Giorgio Barbieri, via social ricorda il Recitarcantando, geniale intuizione di Angelo Dossena (quell'Angelo) e Gregorio Sangiovanni. Pure Karol Wojtyla, all'epoca arcivescovo di Cracovia vi partecipò
"'Recitarcantando' è stato uno straordinario progetto di decentramento culturale ideato nel 1975 da Angelo Dossena e Gregorio Sangiovanni che ha coinvolto quasi tutti i paesi della provincia di Cremona. Nell'ambito della manifestazione venne organizzata una mostra e girato un film dal titolo 'I paisan' sulla documentazione storica e fotografica di Giuseppe Morandi (scomparso nel 2024), fondatore della Lega di Cultura di Piadena insieme a Gianfranco Azzali. Nel 1979 è stato pubblicato un volume dal titolo 'I paisan. Immagini di fotografia contadina della Bassa padana', edito da Mazzotta e stampato dalle Arti Grafiche Leva di Milano. Nel libro, con la prefazione di Vittorino Gazza (presidente della Consulta Provinciale per le attività culturali di Cremona) e l'introduzione di Franco Dolci (allora presidente della Provincia), ci sono una novantina di fotografie di Giuseppe Morandi. Il prezzo allora era di 5 mila lire".
Così ha postato via social il giornalista, scrittore, opinionista e, tifosissimo della Cremonese, Giorgio Barbieri. E ha fatto bene, "Mister Bar Sport" (è il nome del suoi bel programma social dedicato alla Cremo) Barbieri a ricordarci il"Recitarcantando": storica manifestazione culturale che coinvolse e sconvolse l'intero territorio provinciale. Una curiosità? Alla kermesse in oggetto, partecipò pure, nel 1976, l'allora Arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. E così, anni fa, Dossena (se ne è andato troppo presto e ci manca un sacco), qualche anno fa, ai media locali raccontò l'incredibile episodio: "Era il 3 settembre del 1976, e Casalmaggiore inaugurò la prima edizione del RecitarCantando. E' stato il primo spettacolo di una lunga serie. Ad esibirsi, non in teatro che allora non era agibile ma in Duomo, fu l'Orchestra e Coro della RadioTelevisione polacca con sede a Cracovia. I teatri arrivarono dopo, e fu il lascito più concreto di RecitarCantando. Quello spettacolo fu una prima nazionale. A Casalmaggiore eseguirono la Messa da Requiem di Mozart, il giorno dopo, il 4 settembre '76, in piazza Premoli a Crema fecero la Nona di Beethoven che chiuse con l'Inno alla Gioia, che era da poco diventato l'inno europeo. Il pomeriggio arrivano a fare le prove, e con loro c'è una persona vestita da prete, con giacca, un collettino bianco, calzoni e una croce di ferro. Prima dell'inizio delle prove e durante gli intervalli parlava in polacco con gli orchestrali e i coristi. Per il suo abbigliamento sobrio l'avevamo preso per una sorta di assistente spirituale, pensavo ad una loro usanza, anche per le difficoltà di comunicazione. Nel 1985 poi, quando io lavoravo alla Scala di Milano, Papa Wojtyla venne al Teatro per tenere una lectio magistralis. Arrivò nel tardo pomeriggio ed incontrò i dirigenti del teatro. Eravamo in sette, e con me c'era anche Gregorio Sangiovanni, altro protagonista del RecitarCantando: io mi occupavo degli spettacoli, lui del pubblico. Fummo presentati al papa uno ad uno, con nome e cognome e luogo di provenienza. Quando Wojtyla sente che siamo di Crema, dice subito: 'Io a Crema ci sono stato'. Al che rimaniamo sbigottiti, e lui aggiunge: 'Sono stato prima a Casalmaggiore, e il giorno dopo a Crema ad accompagnare l'orchestra di Cracovia'. Per noi fu una grande sorpresa, e in quel momento l'abbiamo riconosciuto: era lui, il papa".
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