Concerto dell'organista cremasco Alberto Dossena nel duomo di Colorno
L’organista cremasco Alberto Dossena sarà al centro del concerto d’organo in programma venerdì sera, 16 ottobre, alle 21, nel Duomo di Colorno (Parma). L’evento è inserito nell’ambito dell’edizione 2026. In programma brani di Domenico Zipoli; Johann Sebastian Bach, Nicolò Moretti, Padre Davide da Bergamo, Wolfgang Amadeus Mozart e Vincenzo Antonio Petrali. Il maestro Dossena si esibirà all’organo Cavalli che è stato al centro di un importante restauro concluso lo scorso anno. Fu costruito dalla ditta di Gaetano Cavalli di Lodi, che aveva una fabbrica anche a Parma, nel 1893. Ha millequattrocentoventuno canne e sostituì un precedente strumento costruito da Andrea Montesanti di Mantova nel 1786, trasferito nella chiesa della poco lontana Gainago. Nella seconda metà del Novecento, quando lo strumento era ancora funzionante, organista titolare del Duomo fu il maestro Giovanni Calestani, accompagnato al violino nelle celebrazioni dal professor Vincenzo Ferrarini, due musicisti colornesi ben presenti nella memoria della comunità. Il Festival Serassi è promosso dall’associazione Giuseppe Serassi in collaborazione con Comune di Colorno e Provincia di Parma e col sostegno di Fondazione Cariparma. Il festival ha come protagonista lo splendido organo della chiesa di San Liborio, costruito da Andrea Luigi e Giuseppe Serassi di Bergamo tra il 1792 e il 1796 su commissione del duca Ferdinando di Borbone. Uno strumento monumentale, collocato all’interno della cappella ducale di San Liborio nel complesso della Reggia di Colorno, che consta di 2898 canne, racchiuse in tre corpi d’organo collegati a 2 tastiere con 68 registri. fu uno degli strumenti più completi e funzionali realizzati dai Serassi, che nel catalogo pubblicato nel 1816 da Giuseppe era orgogliosamente posizionato al primo posto in ordine di dignità. Di ampie dimensioni (2898 canne in 68 comandi), l’organo è diviso in tre corpi strumentali (Primo e Secondo Organo, e Organo in Eco), ed è collocato in cantoria, in cornu Evangelii, in un vano ricavato nella muratura, e presenta ventun canne di facciata (del Principale I), disposte a una cuspide, con labbro superiore a mitria (caratteristica della produzione serassiana). Affidato alle cure di un altro organaro molto attivo a Parma in quegli anni, Giovanni Cavalletti (nel 1833), lo strumento cadde in disuso dopo l’Unità d’Italia. Circa quarant’anni fa fu recuperato all’uso, affidandone il restauro alla ditta Tamburini di Crema; l’inaugurazione avvenne il 5 maggio 1985 con una serie di concerti che costituiscono il germe della rassegna “L’Organo ritrovato”. Grazie a questo intervento e per le peculiarità della propria struttura, l’organo di S.Liborio si presenta come uno dei più sontuosi ed efficienti dell’Italia settentrionale per la realizzazione indifferentemente del repertorio barocco e di quello ottocentesco, richiamando i migliori organisti europei, da Gustav Leonahrdt a Liuwe Tamminga, che di fatto negli ultimi quindici anni si sono esibiti almeno una volta, e con piacere, sullo strumento colornese. Domenica 18 ottobre, infine, alle 18, in San Liborio ultimo appuntamento della rassegna con l’ensemble formato dalla mezzosoprano Margherita Scaramuzzino, da Doralice Minghetti all’ocarina, dalle trombe di Antonio e Michele Quero e Giuseppe Munari all’organo.
Eremita del Po
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