Anniversario della nascita di Verdi, le manifestazioni a Busseto e Roncole. Tra i protagonisti la Scuola di Liuteria
"Parlano” cremonese i tanti eventi in programma a Busseto e Roncole Verdi, nel fine settimana del 10 e 11 ottobre, giorni in cui ricorre l’anniversario (il 214esimo) della nascita del maestro Giuseppe Verdi. La Scuola internazionale di liuteria di Cremona sarà tra i protagonisti della quinta edizione della rassegna Verdi 10/10, finalizzata alla celebrazione della nascita del maestro Giuseppe Verdi e alla riscoperta della sua eredità artistica ed umana. Il progetto è curato dal comitato Verdi 10/10 – 27/01, network di associazioni che si propone di attuare una strategia di promozione territoriale attraverso la conoscenza a tutto campo del Cigno.
Quest’anno il focus tematico è l’opera Aida, declinata per un pubblico di tutte le età, attraverso una pluralità di linguaggi con visite guidate esperienziali, workshop teatrali, laboratori e performance musicali e cross over. La rassegna, patrocinata da Regione e Comune di Busseto, si apre venerdì 9 ottobre (focus per scuole elementari e medie) dalle 9,30, a Roncole Verdi, alla Casa natale del maestro con una visita guidata nel luogo in cui tutto ebbe inizio, con un racconto pensato per avvicinare i più giovani alla quotidianità del giovane Verdi. Dalle 9,30 alle 11, laboratorio teatrale dedicato ad Aida nella sala civica “Giuseppina Strepponi” con workshop creativo a cura di Sabina Borelli e la partecipazione del mezzosoprano Victoria Vasquez, con i bambini che potranno esplorare le suggestioni dell’opera attraverso il gioco e la drammaturgia. Dalle 10, dimostrazione pratica a cura dei maestri liutai ed allievi della Scuola internazionale di liuteria di Cremona e visita guidata alla Casa museo Giovannino Guareschi per sottolineare il legame tra due grandi figure che scelsero la ruralità della Bassa come orizzonte di vita. Alle 14, in sala civica, lezione concerto su Aida con sessione didattico musicale per le scuole medie a cura del soprano Maria Intravaia. Alla stessa ora caccia al tesoro verdiana con percorso ludico-educativo a tema Aida per le strade di Roncole per gli alunni della scuola primaria in collaborazione del Circolo di Frescarolo. Sabato 10, alle 15, in piazza Guareschi a Roncole Verdi, “Gran quiz verdiano, sfida per tutti i melomani” e, alle 16,30, “Pensieri sull’opera Aida” con riflessione a cura dello scrittore e poeta Giancarlo Zanasi per approfondire e agganciare all’oggi la genesi, i temi etici ed universali presenti nel libretto e nella partitura dell’opera con letture dello stesso autore e di Simona Colombi. Alle 17 aperitivo con le Olimpiadi verdiane, momento conviviale con la squadra Ramfis, vincitrice del premio legato ad Aida. L’evento clou sarà alle 18 con il concerto cross-over “Verdi’s melodies” a cura di Alessandro Bertozzi (sax alto) con la partecipazione di Pino Di Pietro (tastiere), Lorenzo Poli (basso elettrico), Francesco Scanu (batteria), Miriam De Luca (canto) e Sabino Cristiano (canto). Saranno ospiti Alessandra Ugoni (canto), Stefano Vaccari (pianoforte), Giancarlo Bianconi (tenore) e Angelo Rubini (pianoforte). Tutti gli eventi sono a partecipazione libera e gratuita. Domenica, 11 ottobre, con partenze alle 10 e alle 11,15, alla Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma, va “in scena” l’ appuntamento con “Meravigliosa Biblioteca”. Le sale storiche della Biblioteca e dell’antico Monte di Pietà saranno aperte alle visite guidate e, per l’occasione, due opere di Angelo Massarotti, non inedite, ma finite pressoché nel dimenticatoio tornano, finalmente, ad essere visibili. Si tratta di due grandi lunettoni ad affresco custoditi nello storico palazzo del Monte di Pietà, nella centralissima via Roma di Busseto, praticamente a due passi da Cremona, città d’origine del celebre pittore, chiaramente annoverato tra le figure più notevoli della pittura cremonese del tardo Seicento. I due lunettoni si trovavano, originariamente, sotto al portico del palazzo. Negli anni Ottanta del Novecento sono tuttavia stati strappati dal muro e collocati al primo piano del palazzo di proprietà della Fondazione Cariparma. Sono entrambi molto deteriorati (ma chissà che non si possano gettare le basi per un loro restauro) ma comunque significativi e meritevoli, nel ricordo di un grande pittore cremonese che merita di essere conosciuto, valorizzato, promosso. I due affreschi risalgono al 1682 e raffigurano la “Pietà” e il “Martirio di San Bartolomeo”, patrono della città e della parrocchia di Busseto. La tradizione, tra l’altro, ci ricorda che nei panni di uno dei carnefici di San Bartolomeo il Massarotti abbia utilizzato il volto di un’esponente della storica comunità ebraica locale. La persona in questione, stando sempre alla tradizione, non gradì particolarmente la cosa, ma ormai l’opera era compiuta. Nella stessa biblioteca, domenica, alle 10, sarà inaugurata la mostra “Nelle carte del Maestro. Gli autografi verdiani di proprietà di Fondazione Cariparma”. Dalla concessione della borsa di studio che permise al giovane Giuseppe Verdi di perfezionarsi a Milano fino ai documenti testamentari che ne suggellano l’ultima volontà, la mostra racconta, attraverso una selezione di autografi e documenti originali della Fondazione Cariparma, quasi l’intera vicenda umana, artistica e civile del Maestro. Allestita nelle sale monumentali della Biblioteca di Busseto, l’esposizione