17 aprile 2026

1936, quando in una notte venne abbattuta la cancellata dei Giardini Pubblici

In questi giorni l'Amministrazione comunale ha presentato "i nuovi Giardini Pubblici" con interventi che entro due anni daranno nuova vita e nuovo aspetto al polmone verde di Piazza Roma. I Giardini sono sempre stati al centro del dibattito cittadino. Nei commenti all'articolo su Cremonasera qualcuno ha riproposto di rimettere la cancellata che nel 1936 è stata tolta in una sola notte. Grazie a un grande cronista come Mario Levi e la sua "Vecchia Cremona" ecco la cronaca di quel che accade: "Nel 1936, è scomparsa la cancellata che recingeva il giardino pubblico. In fatto di giardini, i nostri vecchi avevano delle loro idee; soltanto di giorno, dovevano essere frequentati; alla sera i cancelli venivano chiusi e sino al mattino successivo nessuno poteva entrarvi. E' vero che nella nostra città si era assai più progrediti che altrove: gli amministratori del Comune, rendendosi conto che nelle sere estive la cittadinanza aveva ben diritto di usufruire dei giardini, sin dal 1911 vi aveva fatto allestire un impianto di illuminazione elettrica. Ma alle 22, i vigili facevano chiudere i cancelli e tutti dovevano uscire. In varie occasioni si parlò di abbattere la cancellata; ma la proposta fu sempre respinta dal Comune. Bisogna giungere alla gestione podestarile del dott, Attilio Gnocchi per veder demoliti i cancelli.

Gnocchi era un appassionato del verde. Fu lui ad istituire le serre comunali; secondo un suo progetto, parte di corso Vittorio Emanuele dal Teatro Ponchielli, press'a poco, sino al piazzale di porta Po, avrebbe dovuto essere illeggiadrito con aiuole. Il dottor Gnocchi decise di abbattere i cancelli. Mandò una notte molti uomini e le sbarre caddero. Chi vuol vedere parte di quella cancellata, deve recarsi in fondo a via Bissolati, all'angolo di piazza Castello: recingono i giardini delle serre. (adesso è stata realizzata la sede dell'Istituto Einaudi, ndr)

Le quali, in quei giorni lontani, furono messe dal dottor Gnocchi in stato di mobilitazione generale. Si temeva, infatti, che di notte, qualcuno rubasse i fiori delle aiuole del giardino. Il podestà, avrebbe voluto che questi furti passassero inosservati e che i cremonesi, uscendo di casa al mattino, trovassero il giar- dino nelle stesse condizioni in cui l'avevano lasciato alla sera precedente. Da qui la disposizione: tenere sempre pronte delle piante fiorite da sostituire a quelle rubate. Bisogna dirlo ad onore dei cremonesi: neppure un fiore fu mai asportato.

All'angolo a sinistra vi era una vecchia edicola per giornali. Anch'essa è scomparsa. Infatti se quel chiosco era tollerabile quando si addossava alla cancellata, turbava troppo l'estetica, ora che i cancelli non vi erano più. E l'edicola, rammodernata nelle sue linee, venne trasferita sotto i portici della Galleria" 

Le foto dei Giardini con la cancellata e l'operazione di demolizione sono di Ernesto Fazioli, fotografo in Cremona


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commenti


Michele de Crecchio

17 aprile 2026 23:40

La distruzione della ottocentesca cancellata in ferro del grande giardino pubblico di piazza Roma fu fondamentalmente causata dalla sistematica politica "autarchica" allora imposta dal regime fascista nell'intento di riservare a scopi bellici il poco ferro del quale la penisola italiana disponeva naturalmente. Di tale decisione fecero le spese non solo le belle recinzioni metalliche di piazza Roma, ma anche quelle di altre numerose costruzioni pubbliche e private, recinzioni che furono tutte sistematicamente abolite o sostituite dalle cosiddette "recinzioni autarchiche", che al posto del ferro (necessario per scopi militari) utilizzavano manufatti realizzati in laterizio, in calcestruzzo o in legno. Da tale sistematica eliminazione si salvarono, in pratica, solo i cancelli mobili su cardini, come si può agevolmente verificare osservando come la maggior parte delle ville costruite allora in campagna, nella periferia urbana o nella stessa città, anche per ragioni economiche e per via della rarefazione degli abili fabbri ferrai di un tempo, non riuscì più a ridotarsi delle belle recinzioni fisse in ferro battuto delle quali il passato erano state dotate.

marco

18 aprile 2026 14:01

Rimettiamola e saranno più sicuri.
Ma mettiamo anche impedimenti alla circolazione delle biciclette,monopattini e scooter elettrici come sono oramai le e-bike guidate da chi è arrivato a Cremona e non facciamo finta di non vedere e non sapere di questa realtà che ci ha invaso con notevoli rischi per tutti .

Stefano

19 aprile 2026 07:34

Esatto 👍 👍👍👍