17 maggio 2026

E' il giorno di Udinese-Cremonese. Intervista con Andrea Tentoni per ricordare quella rimonta da leggenda e la storica salvezza nella stagione 1993/1994

È il giorno di Udinese-Cremonese. Le squadre scenderanno in campo stasera alle 20:45 al Bluenergy Stadium di Udine, lo stesso stadio dove il bomber grigiorosso Andrea Tentoni — nella sua stagione d'esordio in Serie A, dopo la vittoria del Trofeo Anglo-Italiano e la promozione dalla Serie B — mise a segno due delle sue undici reti totali. Quella sfida sigillò di fatto la storica salvezza dei grigiorossi nella stagione 1993/94.

I bianconeri, terzultimi con 27 punti, avevano l’obbligo di vincere per tenere vive le speranze di salvezza. La partita si preannunciava difficilissima, sia per la posta in palio sia per la spinta degli oltre 23.000 tifosi presenti al Friuli, tra cui un migliaio di sostenitori grigiorossi al seguito.

Il match per i grigiorossi si mise subito in salita con le reti di Borgonovo al 14’ e di Rossitto al 24’. Il secondo gol di Borgonovo a inizio ripresa — viziato da un netto fuorigioco sfuggito alla terna arbitrale — sembrò chiudere definitivamente i conti. A peggiorare le cose, Maspero si fece parare un calcio di rigore da Battistini.

Tuttavia, al 67’ fu proprio il difensore Pedroni a suonare la riscossa con un tap-in vincente. La rimonta fu poi completata dal numero undici grigiorosso, Tentoni, autore di una doppietta in soli quattro minuti: prima deviò di petto un colpo di testa di Gualco, poi ribadì in rete una corta respinta di Battistini su un’altra conclusione della difesa grigiorossa.

La gara terminò 3-3; mentre il pubblico di casa contestava la squadra, i grigiorossi festeggiavano sotto il settore ospiti. A sancire matematicamente la salvezza fu il pareggio tra le rivali Parma e Piacenza, risultato che condannò questi ultimi alla Serie B e regalò alla Cremonese la sua prima storica permanenza in massima serie.

Ciao Andrea, è un piacere ritrovarti. Sono certo che lo sarà anche per i tanti tifosi grigiorossi che ti ricordano con grande ammirazione e affetto.

Andrea, quella rimonta contro l'Udinese è entrata nella leggenda.

“Sembrava una partita stregata: eravamo sotto di tre gol, avevamo sbagliato un rigore con doppia parata di Battistini. Tutto faceva pensare che fosse finita. Però noi non mollavamo mai. Quando abbiamo fatto il 3-1 con ‘Pedro’ (Alessandro Pedroni n.d.r.) , qualcosa si è sbloccato: loro hanno cominciato ad avere paura, si sono abbassati, e noi abbiamo preso campo. La partita si è decisa lì”.

Nell'intervallo Simoni si è fatto sentire?

“Il mister era una persona pacata,È sempre stato uno che quando c’era da rimproverare o da farsi sentire si faceva sentire, quindi ricordo che in quel momento si è fatto sentire. Certo, abbiamo preso subito gol, ma era solo un episodio. Dentro di noi la speranza di recuperarla non era mai venuta meno. La nostra forza era il gruppo, sempre. Nelle difficoltà non ci abbattevamo: sapevamo di avere riserve morali che altri non avevano. Lottavamo su ogni pallone, ci davamo una mano. Se un compagno era in difficoltà non lo lasciavi lì, gli davi una mano, facevi una corsa in più, un recupero in più. Oggi vedo poco di tutto questo”.

Quella squadra era anche tecnicamente ben assortita in tutti i reparti.

“Sì, e lo si vedeva anche in fase offensiva. Era una squadra strana: quando c'era da attaccare, si attaccava tutti, anche i difensori. Bene o male ha fatto gol quasi tutti, e i difensori quando si proponevano erano pericolosi quanto certi attaccanti. Era un calcio diverso, più bello”.

Quanto pesava la consapevolezza di essere una squadra di provincia?

“Pesava nel senso giusto: noi eravamo consapevoli di essere una provinciale e come provinciale dovevamo fare il doppio di quello che facevano le squadre più blasonate, lottare su ogni pallone, perché il divario tecnico ed economico era reale. Però avevamo qualcosa che non si compra: lo spirito. Eravamo una squadra vera, anche nei momenti di difficoltà. Questo ci ha permesso di fare quella salvezza, e non solo quella”.

Tu hai chiuso la stagione con undici reti, ma nel girone di ritorno hai avuto un momento difficile.

“Sì, ho preso la varicella e sono rimasto fuori un po'. Quando sono rientrato non ero al top e me la sono trascinata dietro. Però nel momento giusto sono arrivati quei due gol, e ci hanno consegnato una salvezza che a inizio anno sembrava quasi insperata, ma a cui abbiamo sempre creduto”.

