Ho letto i commenti qualificati alla proposta del vicesindaco di Offanengo di offrire disponibilità ad accogliere sul territorio provinciale una centrale nucleare e mi sono ricordato di quanto vissuto quasi 70 anni fa dagli Enti locali relativamente alla centrale di Caorso.
Riporto quanto avvenne in merito al Deposito nazionale dei rifiuti e scorie radioattive per evidenziare che basterebbe questo, tra le numerose motivazioni, per un diniego.
La centrale fu costruita tra il 1970 e il 1978; il reattore raggiunse la prima criticità il 31 dicembre 1977 e fu collegato alla rete nazionale il 23 maggio 1978; l'attività commerciale iniziò il 1 dicembre 1981.
L'impianto fu posto in arresto a freddo il 25 ottobre 1986 per manutenzione e ricarica del combustibile e non fu più riattivato a seguito del referendum nucleare del 1987; la chiusura definitiva avvenne nel luglio 1990 .
A tutto il 31 dicembre 2025 ha prodotto 1.019 mc di rifiuti radioattivi derivanti dallo smantellamento, dalle operazioni di manutenzione e residui vari, come resine, fanghi radioattivi provenienti dall'impianto; suddivisi in base all'attività ed al tempo necessario affinchè decadano a livelli "accettabili" secondo standard di radioprotezione, sono distribuiti in depositi temporanei in attesa del trasferimento al Deposito Nazionale.
Al termine dell'esercizio della centrale di Caorso restavano in sito 1.032 elementi di combustibile irraggiato (circa 190 tonnellate). Poiché il loro allontanamento costituiva un prerequisito fondamentale per lo smantellamento dei sistemi e componenti presenti nell'edificio del reattore, sono stati tutti trasferiti all'impianto di riprocessamento di La Hague (Francia) tra dicembre 2007 e giugno 2010, per compattarli, vetrificarli, avendone ricavato uranio e plutonio da riutilizzare. I residui del riprocessamento, dette scorie, per distinguerli da quelli comunemente detti rifiuti radioattivi (depositati in centrale) rientreranno in Italia per essere conferiti al Deposito Nazionale, che per ora non c'è. Per il momento, sono accolti in Depositi temporanei ricavati da idonee strutture appositamente progettate nell'edificio della turbina, svuotato dalle operazioni di decommissioning.
Per trasporto del combustibile processato da Francia a Caorso, Sogin il 24 settembre 2026 aggiudica l'appalto di cinque cask per rifiuti radioattivi ad alta attività del valore di circa 32 milioni di euro; ognuno è un grosso cilindro "piombato" alto 5 metri, con diametro 2,5 metri e peso115 tonnellate.
Il 13 dicembre 2023 è stato pubblicato l'elenco delle Aree Idonee presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee, con l'invito agli Enti locali a presentare autocandidatura non vincolante entro il 12 marzo 2024. Alla scadenza del termine non si sono registrate autocandidature. È stata avviata procedura per individuare puntualmente il sito con i requisiti previsti e quindi procedere alla costruzione del Deposito. A tutt'oggi nulla si sa.
Negli Anni 70 la centrale è stata costruita, poi ha iniziato a produrre ed ha subìto 4 ricariche di combustibile, senza che vi fosse una ipotesi concreta del sito del Deposito Nazionale, ma solo con la "promessa" più volte, anche da me sentita e letta, che l'inizio dell'iter era prossimo. Siamo ancora allo stesso punto, con la differenza positiva che l'iter è ora iniziato, negativa che il combustibile ed i rifiuti sono enormemente cresciuti.
È come il gioco dell'Oca: fatto un giro lungo 56 anni si ricomincia dall'inizio. A proposito sarebbe interessante che qualcuno lo ideasse per farci giocare questo Natale.
Quindi: una volta, basta; due volte, grazie NO.
commenti
Chemist
3 ottobre 2026 05:46
Condivido,anche il tanto sbandierato nucleare di ultima generazione presenterebbe le stesse criticità mai risolte