Quando c'era la stagione d'opera in piazza del Comune
L' obiettivo di Fazioli ha colto l'allestimento del palcoscenico per la stagione operistica in piazza del Comune. Le stagioni liriche all'aperto, avvenute tra il 1932 ed il 1937 costituiscono, nella storia cittadina, un momento di grande prestigio che andava al di là del piú facile campanilismo. Il pubblico, in quegli anni, andava sempre meno al teatro «Ponchielli»> ove Roberto Farinacci nella sua veste di presidente, tentava tutte le strade, anche per eliminare una pesante morosità da parte degli stessi condomini. Nonostante si scegliessero opere di richiamo e si invitasse (spesso anche si obbligavano) nomi di cartello e celebri cantanti, il pubblico dimostrava indifferenza ed evitava di frequentare il teatro che, fra l'altro, aveva bisogno di molte cure e soprattutto di abbellimenti e di ammodernamenti nei vari servizi. Farinacci constatava invece che nelle altre città i teatri non solo erano frequentati ma le varie stagioni si succedevano alternando tutti i generi, oltre quelli musicali. Con i direttori del teatro aveva più volte discusso la questione e qualcuno gli aveva proposto, molto sommessamente, se non fosse stato il caso di imitare Verona, la città dell'arena che per l'intera estate galvanizzava il pubblico. L'idea piacque e pare che i promotori fossero alcuni giornalisti del quotidiano di Farinacci «Il regime fascista», ma il progetto venne portato all'attenzione del presidente del «Ponchielli» da due musicisti che avevano molto prestigio in città: Marco Brasi e Leopoldo Colonnelli. I promotori ebbero pochissimi giorni per concretizzare l'iniziativa. Si lavorò in tutta segretezza tanto che quando «Il regime fascista» del 23 giugno 1932 uscì con un vistoso titolo in cronaca, nessuno sapeva niente; ma coloro che di buon mattino erano in piazza del Comune si trovarono di fronte ad uno spettacolo insolito: da alcuni camion si scaricavano migliaia di tubolari, legno, seggiole. Erano le prime avvisaglie della grandiosa arena che sarebbe nata da li a poco sulla piazza del Comune. Era così nata la prima edizione della stagione lirica all'aperto con un cartellone che prevedeva «Rigoletto» di Verdi e «Il barbiere di Siviglia» di Rossini. Venne anche eseguito, a piena orchestra, il preludio dell'opera inedita «Narciso» del cremonese Oreste Riva (che era conosciuto come Pilade Sponda). Successo, naturalmente, enorme perchè la stagione fu largamente pubblicizzata e si organizzarono anche treni popolari con sconti addirittura del 50 per cento. Per centinaia di persone divenne anche l'occasione per conoscere Cremona, mai vista prima. Secondo calcoli, a consuntivo, la stagione venne a costare 120 mila lire per sera, ma gli incassi, mediamente, non superarono le 20 mila lire. I cremonesi ascoltarono Nanù Sanchioni, Mario Basiola, Dino Ederle, Dino Borgioli e molti altri. Ma nelle stagioni successive i cast si arricchirono con la presenza di Gianna Pederzini, Franco Merli, Beniamino Gigli, Tancredi Pasero, Augusta Oltrabella, Elena Nicolai, Mafalda Favero, Gina Cigna, Vincenzo Guicciardi, Giacomo Lauri Volpi, Saturno Meletti, Lina Pagliughi, Adelio Zagonara e molti altri.
(foto Ernesto Fazioli)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti