Controcampo con Tonino Cagnucci de "Il Romanista": "Gasp è il grande valore che ha la Roma, insieme ai suoi tifosi. Vista da qui la Cremonese è in piena zona retrocessione, ma ha tutto per salvarsi"
Il campionato di Serie A si avvicina ai due terzi del suo percorso e la Cremonese, domenica 22 febbraio 2026 alle ore 20.45, scenderà in campo allo Stadio Olimpico per affrontare la Roma di Gian Piero Gasperini.
Per i grigiorossi, che hanno progressivamente dilapidato il margine di distacco dalla zona retrocessione costruito nelle prime giornate, la situazione si è fatta delicata. Dopo il pareggio interno contro il Genoa, la distanza dalla zona rossa si è assottigliata e la necessità di muovere la classifica diventa prioritaria, prima del successivo impegno casalingo contro il Milan.
La formazione capitolina si presenta invece staccata di 14 punti dalla vetta, ma saldamente ancorata all’ultimo posto utile per la qualificazione alla Champions League, con Como e Atalanta pronte ad approfittare di eventuali passi falsi.
Per analizzare il match ho chiesto il punto di vista di Tonino Cagnucci, firma di riferimento del panorama giallorosso e direttore editoriale de “Il Romanista”, voce autorevole del quotidiano multimediale che racconta la Roma a 360 gradi.
Ciao Tonino, grazie per essere di nuovo ospite a “Controcampo”. Ripartiamo dalla Roma: qualche mese fa la squadra era in piena corsa per il vertice, oggi la ritroviamo stabilmente in zona Champions ma più distante dalla vetta. Che cosa è cambiato nel frattempo? “Quello che era previsto. Un calo in classifica che però non è corrisposto a un calo di prestazioni. Gasperini al primo anno sta facendo meglio del previsto e in assoluto bene. La Roma è quarta e adesso di partite ne sono passate tante. Se dovesse restare dove sta a fine campionato, Gasperini riesce in qualcosa che manca da 8 anni qui”.
Quali ambizioni può coltivare questa Roma, considerando il nuovo stop di Dybala ma anche l’impatto importante di Malen arrivato nel mercato invernale? “La Roma deve cercare di arrivare fino in fondo in Europa, fino a Istanbul. E tornarci felice. Quella coppa per i romanisti ha un sapore particolare. L’Europa, in generale, ha un valore forte per noi. In campionato il grande obiettivo è qualificarci per la prossima Champions. Peccato la Coppa Italia, eliminazione che personalmente ha dato molto fastidio, ma per il resto la Roma è in linea con i suoi programmi. Anche più avanti”.
Dal punto di vista tecnico e caratteriale, che giudizio dai alla gestione Gasperini in questa fase della stagione? “Ottimo. Sono un “gasperiniano” abbastanza convinto, dal secondo giorno che è arrivato alla Roma. Gasp è il grande valore che ha la Roma, insieme ai suoi tifosi. Bisogna seguirlo, ma, almeno fino ad oggi, lo stanno seguendo tutti, al di là di qualche mal di pancia mal celato di qualche addetto alla comunicazione”.
Guardando invece alla Cremonese: ti aspettavi una flessione così marcata, fino ad arrivare a soli tre punti di margine sulla zona retrocessione? “Un crollo no, ma una classifica meno brillante sicuramente sì. Vista da qui la Cremonese è in piena lotta retrocessione, ma sempre vista da qui ha tutto per potersi salvare. Soprattutto Nicola, un ambiente che sembra sano, e qualche giocatore di livello”.
Nei giorni scorsi anche su “Il Romanista” si è parlato di un Vardy messo sotto pressione dall’arrivo di Djuric. Pensi che il bosniaco possa rappresentare una vera alternativa e come interpreti il momento dell’attaccante inglese? “A me, a parte domenica che gioca contro di noi, Vardy mi sta simpatico. Sono di parte, la sua storia è fica, letteralmente la classe operaia che va in paradiso e poi a me ricorda veramente il… paradiso. Vardy stava in quel Leicester che la Roma eliminò in semifinale di Conference, prima di vincerla a Tirana contro il Feyenoord. Giorni belli. Giorni cari”.
In chiave salvezza, l’arrivo di quattro innesti già pronti per la categoria può incidere davvero in questo finale di stagione? “Lo spero per voi. Sicuramente mi piacerebbe incontravi di nuovo il prossimo anno. Da quelle parti ho altre antipatie. A parte Pisa e Verona che mi sembrano andate, ho una chiara speranza legata alla retrocessione di una squadra particolare. Non è il Genoa di De Rossi, posso dire solo questo”.
In chiusura, che partita ti aspetti all’Olimpico? “Che la Roma vinca. Semplicemente e solo questo. Mi dispiace. Anzi, no, mi farebbe tanto piacere. Un saluto”.
Grazie a Tonino Cagnucci per la consueta disponibilità e per l’analisi puntuale sul momento giallorosso. All’Olimpico servirà una Cremonese compatta, lucida e coraggiosa: l’auspicio, il nostro ovviamente, per i colori grigiorossi, è di tornare dalla capitale con un risultato positivo e con rinnovata fiducia nel cammino salvezza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti