22 settembre 2022

Capitan Bianchetti: difesa a tre, marcatura a uomo e lingua. Ci stiamo lavorando tutti insieme

Personalmente non credo che sia un caso che oggi, nella conferenza stampa post Cremonese-Lazio, sia stato chiamato a parlare capitan Matteo Bianchetti ed è stata sicuramente la scelta giusta. 

La Cremonese è in un momento cruciale di questo inizio di campionato e bisogna serrare le fila. Per lui è un ritorno in massima serie, e lo ha fatto nella sua città natale Como, dopo l’esperienza del campionato 205/2016 agli ordini di Del Neri. Alvini gli ha dato fiducia, ed al netto delle difficoltà che ti mette di fronte un campionato così difficile, ha sempre dimostrato di valere la maglia e la fascia al braccio che indossa in campo.

Non dobbiamo sfaldarci di fronte alle difficoltà: ‘Con la Lazio abbiamo fatto bene i primi venti minuti poi, dopo il secondo gol abbiamo perso fiducia. Siamo un gruppo nuovo con tanti giocatori stranieri e non è facile comunicare in campo per darci una mano. Dobbiamo resettare sapendo che le altre partite le avevamo fatte bene ed interpretate nel modo giusto, dobbiamo continuare a lavorare così sapendo e che anche che non ci si deve sfaldare alla prima difficoltà’.

Un cambio modulo non semplice da interpretare: ‘È un modo completamente diverso di giocare, di interpretare partita perché oltre ad essere a tre è anche uomo. Il mister ha insistito molto soprattutto con chi c’era l’anno scorso, ora sono due mesi e mezzo che ci lavoriamo. Secondo me eseguiamo bene quello che ci chiede il mister, è importante conoscersi e comunicare per avere dei riferimenti e purtroppo su questo dobbiamo migliorare, perchè in serie A è più facile prendere gol.’

La lingua è penalizzante: ‘Anche a Verona avevo avuto compagni con cui c’era il problema della lingua, ma non così tanti e diventa un bella prova anche per me perchè devo affidarmi al mio scarso inglese ed è difficile perchè come gioco io da difensore è importante, però loro si stanno impegnando tanto per imparare la lingua e per conoscerci anche fuori dal campo per conoscere i compagni nei difetti e nei pregi’.

Tante assenze, ma nessuna scusa: ‘Stiamo lavorando tanto come preparazione fisica, anche se in mancanza dei tanti nazionali che per noi è una cosa nuova, poi man mano rientreranno e prepareremo la partita sapendo che per noi sarà il primo scontro diretto e dovremo affrontarlo nel modo giusto’.

Difendere in serie A non è come farlo in B: ‘Fare il terzino in serie A è più complicato, in B l’avevo fatto diverse volte con Bisoli giocando di esperienza e furbizia per limitare gli avversari in serie A hanno ‘un motore diverso’ ed a campo aperto su 50 metri non ho le caratteristiche adatte per marcare giocatori veloci, dipende sempre dall’avversario che incontri. Serie A e serie B il livello è nettamente diverso’.

Soddisfatto del mio inizio di campionato: ‘Sono contento di questo mio inizio di campionato dove il mister mi ha già fatto giocare cinque partite, è stato un inizio positivo dove ho fatto più ruoli. Mi sto mettendo a disposizione della squadra, siamo in sei difensori centrali ed avremo tutti modo di dare una mano’.

Della nuova esperienza in serie A: ‘Da quando ho giocato io in serie A (Verona 2015 n.d.r.) non ho visto grandi cambiamenti, salvo il fatto che ci sono molte più squadre, noi compresi, che giocano a uomo. Ci sono tanti giocatori, rapidi, con gamba e qualità, rispetto a prima dove c’erano più punte centrali molto fisiche, per noi diventano un bel banco di prova’. 

L’importanza dei ‘vecchi’: ‘La società ha fatto la scelta di cambiare tanto, ma ha preso in considerazione anche chi ha creduto pronto per la serie A. Stiamo dando una grossa mano e sono certo che lo faranno anche chi di noi ha giocato un po’ meno. Nel campionato scorso abbiamo dimostrato che chi più chi meno, magari essendo più penalizzato dal modulo, possiamo giocare in serie A’.

Su Dzeko ed Immobile: ‘Sono un fan di Dzeko, veloce, fisico, di qualità, lo considero un giocatore veramente completo ed è difficile da marcare. Poi Immobile lo conosciamo tutti perchè in mezzo metro ti fa gol’.

Tutti con il mister: ‘Con mister Alvini mi trovo bene, in questi giorni sta parlando un po' con tutti per capire come dopo due mesi di lavoro vanno le cose. Ha un rapporto schietto con tutti, cerca di trasmettere le sue idee e la passione che ha per il calcio, cosa non facile neanche per lui con tanti stranieri, ma c’è serenità nello spogliatoio e lo seguiamo tutti’

Con Buonaiuto bastava che alzassi la testa e…: ‘Giocare a uomo rende tutto diverso, anche le impostazioni dal basso dei difensori. L’anno scorso quando avevo palla Buonaiuto sapeva che quando alzavo la testa lui doveva fare un movimento. Bisogna conoscersi e la serie A purtroppo non sempre ti dà sempre il tempo per farlo, adesso abbiamo due settimane per farlo, anche se purtroppo quelli che sono in nazionale sono nuovi’.

Daniele Gazzaniga


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