9 maggio 2026

‘Controcampo’ con Michele Bufalino di Sestaporta.news: il progetto Pisa non fallisce con la retrocessione. il Lecce si salverà, perché ha una coerenza tattica che noi e la Cremonese non abbiamo avuto

Domenica maggio 2026, allo Stadio Giovanni Zini, va in scena la sfida valida per la 36ª giornata del campionato di Serie A 2025/26, tra la Cremonese ed il Pisa.

I toscani sono già matematicamente condannati alla Serie B, mentre i grigiorossi, con 4 lunghezze dal Lecce e soli 270 minuti dal termine del torneo, sono chiamati a vincere un match che rappresenta l'ultima chiamata per raggiungere il traguardo della salvezza.

Per analizzare il momento dei nerazzurri e le prospettive di questo incrocio delicatissimo, abbiamo interpellato Michele Bufalino, firma di riferimento di Sestaporta.news. che segue da vicino le vicissitudini della squadra toscana.

Michele, quali sono state le motivazioni principali di questa retrocessione subita dal Pisa e credi si potesse fare qualcosa di più per evitarla?

'La retrocessione del Pisa nasce da un insieme di fattori. Alcuni strutturali, altri tecnici. La squadra ha pagato tantissimo il salto di categoria dopo 34 anni di assenza dalla Serie A. A livello qualitativo c’erano limiti evidenti, soprattutto davanti e nella gestione dei momenti della partita. Il Pisa ha spesso giocato bene per un’ora, poi è crollato nei finali. I numeri parlano chiaro: tanti gol subiti negli ultimi quindici minuti e tanti punti persi da situazioni favorevoli. Però credo anche che qualcosa in più si potesse fare. Alcune scelte sono state tardive, soprattutto sul piano tecnico e gestionale. E la sensazione è che in certi momenti il club abbia sottovalutato la gravità della situazione. Si poteva fare di più? Sì, soprattutto sul mercato di riparazione. E senza dubbio sulla scelta del nuovo allenatore, Oscar Hiljemark, evidentemente non adatto alla situazione e al contesto'.

Il Presidente Corrado ha affermato che questa retrocessione era quasi nelle aspettative e che ciò che conta è il progetto a lungo termine. A che punto è oggi questo percorso?

'Corrado parla di una retrocessione nelle aspettative perché guarda ai cicli decennali. Il progetto, a mio avviso, è a metà del guado. Sulle infrastrutture il restyling dell'Arena Garibaldi e il centro sportivo procedono, e sono le fondamenta che restano. La società poi è sana. Il progetto non fallisce con una retrocessione, ma è chiaro che ora serve una sterzata per non diventare una squadra ascensore o, peggio, rimanere impantanati in B. Il progetto è ora alla prova del nove: dimostrare che si può risalire subito'.

Come valuti la gestione del cambio in panchina avvenuto a Pisa nel corso della stagione?

'Il cambio allenatore secondo me è stato gestito male nei tempi. Gilardino aveva sicuramente responsabilità, ma la squadra era ancora viva quando è stato esonerato. Hiljemark rappresentava una scommessa enorme, quasi romantica per certi aspetti, ma Pisa non era il contesto giusto per fare esperimenti in quel momento della stagione. I numeri poi hanno peggiorato la situazione. Alla fine è sembrata una scelta fatta più pensando al futuro che all’emergenza immediata. Hiljemark poi ha dimostrato di non essere affatto adatto al contesto. Una scelta del tutto sbagliata. Non sarà lui l’allenatore della prossima stagione'.

Guardando ai dati, cosa è mancato realmente a questa squadra in termini di risorse e tenuta?

'In termini di risorse, è mancata la struttura da Serie A. Non parlo solo di soldi, ma di personalità, di tecnica. Troppi errori in fase di impostazione che in B non paghi, ma in A diventano gol subiti. Il Pisa è la squadra che ha subito più gol nelle riprese, ben 38 reti. Un dato che urla mancanza di tenuta mentale e profondità della panchina. È anche la squadra che ha subito più reti in assoluto, ovvero 12, nell’ultimo quarto d’ora. Un altro dato indicativo. Mancava un vero leader offensivo e mancavano anche alternative profonde in alcuni ruoli chiave. Poi ci sono stati infortuni pesanti e un mercato che non ha alzato abbastanza il livello'.

