ad una nuova presidenza, nel frattempo abbiamo acquisito la nuova sede, più centrale e visibile, dove ci sarà anche una sala a disposizione della comunità. Inizieremo anche un progetto, con la Fondazione di Lodi, per valutare la ricaduta in termini di valore dei vari progetti messi in pista".
Valutazione di cui ha tracciato le linee Silvia Corbari, consulente del progetto di Valutazione di Impatto sul territorio: "Questo studio mira a far emergere il valore delle azioni messe in campo. L'obiettivo non è solo quello di rendicontare, bensì di capire il reale tipo di cambiamento che stiamo operando. Si tratta di un processo creato e testato che utilizza uno strumento che per comodità abbiamo battezzato "questionario" e che ci permette di mettere a sistema dei dati che sono omogenei perchè raccolti con il medesimo strumento, ma anche quantitativi e qualitativi".
L'appuntamento si è quindi concluso con un momento musicale offerto da Fondazione Comunitaria, con l'audizione a cura della violinista Lena Yokoyama che con il prestigioso Stradivari Vesuvio (che il prossimo anno compirà i suoi primi 300 anni), ha incantato i presenti con 4 brani eseguiti magistralmente. Quindi, i presenti si sono recati presso il Museo Diocesano dove il vescovo Antonio Napolioni ha benedetto gli ambienti rimessi a nuovo proprio con il contributo dei Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona.
Fotoservizio Francesco Sessa Ventura
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