29 luglio 2026

Una foresta ai lati della ciclovia VenTo a Isola Pescaroli

Una “foresta vergine” ai lati della ciclovia VenTo. Questa l’immagina che si presenta, e non è la prima volta, a Isola Pescaroli, proprio in uno dei punti più pittoreschi che si trovano lungo le rive cremonesi del Po, la veduta dedicata al compianto giornalista e scrittore Giuseppe Ghisani. Il guard rail (che comunque ha funzioni di sicurezza) completamente invaso e oscurato dalla vegetazione spontanea che è cresciuta rigogliosisima e uno dei cartelli turistici che illustrano la zona e le sue eccellenze, a sua volta ricoperto da erbacce a arbusti. Ci sono problemi ben peggiori, e molto più gradi di questo e se ne è ben al corrente. Tuttavia resta il fatto che se si vuole parlare di turismo fluviale questo passa anche attraverso il modo che si ha di saper accogliere i turisti sul territorio. Facendoci così interpreti anche delle segnalazioni di diversi cittadini e abituali frequentatori delle aree fluviali, si auspica che quanto prima si provveda ai lavori di sfalcio e di manutenzione dell’area, per essere sempre più accoglienti verso coloro che, anche in bici e a piedi, vogliono conoscere meglio e da vicino le terre del medio Po.

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


Franco

29 luglio 2026 22:22

L'erba alta invadente che si vede in foto è sorgo di Aleppo o sorghetta. È disseminata dalle macchine tagliaerba che portano in giro erba maciullata e semi. Inoltre i tagli estivi danneggiano l'erba nostrana e favoriscono la sorghetta. Quindi dovete tagliare meno l'erba in estate e non diffondere i semi.
Se smettete del tutto di tagliare l'erba, la sorghetta regredisce.

stefano ETN

30 luglio 2026 07:07

Franco sembra essere un addetto ai lavori, o comunque persona competente. Oltre a ringraziarlo per l'informazione, ne approfitto per chiedergli (e chiedere eventualmente ad altri lettori) se può confermare l'impressione che le piante, in caso di forti temporali, cadano o si spezzino solo in città, mentre in campagna (Mento, campo da cross...) non succeda. Inoltre se sia normale che un forte temporale, con venti a max 100 km/h per pochi minuti (non 250 come Vaia) sia sufficiente a produrre tali effetti.
Da noi, l'anomalia è l'aumentata frequenza degli eventi, ma temporali molto violenti (proverbiale quello intorno a ferragosto che sanciva la fine dell'estate) ci sono sempre stati. E questi che vediamo non sono tifoni, uragani, ecc., ma, appunto, violenti temporali.

marco

30 luglio 2026 12:41

Da comunicazioni sulla stampa non era un temporale ma una tempesta tropicale con tanto di tromba d'aria che ha pure distrutto le coperture in rete metallica messe a protezione di culture e le serre.
I venti non erano a 100 kmh ma tra i 90/120 kmh tanto da spezzare parecchi alberi.
Le piante cadute erano dotate di un ricco apparato fogliare che ha fatto da ventaglio e le ha sdradicate.
La grandine grossa più delle palline da tennis ha distrutto raccolti,piegato il mais,ammaccato in modo devastante le auto rompendo anche parabrezza (e ci metto anche la mia)e pannelli solari.
100 piante abbattute e dopo il ponte neppure un pioppo....dice nulla?
Due tempeste di seguito e se legge i notiziari avrà saputo delle 60 persone con ferite da grandine e rami lanciati dal vento a San Benedetto del Tronto.
Siamo tropicalizzati e se tanto mi dà tanto avremo anche altri disastri ....aspettando ferragosto.

Enrico

30 luglio 2026 05:41

È un problema costante e di sempre. Se non risolvono il problema della manutenzione della pista sarà sempre così

Daniro

30 luglio 2026 13:31

Aipo dovrebbe provvedere allo sfalcio della VenTo ma se ora l'intento è quello di far viaggiare ebike a 40 km all'ora o ciclisti in assetto veloce, tutto il contrario di quel turismo lento e consapevole dei luoghi attraversati che il progetto di VenTo intendeva affermare connettendo i territori del fiume Po, l'erba alta è l'ultimo dei problemi.

Claudio

31 luglio 2026 06:05

Stesse condizioni si trova la ciclabile della Postumia dove in alcuni punti zona Malagnino ci passa solo una bicicletta.