Quanto può essere difficile affrontare il ritorno in cadetteria senza accusare un contraccolpo psicologico o societario?

'Il rischio contraccolpo esiste sempre, la Serie B è un campionato molto difficile mentalmente. Però il Pisa parte da una situazione diversa rispetto ad altre retrocesse. La società è stabile economicamente, ha una rosa con tanti contratti lunghi e diversi giocatori ancora patrimonializzati. Certo, forse serviranno delle cessioni non solo per un discorso economico, ma anche per liberarsi di giocatori a fine ciclo. Ma non vedo il rischio di un crollo verticale. Molto dipenderà dalle scelte estive e dall’allenatore. Mi aspetto massima serietà nel gestire questa retrocessione'.

Passando alla Cremonese, la sconfitta dell'andata a Pisa sembra aver aperto una crisi profonda. Che idea ti sei fatto del crollo grigiorosso?

'La Cremonese è un mistero doloroso. La sconfitta subita contro di noi all'andata ha rotto qualcosa nello spogliatoio grigiorosso. Hanno perso certezze difensive. Subire 28 palloni persi in difesa a partita, dato peggiore della A, significa che la squadra ha paura di giocare la palla. Il crollo da dicembre è stato verticale, quasi inspiegabile per una rosa con quella qualità. Credo però che la rosa abbia “overperformato” tanto all’inizio, ma se fai 8 punti nelle ultime 21 partite, gli stessi del Pisa, evidentemente ci sono anche problemi strutturali e la rosa è stata sovrastimata'.

Qual è il tuo parere sulla scelta della società grigiorossa di cambiare guida tecnica per tentare la rincorsa salvezza?

'A Cremona il cambio allenatore mi è sembrato più comprensibile rispetto a Pisa. In certe situazioni serve dare una scossa emotiva. Il problema è che Giampaolo non sembra aver sortito effetto rispetto a Nicola. La squadra sembrava aver scaricato il precedente tecnico, ma vediamo se ora Giampaolo riuscirà comunque in questa impresa'.

Il Lecce sembra vicino al traguardo. Come vedi questo finale di stagione nella lotta per non retrocedere?

'Con quattro punti da recuperare in tre partite l’istinto sarebbe dire che il Lecce si salverà perché ha avuto una coerenza tattica che noi e la Cremonese non abbiamo avuto. Qualitativamente non hanno fuoriclasse, ma hanno fame e un ambiente che sa soffrire ed è in Serie A da anni. Vedere il Lecce salvarsi e noi retrocedere deve farci riflettere: in Serie A la continuità batte i picchi di talento estemporanei'.

Cosa ti aspetti tecnicamente ed emotivamente dal match di domenica allo Zini?

'Mi aspetto una partita triste. Il Pisa è già retrocesso, la Cremonese è appesa a un filo sottilissimo e i suoi tifosi sono giustamente delusi. Mi aspetto orgoglio dai nostri ragazzi per onorare la maglia, ma temo un clima surreale. Scommetterei sulla vittoria della Cremonese, ma se i grigiorossi non faranno risultato allora sarà finita anche per loro'.

Un'ultima riflessione sul momento che attraversa il nostro calcio tra polemiche arbitrali e restrizioni per i tifosi.

'Il calcio italiano sta vivendo una fase molto confusa. Tra scandali, tensioni politiche e l’incapacità di trovare attaccanti da doppia cifra, il tifoso viene sempre più allontanato. La situazione vissuta dai tifosi del Pisa quest’anno è stata emblematica: quattro trasferte libere su diciannove. È una follia. Si colpiscono migliaia di persone per responsabilità spesso individuali. La Serie A sembra sempre più distante dalla gente normale e sempre più vicina a interessi televisivi e finanziari. Servirebbero riforme strutturali ad ogni livello'.

Ringraziamo Michele Bufalino e la redazione di Sestaporta.news per la consueta disponibilità e professionalità. Invitiamo tutti i sostenitori grigiorossi a stringersi attorno alla squadra in quest'ultima, decisiva battaglia allo Zini.

Daniele Gazzaniga


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