Videosorveglianza al Boschetto, Olzi (FdI) interroga il Comune: “Annunciate due telecamere, ma sul quartiere non si vede nulla”
Il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Olzi, ha presentato una nuova interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente per chiedere chiarezza sull’installazione delle telecamere di videosorveglianza nel quartiere Boschetto, più volte annunciata dall’Amministrazione comunale ma ancora non visibile sul territorio.
«L’assessore Canale aveva indicato con chiarezza che nel Boschetto sarebbero state installate due telecamere grazie ai fondi del bando ministeriale Periferie, ricorda Olzi, oggi, a distanza di tempo, i cittadini continuano a chiedere quando questi interventi diventeranno realtà.»
Il tema non è nuovo. Già nei mesi scorsi Olzi aveva presentato un’interrogazione sul quartiere, raccogliendo le segnalazioni dei residenti e con la nuova interrogazione, il Consigliere chiede quindi al Comune di spiegare a che punto sia il progetto finanziato dal bando Periferie, se le due telecamere annunciate siano effettivamente confermate, come sia stato deciso il loro posizionamento e se vi sia stato un confronto con il quartiere. Viene inoltre chiesto di indicare tempi certi per l’installazione e l’attivazione e se sia stata valutata, nei limiti delle competenze comunali, una maggiore presenza della Polizia Locale come forma di presidio.
«I cittadini chiedono risposte semplici e verificabili. Quando vengono indicati numeri, fondi e progetti, è giusto sapere a che punto siamo e quali siano i prossimi passaggi, questa interrogazione nasce dall’ascolto del quartiere e dalla volontà di riportare al centro il rapporto tra istituzioni e cittadini, che si fonda sulla chiarezza e sul rispetto degli impegni presi».
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commenti
biagio
19 gennaio 2026 12:11
La videosorveglianza è certamente uno strumento utile, soprattutto per le indagini successive, ma da sola non può garantire la prevenzione dei furti. La sicurezza, in un Paese democratico, è un tema complesso e nessuno ha la verità in tasca: ogni intervento, anche quando nasce da buone intenzioni, va considerato parte di un percorso in continua evoluzione.
Per questo esiste una Commissione per la Sicurezza presieduta dal signor Prefetto, che valuta di volta in volta — insieme ai responsabili delle forze di polizia — quali misure adottare, sulla base dei dati e delle esigenze reali del territorio. È un lavoro tecnico, prudente e progressivo, che richiede coordinamento e responsabilità istituzionale.
Accanto agli strumenti già previsti, possono emergere idee nuove da prendere in considerazione. Una di queste, proposta da cittadini, è la suddivisione del territorio comunale in zone affidate stabilmente a un presidio delle forze dell’ordine: un modello che potrebbe favorire maggiore conoscenza del quartiere e tempi di intervento più rapidi. Non è una soluzione miracolosa, ma uno spunto che merita attenzione.
In questo quadro, è legittimo che un consigliere chieda chiarimenti al Comune quando vengono annunciati fondi, progetti e interventi. La trasparenza è un dovere verso i cittadini. Ma la sicurezza non si costruisce con accuse o semplificazioni: si costruisce con istituzioni che lavorano insieme, con serietà, ascolto e continuità. Solo così si rafforza la fiducia della comunità e si rende più difficile il terreno alla criminalità. Saluti da biagio
Stefano
19 gennaio 2026 22:30
Già da sola la videosorveglianza non può garantire. Certo bisogna che li sbattano dentro e ce li tengano per anni. Tanti.