14 luglio 2026

Alberto Tuzza, ricercatore, storico ed esploratore, ricorda quando a Crema c'era il Ghetto Ebraico, nell'attuale via Manzoni

"La   presenza  degli Ebrei a Crema si attesta verso la metà del '400, con  il   passaggio  della  città  sotto  il  dominio  veneto  vennero formalizzati i patti di Condotta e la comunità si insediò nella zona dell'attuale   via   Manzoni  che  anticamente  era  un  vicolo stretto (largo poco  più  di  2  metri) dove esistevano una serie di botteghe adibite al  commercio di stracci ed abiti usati e soprattutto all'usura. 
Il vicolo era  dotato  di cancelli che venivano chiusi la sera e riaperti al mattino. Il rapporto della comunità ebraica con la cittadinanza fu sempre  molto  conflittuale :  la  richiesta di costruire una sinagoga non  fu  mai  accettata  dalle  autorità  venete ,  mentre esisteva un cimitero   ebraico   posizionato   ai   tempi   fuori   le  mura   (prima dell'ampliamento veneziano) nella zona dell'attuale Piazza Marconi – Palazzo Zurla che ai tempi era ancora paludosa. Periodicamente la comunità doveva rinnovare la Condotta, una sorta di permesso di soggiorno che  comportava   il pagamento di una tassa e stabiliva il tasso di usura massimo. Spesso il rinnovo della Condotta o la sola minaccia   di   revoca   erano  sfruttati    dalle autorità per estorcere ulteriori somme.  Con   l'istituzione   del   Monte   di Pietà,  nato per contrastare   il    prestito    ad    usura    la    situazione   si complicò ulteriormente ,  la comunità ebraica che negli anni migliori arrivò a contare circa 160 membri iniziò a  diminuire   anno   per   anno,   le abitazioni   iniziarono   ad  essere occupate da cittadini cristiani e si insediarono   le   prime  botteghe di orefici . Formalmente il ghetto sopravvisse   fino alla all'arrivo  di Napoleone che ne decretò la fine per legge   ma   ormai   la   comunità  ebraica si era ridotta a poche famiglie. Nella   mappa   del  1814 si vede ancora la denominazione 'Getto'. Intorno alla prima metà dell'ottocento il complesso che nel frattempo aveva assunto la denominazione di Stretta degli Orefici' fu   espropriato   dalla   Municipalità  e demolito con la formazione dell'attuale via Manzoni. Una   delle  ragioni che portarono a quella decisione fu   quella   di   facilitare  l'attraversamento della città alle diligenze del Servizio Postale che erano costrette ad effettuare due curve pericolose e complicate passando per l'attuale via Racchetti e subito dopo svoltare in via  Mazzini , manovra che per una carrozza con tiro a quattro risultava  estremamente complicata e pericolosa , infatti anche il Pubblico Erario partecipò alla spesa per gli espropri. Interessante sapere che   il   vicolo oltre che stretto era anche quasi interamente   coperto   e  perciò   oscuro,  inoltre tutte le botteghe avevano locali  sotterranei , dopo  la demolizione , durante gli scavi per la condotta di raccolta delle acque piovane furono trovati molti cadaveri.
Come sempre la documentazione proviene dall'Archivio Storico cittadino".

 Così via social ha postato lo storico, ricercatore ed esploratore Alberto Tuzza.

 

 


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