ripercorre settant’anni di storia, dal 1831 al 1901. Il percorso si apre con la richiesta di borsa di studio presentata nel 1831 al Monte di Pietà di Busseto e prosegue con la lettera del 1837 alla duchessa Maria Luigia d’Austria, nella quale Verdi chiede di esibirsi alla corte di Parma. Tra i documenti più significativi figura la dedica del Macbeth (1847) al suocero Antonio Barezzi, definito “padre, benefattore ed amico”. Accanto alle testimonianze della carriera emergono quelle del suo ruolo di educatore, con i certificati di studio dell’unico allievo Emanuele Muzio e una lettera di raccomandazione del 1851. Ampio spazio è dedicato anche all’impegno civile, documentato dall’appello del 1859 a sostegno dei caduti della Seconda guerra d’indipendenza e dalla decisione, nel 1876, di istituire una pensione annuale per uno studente meritevole. Il percorso si conclude con le ultime volontà testamentarie, il lascito al Monte di Pietà di Busseto e due preziosi autografi musicali: un abbozzo del Simon Boccanegra (1881) e quello del Concertato finale dell’Atto III di Otello, tra le ultime pagine destinate al teatro. La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027 ogni sabato pomeriggio alle 16.30 e ogni seconda domenica del mese in occasione di “Meravigliosa biblioteca”. L’ingresso è gratuito. A due passi dalla biblioteca, sabato 10 aprirà eccezionalmente anche lo storico Palazzo Corbellini con la possibilità di andare alla scoperta di opere inedite dal cremonese Luigi Strina nella terra di Verdi. Palazzo Corbellini, edificio storico situato nel cuore della città di Busseto, da secoli di appartenenza della famiglia borghese Corbellini (che aveva possedimenti anche nel cremonese), metterà “in mostra” le sue stanze ed i suoi angoli ricchi di arte, storia e architettura, tra pareti e soffitti affrescati, divinità mitologiche e antiche città greche e romane che prendono vita in questo luogo. Figure leggendarie, scene senza tempo e vedute di mondi lontani popolano ogni stanza, trasformando ogni angolo in un viaggio immaginario tra mito, arte e storia. Un patrimonio di bellezza e mistero che attende solo di essere riscoperto. E’ proprio nella sala principale, il salone di rappresentanza, che è possibile scoprire la decorazione eseguita nel 1897 da Edgardo Perindani (scene di genere) e dal cremonese Luigi Strina (quadrature prospettiche) che ripropongono moduli stilistici rococo. La famiglia Corbellini, a lungo proprietaria dello storico palazzo, con importanti legami cremonesi, ha sempre rappresentato un forte senso di responsabilità verso la propria comunità, contribuendo in modo attivo allo sviluppo di Busseto. Figura di spicco fu Donnino Corbellini, che guidò la cittadina come sindaco per diversi anni nella metà dell’Ottocento, lasciando un’impronta duratura nell’amministrazione pubblica. Il suo operato fu riconosciuto anche a livello istituzionale, ricevendo una medaglia di bronzo per l’impegno e la precisione dimostrati nel lavoro statistico e nella gestione amministrativa, a testimonianza della dedizione e dell’attenzione che riservava al benessere collettivo. Oltre all’attività amministrativa, Donnino Corbellini fu protagonista di una delle più importanti iniziative culturali di Busseto, promuovendo la realizzazione del nuovo teatro dedicato a Giuseppe Verdi. Il progetto fu affidato all’architetto Pier Luigi Montechini, mentre la direzione dei lavori venne assunta dal maestro Giovanni Savelli, suo suocero. Grazie alla sua visione e capacità di coinvolgere le migliori energie del territorio, Busseto poté dotarsi di un teatro che ancora oggi rappresenta un vanto e un simbolo di identità per tutta la comunità. Busseto è indissolubilmente legata al nome di Giuseppe Verdi, il grande compositore che qui trascorse gli anni della sua formazione e mantenne sempre un forte legame con la città natale. A pochi passi da Palazzo Corbellini si trova infatti Palazzo Orlandi, la residenza in cui Verdi visse per diversi anni, testimoniando quanto la vita musicale e culturale di Busseto fosse intrecciata con le sue vicende personali. Questa vicinanza non fu soltanto geografica: a metà Ottocento, Verdi intrecciò un rapporto di stima e amicizia con Donnino Corbellini, allora sindaco di Busseto. I due furono spesso in contatto, come attestano numerosi episodi tramandati dalla memoria cittadina e alcune lettere autografe del Maestro. In una di queste, Verdi ringrazia Donnino per avergli donato un pavone, gesto nato dal fatto che il compositore, dopo una battuta di caccia poco fortunata, era tornato a casa a mani vuote. Con grande cordialità, Verdi lo invita nella sua casa di Sant’Agata, annunciando che il pavone farà il suo ingresso trionfale e che avrebbero gustato insieme una zuppa. Secondo le testimonianze locali, tra le tante lettere inviate da Verdi al sindaco bussetano, un’altra era quella in cui il Maestro lo ringraziava per averlo aiutato quando, rimasto in panne con il carro proprio davanti a casa Corbellini, aveva ricevuto il suo aiuto. Questi episodi raccontano di una sincera amicizia e di un dialogo continuo tra la grande musica e l’impegno civico che hanno fatto la storia di Busseto . Sabato 10 ottobre lo storico Palazzo Corbellini di via Roma aprirà le sue porte per visite guidate ogni 30 minuti, dalle 10 alle 11,15; dalle 12 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30.
Eremita del Po
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