Quando la guglia del Torrazzo venne fasciata con una grande incastellatura
1975, ricordate? Per la prima volta il Torrazzo si presentava alla vista dei cremonesi e dei turisti con la sua parte terminale fasciata da una grande incastellatura che ne ha cambiato la fisionomia. Il Torrazzo era malato e la Sovrintendenza di Verona (da cui dipendeva Cremona) ottenne dal Ministero per i beni culturali, grazie anche all'interessamento dei parlamentari cremonesi Amos Zanibelli e Giovanni Lombardi, uno stanziamento di 72 milioni di lire per l'erezione di una impalcatura di servizio che consentisse di studiare da vicino la superficie della ghirlanda che si erge per circa 42 metri a partire dalla superficie della torre quadra posta a quota 70 metri. Il lavoro venne affidato alla ditta Brambilla Primo che in quaranta giorni portavano a compimento l'opera. Così tecnici ed esperti (con il Sovrintendente Lionello Costanza Ferrari) hanno effettuati sopralluoghi, eseguito rilievi, disegni, fotografie, analizzando tutte le parti in pietra, in legno, in ferro e mattoni del monumento. I guasti riscontrati interessavano tutta la ghirlanda sia all'interno che all'esterno, alla ringhiera, alle colonne, alle scale, ai pinnacoli, ai basamenti e ai capitelli, ai muri, agli archi, ai pilastri in cotto. I rilievi diventavano importanti in vista del successivo restauro coordinato dall'arch.Saracino, intanto si è riparato il parafulmine, imbrigliato i colonnetti della cordonatura del cono terminale con corda in nylon e successivamente tutta la guglia con rete metallica.
Le fotografie sono di Giuseppe Muchetti e hanno fatto parte di una mostra dal titolo "Il tempo e il Torrazzo, un tema per il restauro".
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