23 settembre 2026

La replica di Paolo Bodini a Carotti: "Primum non nocere" concetto scolpito nella educazione medica

Egregio Direttore,

riprendo solo un paio di punti dell’intervento del consigliere Carotti per ribadire che non eludo affatto la sostanza dei fatti, come del resto si può vedere dai miei precedenti scritti, che cortesemente ha pubblicato.

Non commento la chat privata citata dal consigliere (tutta da verificare, come dice anche lui), che in ogni caso non appartiene alla mia cultura e che, se vera, ritengo esecrabile.

Mi concentro invece sul concetto di falso. 

Se su un certificato medico scrivessi che un paziente è affetto da una patologia che non ha, commetterei un falso e come tale sarei punibile sia dalla Legge che dal mio Ordine Professionale.

Se invece su un modulo amministrativo devo fare una dichiarazione di idoneità di una persona ad essere inserita/reclusa  in un luogo “problematico” quale certamente è un CPR (si vedano tutti i report di varie associazioni che seguono questo problema), questo diventa un problema di valutazione personale e professionale  fatta in scienza e coscienza.  Se ritengo che questo luogo possa essere pericoloso per la salute fisica o psichica della persona e ne certifico la non idoneità esprimo il mio parere professionale, ma non commetto un falso.  La tutela della salute prevista dalla nostra Costituzione passa anche (e teoricamente soprattutto) dalla prevenzione. “Primum non nocere” è un concetto scolpito nella educazione medica.

Non ho minimamente delegittimato l’indagine della magistratura. L’ho criticata come credo sia lecito nel nostro regime di libertà, soprattutto per i metodi utilizzati: irruzioni notturne nelle case di professionisti, come si trattasse di pericolosi criminali affiliati a chissà quali cosche, con perquisizioni personali, dei locali e dei mezzi informatici senza un avviso di garanzia e senza che la persona risulti nemmeno indagata è una modalità diciamo “irrituale”  e  forse (a detta di vari giuristi) illegale.

Da ultimo: la rete di medici e di associazioni che da anni si battono per la chiusura dei CPR agisce alla luce del sole ed è un’espressione di dissenso civile assolutamente legittima.

Resto serenamente in attesa della conclusione delle indagini e concludo qui i miei interventi sul tema.

Paolo Bodini


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