Pedroni mi ha detto che in fondo è stato meglio così: senza la varicella saresti andato in Nazionale con Sacchi.

Sì, c'è stato quel periodo in cui si parlava della Nazionale. E in effetti quegli anni, non solo quella stagione, sono stati un piacere vero, allenarsi, stare insieme, anche i ritiri. Non ci pesavano, perché eravamo davvero un gruppo”.

I ritiri a Desenzano erano diventati quasi un rito.

Simoni ci aveva preso gusto perché ogni volta che li facevamo poi vincevamo o giocavamo una grande partita. All'inizio si borbottava, ma una volta lì si stava insieme, si giocava a carte, ci si ritrovava dopo cena. Era bello. Cose che nel calcio di oggi non esistono più”.

Quanto contava avere una società presente come quella di Luzzara e Favalli?

“Moltissimo. Il concetto di squadra parte dall'alto. Avevamo un presidente e un direttore sportivo che non erano soltanto bravissimi nel loro mestiere: erano persone, prima di tutto. Ci facevano stare tranquilli anche quando le cose non andavano. Ci davano fiducia. Senza di loro probabilmente non sarebbe successo niente di quello che abbiamo fatto. Favalli guardava molto l'aspetto umano quando sceglieva i giocatori, e lo stesso faceva Simoni. A volte uno che sta bene nel gruppo vale più di un campione che crea problemi”.

Guardando questa stagione della Cremonese, cosa è mancato secondo te?

“Non conosco bene le dinamiche interne, però vedo che la squadra è entrata in un tunnel dal quale non riusciva più a uscire. Hanno cambiato quasi tutto rispetto all'anno scorso, e alla lunga sono venute fuori fragilità mentali e tecniche che non si sono riuscite a correggere. Da fuori mi sembra che manchi quello spirito di squadra, quella voglia di aiutarsi. Ognuno pensa un po' troppo a sé”.

L'estate scorsa mi avevi detto che tu non avresti stravolto la squadra.

“Sì, e resto convinto. La nostra forza, quando siamo saliti dalla B alla A, è stata non stravolgere. Tenere un blocco solido, inserire pochi innesti mirati. Qui invece hanno cambiato quasi tutto. E poi mancavano gli attaccanti: Vardy va bene, ma ha trentanove anni e non puoi puntare solo su di lui. Bonazzoli ha fatto bene, ma gli altri davanti non si sono visti. Secondo me bisognava investire meglio  lì”.

L'ultima: era davvero più difficile salvarsi nei vostri anni che oggi?

“Senza dubbio. Retrocedevano quattro squadre, con due punti per la vittoria e che squadre. Certi attaccanti di allora in questo campionato farebbero cinquanta gol. Il livello ora  si è abbassato parecchio. E poi questo calcio di oggi non mi entusiasma: è tutto corsa, pressing, aggressione alta. Una giocata bella, una cosa che faccia innamorare il tifoso, non la vedi quasi mai”.

Però qualcosa di bello rimane: il legame che avete ancora tutti voi di quella squadra.

“Quello sì, e non è poco. Noi ci sentiamo ancora, ci scriviamo, ci troviamo. Quando torni a Cremona è sempre bello, perché torni dove sei stato bene e dove sei stato benvoluto. Il calcio finisce, ma le persone restano. Noi eravamo prima persone e poi calciatori, e questo ce lo porteremo per tutta la vita. Me lo diceva anche Simoni, quando era ancora con noi: «Non esistono più gli uomini, esistono solo i calciatori». Aveva ragione. E la differenza si vede, ecco”.

UDINESE-CREMONESE 3-3

UDINESE Battistini, Bertotto, Kozminski, Rossitto, Calori, Desideri, Helveg, Statuto (35' st Rossini), Borgonovo, Pizzi, Gelsi.

A disposizione: Testaferrata, Biagioni, Delvecchio, Pierini.

Allenatore: Fedele.

CREMONESE Turci, Gualco, Pedroni, Giandebiaggi, Colonnese, Verdelli, Ferraroni, Nicolini (30' st Lucarelli), Cristiani (20' pt Florijancic), Maspero, Tentoni.

A disposizione: Mannini, Castagna, Montorfano.

Allenatore: Simoni.

ARBITRO Pairetto di Nichelino.

RETI 13' pt Borgonovo 23' pt Rossitto 1' st Borgonovo 20' st Pedroni 35' st Tentoni 38' st Tentoni

NOTE Spettatori 23000 circa. Ammoniti Helveg, Borgonovo, Giandebiaggi, Tentoni, Colonnese. Angoli 5-9. Maspero ha fallito un rigore al 7' st.

Daniele Gazzaniga


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